È giunta alla diciassettesima
edizione la Rassegna del mare organizzata dall'associazione Mareamico.
Quattro giorni di convegni e workshop sulle risorse e i problemi del
bacino / LINK: Mareamico Istituire un "santuario della
biodiversità" nel tratto di mare compreso tra la Sicilia, la Tunisia e
Malta. È la proposta portata avanti dall’associazione scientifica Mareamico
nel corso della XVII Rassegna del mare. La manifestazione, che ha previsto
incontri e conferenze, si è tenuta a bordo di una nave che ha simbolicamente
toccato diverse località del Mediterraneo, da Civitavecchia a Palermo, da
Tunisi a Malta.
«La protezione del Mediterraneo - dichiara Pino Lucchesi, presidente
di Mareamico - non può che essere transnazionale». Per questo, a margine
delle attività della rassegna, l’associazione ha firmato un impegno di
collaborazione con le autorità tunisine, la cui principale finalità sarà
proprio la promozione del "santuario". «Tra l’altro - prosegue Lucchesi -
sono i Paesi della sponda settentrionale ad avere le maggiori responsabilità
nell’inquinamento e nel degrado del mare nostrum, ed è giusto che adesso
collaborino attivamente con gli altri stati rivieraschi». Anche il ministro
tunisino Mohamed Medhi Mlika, conosciuto nel suo Paese come "monsieur
ambiente", è dello stesso avviso: «Non si può prevedere un programma di
protezione ambientale senza il coinvolgimento di tutti gli attori
interessati».
L’idea di un tratto di mare votato alla tutela della biodiversità
viene dall’esperienza dei parchi marini transfrontalieri, come il santuario
dei cetacei nel Tirreno settentrionale. Il Canale di Sicilia è una delle
aree con traffico marittimo più intenso, sia di natura turistica che
commerciale. Allo stesso tempo, si tratta di una zona di altissimo valore
ambientale, minacciata da una serie di problemi. Alle cause del degrado del
Mediterraneo, dalle tecniche di pesca non sostenibili, al trasporto di
passeggeri e di merci, all’inquinamento chimico, sono stati dedicati i
convegni della XVII Rassegna del mare. Tra i partecipanti, esperti
internazionali di varie discipline e i membri del comitato scientifico di
Mareamico, di cui fanno parte anche alcuni professori dell’Università di
Tunisi. A completare la manifestazione, la firma di un protocollo d’intesa
tra Mareamico e l’associazione dei "Parlamentari amici del mare", con
l’obiettivo di promuovere la tutela del Mediterraneo anche in Parlamento.
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