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  • 04/02/2008 Coralli, la geografia del rischio (http://www.lanuovaecologia.it)

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    Le acque calde nel 2005 causano uno sbiancamento su larga scala dei coralli, provocando la morte di molte colonie. Ecco alcuni dati sulle barriere coralline. 2005 RECORD: è stato l'anno più caldo nella media dall'inizio delle rilevazioni affidabili nel 1880. » stato anche l'anno degli uragani, con 26 tempeste, di cui 13 uragani.

    SBIANCAMENTO IN MASSA: le acque calde nel 2005 causano uno sbiancamento su larga scala dei coralli, provocando la morte di molte colonie. Primi segni del fenomeno

    registrati nel Sud del Brasile, poi a giugno nei Caraibi, in Colombia e a Puerto Rico, seguiti a luglio da Belize, Messico e Isole vergini, dove sono interessate fra il 25% e il 45% delle colonie di corallo. Ad agosto il fenomeno si estende in modo grave tra Florida, Puerto Rico, isole Cayman, Antille olandesi del Nord, Antille francesi, Barbados e coste nord di Giamaica e Cuba, per poi diffondersi anche a Trinidad e Tobago, Venezuela, Guatemala.

    LA MAPPA DEI DANNI: i danni maggiori nelle Antille, che soffrono di acque calde per 4-6 mesi; forte mortalità nelle isole Vergini (Usa), con declino di oltre la metà delle colonie, del 73% di quelle a Trinidad e Tobago, in alcuni siti della Repubblica dominicana con il 38%; la minore mortalità a Cuba, Bermuda, Bahamas, isole Cayman, Giamaica e altri siti.

    VALORE ECONOMICO: quelli caraibici fra 1 e 4,6 miliardi di dollari l'anno per pesca, turismo subacqueo e come servizio di protezione della costa.

    AREA PACIFICO-INDIANO: la più grande riserva al mondo di coralli, dove il reef sta morendo ad una velocità 5 volte maggiore rispetto alla foresta pluviale per una perdita pari a 3.000 chilometri quadrati di barriera l'anno. Secondo recenti studi, i primi segni del declino del reef risalgono agli anni '60, con una perdita dell'1% l'anno dal 1980 e del 2% l'anno dal 1990, che corrisponde a 3.168 km quadrati l'anno.

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