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29/05/2007 AMBIENTE. Allarme siccità, il Po è in pericolo. Inchiesta de "La Nuova Ecologia" (AA, www.helpconsumatori.it)

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L'emergenza climatica ha colpito il fiume Po. La crisi idrica dell'ultimo periodo sta producendo notevoli danni alla rete fluviale della Pianura Padana, con evidenti ripercussioni sotto il profilo ambientale, agricolo ed energetico. La denuncia proviene da un'indagine de "La Nuova Ecologia", in uscita con il numero di giugno. I pericoli per il "grande fiume" derivano non solo dall'allarme siccità, ma anche dalla cementificazione delle sponde dei canali, dalle escavazioni illegali di ghiaia e sabbia dall'alveo, e dai numerosi interventi di deviazione delle acque minori per la navigazione. Nella pubblicazione del prossimo mese i lettori troveranno anche le riflessioni del Primo Ministro Romano Prodi sul futuro dell'energia in Italia.

Dai dati raccolti nell'inchiesta emerge che la mancanza d'acqua ha provocato notevoli danni al settore agricolo padano. Ma è a rischio anche il settore energetico: il basso livello dei corsi fluviali infatti non assicura il raffreddamento delle centrali termoelettriche, con un serio pericolo black out per la prossima estate. I mali del Po non finiscono qui. Gli interventi dell'uomo, con le numerose costruzioni lungo le rive dei canali, l'opera illegale di asportazione di materiale ghiaioso e sabbioso ed i lavori per agevolare la navigazione, creano ulteriori problemi da risolvere.

Nel prossimo giugno il mensile di Legambiente ospita le dichiarazioni di Romano Prodi. Dopo un anno di Governo, il Primo Ministro fa il bilancio della situazione energetica in Italia, con le misure previste dall'ultima Legge Finanziaria in tema di risparmio di energia e fonti rinnovabili. Il premier spiega poi quali siano gli obiettivi da perseguire per il futuro, mettendo l'ambiente non tra i costi, ma tra i fattori di sviluppo del Paese. All'intervista a Prodi, seguono l'opinione del presidente di Legambiente Roberto Della Seta, che lo promuove con riserva, e le pagelle di autorevoli esponenti della società civile.

Ancora clima in primo piano nella sezione Culture, con la testimonianza di George Monbiot, editorialista del Guardian e autore di "Calore" (edito in Italia da Longanesi). Preoccupata la posizione dell'ambientalista inglese, che da decenni documenta i danni all'ecosistema e alle popolazioni più povere: secondo Monbiot tutti gli studi scientifici ed economici sui cambiamenti del clima, incluso il famoso Rapporto Stern, sono carta straccia. "Perché come si fa - si chiede l'autore - a dare un valore economico alla distruzione degli ecosistemi, alle migrazioni, alla morte?".

Largo spazio al biologico ed all'agricoltura di qualità nel Dossier della mensile. Ne parlano il Ministro Paolo De Castro e Mario Capanna. Infine, un concorso per votare l'ambientalista dell'anno: i lettori de "La Nuova Ecologia" potranno scegliere fra quindici nomi che, tra volti noti e meno noti, sono stati selezionati tra i personaggi più impegnati nella salvaguardia del territorio e nella promozione dei temi ambientali.

29/05/2007 Il grande fiume (www.lanuovaecologia.it)


Sul numero di giugno de La Nuova Ecologia l'inchiesta sul Po in agonia, l'elezione dell'ambientalista dell'anno e un intervento di Romano Prodi dopo un anno di governo

Editoriale di MARCO FRATODDI

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Un grande fiume, anzi “il” grande fiume, è ridotto in condizioni estreme, vittima della siccità. Una crisi idrica senza precedenti che sta mettendo in ginocchio l’intero ecosistema fluviale, colpendo gravemente le colture agricole della Pianura Padana. Ma che si ripercuote anche sul fronte energetico: se non verrà garantito il livello minimo per raffreddare le centrali termoelettriche della zona, questa estate si profila inesorabile la minaccia del black out. Eppure per fare fronte a questa nuova realtà, dopo che per decenni il Po aveva acqua in abbondanza per tutto e tutti, i rimedi ci sono come suggerisce il “Libro Bianco di Legambiente sull’Emergenza idrica in Italia”. Per esempio con sistemi di irrigazione che consentono di dimezzare le quantità necessarie per le coltivazioni, rivedendo i sistemi di tariffazione premiando gli utilizzatori più risparmiasi, portando a regime un sistema di controlli e di sanzioni contro i prelievi illegali. Ma i mali del fiume padano, non sono solo il riflesso dei cambiamenti climatici, sono anche il cemento che abbonda sulle sponde dei canali, le escavazioni illegali di ghiaia e sabbia dall’alveo, i troppi interventi di deviazione dei corsi d’acqua minori per la navigazione. Insomma, un quadro complesso quello del Po che La Nuova Ecologia cerca di mettere a fuoco con il contributo di alcuni esperti.

Un anno di Palazzo Chigi e Romano Prodi prende carta e penna e affida al mensile di Legambiente le proprie riflessioni sul futuro energetico del nostro Paese. Un’analisi dei passi fin qui compiuti dal governo, con le misure in Finanziaria in tema di risparmio energetico e fonti rinnovabili, e degli obiettivi che occorre perseguire contemplando la tutela dell’ambiente, non tra i costi, ma tra i fattori di sviluppo, ricorrendo alle nuove tecnologie e impostando un modello di crescita e benessere basato su nuovi stili di vita. A “giudicare” il premier, oltre al presidente di Legambiente Roberto Della Seta, che lo promuove con riserva, anche le pagelle di autorevoli esponenti della società civile.

Per la sezione Culture, c’è l’intervista a George Monbiot, editorialista del Guardian e autore di “Calore” (edito in Italia da Longanesi) che definisce la stabilità climatica un problema morale. Perché secondo l’ambientalista inglese, che da decenni documenta i danni all’ecosistema e alle popolazioni più povere, tutti gli studi scientifici ed economici sui cambiamenti del clima, incluso l’ormai famosissimo Rapporto Stern, sono carta straccia. Perché come si fa, si chiede, a dare un valore economico alla distruzione degli ecosistemi, alle migrazioni, alla morte? Il Dossier si occupa invece di agricoltura di qualità, insieme a Mario Capanna, di coltivazioni biologiche, campo in cui l’Italia è all’avanguardia rispetto al resto dell’Europa, ma anche della persistenza dell’uso dei pesticidi nelle produzioni agroalimentari. E fa il punto sulla situazione parlandone con il ministro Paolo De Castro.

Infine, i lettori de La Nuova Ecologia sono chiamati a votare l’ambientalista dell’anno, il concorso lanciato per premiare uno dei quindici nomi che, tra volti noti e meno noti, sono stati selezionati tra quanti si sono distinti nella salvaguardia del territorio e nella promozione dei temi ambientali.

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