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  • 25/05/2007 AMBIENTE. Il 91,3 % delle acque costiere italiane è balneabile (SB, www.helpconsumatori.it)

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    "La balneabilità delle nostre coste è tra le migliori d'Europa, con una media che supera il 90%. E i controlli sono costanti, rigorsosi e sempre aggiornati". Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Gian Paolo Patta commentando i risultati del Rapporto sulle acque di balneazione che presenta i dati sulla balneabilità delle acque italiane marine, lacustri e fluviali. Il dossier è il frutto dei dati delle strutture regionali, Arpa, e Asl che hanno controllato ben 4.667 punti di prelievo marini, 5.410 Km di coste, e circa 478 punti di prelievo lacustre e 7 fluviali, con 52.745 campioni/anno.

    L'annuale Rapporto sulla qualità delle acque di balneazione deriva da un programma di controlli molto articolato. Obiettivo del programma di sorveglianza è l'esatta conoscenza, sia sotto il profilo microbiologico, sia sotto quello fisico-chimico, dello stato delle acque marine, lacustri e fluviali e, quindi, l'identificazione sia delle situazioni di degrado ambientale che di situazioni, anche solo potenzialmente, pericolose. Ciò comporta la necessità, in particolare per Regioni e Comuni, di interdire alla balneazione i tratti di costa che non rispondono ai requisiti di legge, ricorrendo a provvedimenti spesso difficili, soprattutto per regioni a spiccata vocazione turistico-balneare, ed impopolari, ma indispensabili per raggiungere l'obiettivo della massima garanzia per i bagnanti.

    In tutto 52.745 controlli su 5.150 punti di prelievo marini. Il Friuli (100%), il Molise (98,1%), la Toscana (98%), la Liguria (97,6%) la Basilicata e l'Emilia Romagna (97.3%) sono le Regioni che hanno la percentuale più elevata di chilometri di costa controllati e balneabili rispetto alla lunghezza della costa (media nazionale 91,3%). Lazio (21%) e Campania (19,9%) sono ancora le Regioni che hanno la maggiore percentuale di chilometri costieri non idonei alla balneazione. Seguono Veneto (10,8%) e Calabria (10,1%). Tutte le altre Regioni sono al di sotto della media nazionale di spiagge inquinate che è dell'8,7%. Le Province con la maggiore percentuale di costa balneabile sono Lucca, Potenza, Ferrara, Udine, Gorizia e Trieste con una percentuale del 100%, seguono Livorno (99,4%), Ragusa e La Spezia (99,3%), Taranto (99,1%). Le Province con una percentuale più elevata di costa inquinata sono Caserta (67,1% %), Roma (44,7%%), Palermo (21,6%), Bari (19,9%). Complessivamente il quadro nazionale appare molto rassicurante anche se si nota un lieve aumento della costa non balneabile (+1,15% in quasi tutte le regioni rispetto alla costa marina da controllare) rispetto allo scorso anno.

    25/05/2007 Un tuffo nel mare (www.verdi.it)

    Balneabile il 91,3% dei litorali italiani. Sofferenze nel Lazio e in Campania. Verdi: "Investimenti nella depurazione"

    Un mare italiano più in salute con 4.941 chilometri di coste balneabili su un totale di 7.375 chilometri, pari al 91,3% del totale dei litorali. Questo uno dei dati contenuti nell'annuale rapporto sulle acque di balneazione italiane presentato dal ministero della Salute grazie ai dati raccolti dalle Arpa regionali e dalle Asl.

    Un risultato di rilievo soprattutto se confrontato con la situazione degli Anni '80 quando oltre un terzo delle coste italiane non risultava accessibile ai bagnanti perché inquinato. I dati si riferiscono alle analisi del 2006 con l'aggiunta di due prelievi consecutivi relativi al 2007 e risultati, anche questi, favorevoli.

    Tra le regioni il Friuli registra il 100% di acque balneabili. Seguono il Molise (98,1%), la Toscana (98%), la Liguria (97,6%), la Basilicata e l'Emilia Romagna (97,3%), le Marche (93,2%), la Sardegna (93,1%), la Puglia (92,6%), la Sicilia (92,2%), l'Abruzzo (91,1%), la Calabria (89,9%), il Veneto (89,2%), la Campania (80,1%) e il Lazio con il 79%.

    Il rapporto "contiene spunti positivi sulla balneabilita delle acque costiere – commenta il capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli - ma la questione della lotta all'inquinamento e della depurazione è da considerare una assoluta priorità per il nostro Paese”.

    “Occorrono investimenti – aggiunge Bonelli, che chiede a questo proposito di destinare parte dell’extragettito - per riportare a norma di legge tutti gli scarichi fognari, che devono essere sempre collegati ai depuratori. Troppo spesso questi impianti, infatti, o non ci sono proprio o sono sottodimensionati rispetto all'aumento della popolazione residente nei mesi estivi”.

    Le province con la maggiore percentuale di costa balneabile sono Lucca, Potenza, Ferrara, Udine, Gorizia e Trieste con una percentuale del 100%. Seguono Livorno (99,4%), Ragusa e La spezia (99,3%), Taranto (99,1%). Le Province con la percentuale più elevata di costa inquinata sono Caserta (67,1%), Roma (44,7%), Palermo (21,6%), Bari (19,9%).

    Complessivamente il quadro nazionale appare rassicurante anche se si nota un lieve aumento (+1,15%) della costa non balneabile rispetto all'anno scorso.

    Proprio in questi giorni il Consiglio superiore della Sanità ha approvato le linee guida nazionali per la difesa dall'inquinamento delle coste dalle alghe, in particolare la 'ostreoxis ovata' che l'anno scorso ha infestato le coste genovesi e palermitane.

    25/05/2007 Il 91% del mare è balneabile (www.lanuovaecologia.it)

    Il dato che emerge dal rapporto del ministero della Salute. Primato al Friuli Venezia Giulia (100%), male Lazio e Campania. Lieve aumento della costa interdetta (+1,15%)

    Il 91,3% delle acque costiere italiane sono balneabili, mentre il restante 8,7% non soddisfa io requisiti di balneabilità. È questo il dato principale dell'annuale rapporto sulle acque di balneazione che riporta i dati su 5.410 chilometri di coste controllate, presentato oggi al ministero della Salute sulla base del monitoraggio gestito dalle agenzie Arpa e dalle aziende sanitarie.

    La Palma d'oro per la balneabilità va a Friuli Venezia Giulia (100%), Molise (98,1%), Toscana (98%), Liguria (97,6%), Basilicata ed Emilia Romagna (97,3%): sono queste infatti le regioni che hanno la percentuale più elevata di chilometri di costa controllati e balneabili rispetto alla lunghezza della costa. Al contrario, le regioni che hanno la maggiore percentuale di chilometri costieri non idonei alla balneazione sono il Lazio (21%) e la Campania (19,9%). Si tratta, rileva il ministero, di un "risultato importante" se confrontato con la situazione degli anni '80, quando oltre un terzo delle coste italiane non risultava accessibile ai bagnanti perchè inquinato. Complessivamente, afferma il ministero «il quadro nazionale appare molto rassicurante anche se si nota un lieve aumento della costa non balneabile (+1,15% in quasi tutte le regioni rispetto alla costa marina da controllare) rispetto allo scorso anno».

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