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  • 02/09/2008 AMBIENTE. Greenpeace, "Solar Generation": entro 2030 energia pulita per 4 mld di persone (LM, http://www.helpconsumatori.it)

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    Entro il 2030 il solare fotovoltaico fornirà energia elettrica a due terzi della popolazione mondiale, oltre 4 miliardi di persone. E' quanto afferma "Solar Generation", il rapporto di Greenpeace ed European Photovoltaic Industry Association (EPIA) giunto alla sua quinta versione. Lo riferisce Greenpeace in una nota.

    Secondo "Solar Generation" infatti entro il 2030 saranno installati 1.800 GW di pannelli solari nel mondo, capaci di generare 2.600 miliardi di chilowattora pari al 14% circa del fabbisogno mondiale di elettricità, oltre il doppio di quanto fornito oggi dal nucleare, e senza i pericolosi effetti collaterali relativi alla gestione delle scorie.

    "Il fotovoltaico - ha detto il Presidente di EPIA, Ernesto Macias - ha le potenzialità per divenire una delle maggiori fonti energetiche su cui contare". La crescita del fotovoltaico porterà secondo il rapporto energia pulita a 1,3 miliardi di persone in regioni urbanizzate, e oltre 3 miliardi in aree non ancora raggiunte dall'elettricità. "Un tale sviluppo - ha commentato il , responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace, Francesco Tedesco - è parte della rivoluzione energetica necessaria per affrontare i cambiamenti climatici e ridurre le emissioni globali di gas serra del 50% al 2050".

    Greenpeace ha sottolineato che nel 2007 in Italia sono stati elargiti alle fonti fossili "assimilate" circa 3,7 miliardi di euro mentre il solare fotovoltaico ha ricevuto appena 26 milioni di euro, meno dell'uno per cento. "Un tale squilibrio - ha aggiunto Tedesco - è inaccettabile: occorre 'liberare' risorse destinate alle fonti fossili per il rapido sviluppo delle rinnovabili. Assistiamo invece a un folle piano per il ritorno al nucleare, e all'inaugurazione di nuove centrali a carbone. È così che il Governo pensa di centrare l'obiettivo europeo per il 25% di rinnovabili al 2020?".

    Infine, per "Solar Generation" la rivoluzione solare permetterà di tagliare 1.600 milioni di tonnellate di CO2 nel 2030, pari alle emissioni attuali di Italia e Germania, e creare milioni di nuovi posti di lavoro. Già oggi sono circa 120 mila i 'colletti verdi' che lavorano nel fotovoltaico nel mondo. Il rapporto prevede che il dato potrà raggiungere i 2 milioni nel 2020, e 10 milioni nel 2030.

    02/09/2008 Solare, dal 2030 energia a 4 miliardi di persone (Francesco Pota, http://www.lanuovaecologia.it )

    L’annuncio di Greenpeace ed Epia Nel rapporto “Solar Generation”. Entro un ventennio saranno prodotti 2.600 miliardi di chilowattora, il doppio di quanto fornito oggi dal nucleare. Italia richiamata a un maggiore impegno/ Scarica il dossier (Pdf)

    L’energia prodotta grazie agli impianti fotovoltaici raggiungerà nel 2030 i 2.600 miliardi di chilowattora, grazie all’installazione di 18.000 GW di pannelli solari nel mondo. Questo è quanto affermano Greenpeace ed Epia (European Photovoltaic Industry Association) nel quinto rapporto Solar Generation. I chilowattora prodotti saranno il 14% del fabbisogno mondiale, più del doppio di quanto fornito oggi dal nucleare.

    Le due associazioni prevedono un aumento dell’utilizzo del fotovoltaico che garantirà a 1,3 miliardi di persone delle regioni urbanizzate e a oltre 3 miliardi di persone non ancora raggiunte dall’elettricità di poter accedere all’energia pulita. “Il nuovo rapporto conferma l’imponente crescita del fotovoltaico nel mondo e dimostra che, con adeguate politiche di sostegno, il fotovoltaico ha le potenzialità per divenire una delle maggiori fonti energetiche su cui contare” dichiara il Presidente di Epia, Ernesto Macias. Gli fa eco Francesco Tedesco, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace, secondo il quale “un tale sviluppo è parte della rivoluzione energetica necessaria per affrontare i cambiamenti climatici e ridurre le emissioni globali di gas serra del 50% al 2050”.

     In Italia però gli incentivi all’utilizzo e alla produzione di energia solare non sono ancora sufficienti. “Nonostante il ‘boom’ che sta avendo la tecnologia in Italia – prosegue Tedesco – si potrebbe fare cento volte tanto. Ancora oggi oltre l’82% degli incentivi alla produzione di energia elettrica vanno a impianti a base fossile e non alle fonti rinnovabili”.

    Questo in virtù del meccanismo del Cip6, i contributi alle rinnovabili che vanno anche alle cosiddette “fonti assimilate”, quelle cioè che utilizzano i rifiuti solidi urbani e il carbone. Si riducono così gli investimenti nel settore delle energie pulite che hanno ricevuto, nel 2007, 26 milioni di euro a fronte dei 3,7 miliardi delle energie prodotte con combustibile fossile.

    A questo proposito Tedesco afferma: “Un tale squilibrio è inaccettabile: occorre ‘liberare’ risorse destinate alle fonti fossili per il rapido sviluppo delle rinnovabili. Assistiamo invece a un folle piano per il ritorno al nucleare, e all’inaugurazione di nuove centrali a carbone. È così che il governo pensa di centrare l’obiettivo europeo per il 25% di rinnovabili al 2020?”.

    Già nel 2015, secondo il rapporto, sarà possibile produrre competitivamente, rispetto alle fonti fossili tradizionali, energia fotovoltaica nell’Europa meridionale. Nel 2030 lo sarà anche nel resto del continente. Questa rivoluzione solare permetterà di tagliare l’emissione di 1.600 tonnellate di CO2 al 2030, pari all’attuale produzione di anidride carbonica di Italia e Germania.

    http://www.helpconsumatori.it

    http://www.lanuovaecologia.it

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