Il ministro dell'ambiente all'Ecoforum
2006 organizzato da Ecoradio: «Porterebbe solo nuove tasse per rientrare nel
protocollo di Kyoto». Sì al polo dell'idrogeno a Civitavecchia / LINK:
Ecoradio
Le centrali a
carbone “pulito” non taglierebbero i costi della bolletta del 20%, ma
porterebbero solamente nuove tasse per compensare i costi delle emissioni
prodotte dal combustibile fossile e rientrare nel protocollo di Kyoto. È
l’opinione del ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio intervenuto
oggi a “Ecoforum 2006”: la manifestazione
organizzata ieri e oggi dall’emittente Ecoradio. «Non è vero che
diminuisce la bolletta: con i costi del protocollo di Kyoto - ha detto il
ministro dell'Ambiente- lo Stato dovrebbe sborsare una cifra elevata e si
dovrebbero aumentare le tasse. Quindi il carbone non è la soluzione per il
futuro, può permettere di fare affari ad alcune aziende. Rischiare di
avvelenare il Pianeta per qualche guadagno in più non è un risultato utile».
I combustibili fossili, che creano dipendenza energetica dall'estero,
sono l'energia del passato secondo Pecoraro Scanio, quelle da utilizzare
oggi sono le energie rinnovabili, mentre il futuro sarà all'insegna
dell'idrogeno. Il ministro ha ribadito il suo no alla centrale a carbone di
Civitavecchia, dove invece il ministero dell'Ambiente sostiene la nascita di
un “polo dell'idrogeno” promosso dalla Regione. «Appoggio la Regione Lazio -
ha detto Pecoraro Scanio - che ha stanziato fondi per tre anni in questo
progetto, dove si impiegherà idrogeno da fonti rinnovabili».
Il ministro ha anche parlato di una iniziativa con la Ue per
realizzare un grande progetto europeo dedicato appunto all'idrogeno,
rilanciando infine la sua proposta di liberalizzazione sull'energia fai da
te, cioè l'autoproduzione da parte dei cittadini tramite le fonti
rinnovabili, dai pannelli solari per le abitazioni ai biocarburanti per gli
agricoltori.
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