Sugli obiettivi di taglio dei gas serra dal 2012 in poi si comincerà a
negoziare dal 2007. Lo ha stabilito la conferenza di Nairobi.
Moderatamente soddisfatti il ministro Pecoraro e gli ambientalisti
Sugli obiettivi di riduzione dei gas responsabili dell’effetto serra da
raggiungere dal 2013 in poi, si comincerà a discutere dal prossimo anno,
nel 2007, durante la conferenza sul clima che si terrà in Tahilandia, e
non dal 2009. Lo ha stabilito la Conferenza dell’Onu sul clima, che si è
conclusa a Nairobi.
A questo rinnovo dell'accordo parteciperanno anche paesi come Brasile,
India, Cina, Sudafrica e Messico, fino ad ora esclusi dal raggiungimento
di target vincolanti e ad alta emissione di gas serra. Gli obiettivi della
fase già battezzata Kyoto 2 dovranno essere raggiunti dal 2013 in poi,
cioè dopo il termine del 2012 fissato dal protocollo di Kyoto nel 1997 ed
entrato in vigore nel febbraio del 2005. Moderata soddisfazione per i
risultati raggiunti nell’ambito della conferenza è stata espressa dal
ministro dell' Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, che ha preso parte alla
conferenza.
"Abbiamo salvato l'accordo di Kyoto”, ha detto Pecoraro. "Sono
moderatamente soddisfatto - ha aggiunto il ministro - anche se avrei
voluto di più. Va dato atto del risultato del pressing fatto dall'Unione
Europea sui paesi che avrebbero voluto affossare l'impegno contro
l'inquinamento. L'Italia è tornata protagonista e ha rilanciato il suo
ruolo di traino nell'impegno contro il surriscaldamento del pianeta”.
Ora, precisa il ministro, “anche i paesi esclusi dall'adozione
obbligatoria di norme anti inquinamento, hanno accettato di discutere
insieme, già nel 2008, anziché nel 2009, le norme future da fare entrare
in vigore nel gennaio 2013 ed è significativo che abbiano deciso di
coinvolgersi in questo confronto paesi a forte produzione di gas serra.
Per quanto riguarda gli Usa - ha proseguito Pecoraro Scanio - confidiamo
nella svolta dei democratici, i quali già hanno dichiarato che vogliono
far passare in Parlamento una legge che preveda impegni vincolanti su
questo tema".
E' solo un piccolo passo avanti ma la strada da fare è ancora molta. E' in
sintesi il giudizio del WWF secondo il quale i ministri al vertice del
clima delle Nazioni Unite non hanno colto la opportunità di prendere le
necessarie decisioni per più drastiche riduzioni di emissioni post-2012.
Anche se alcuni governi hanno riconosciuto che le emissioni globali hanno
bisogno di essere ridotte del 50% per il 2050, sottolinea l'organizzazione
ambientalista, il negoziato non è arrivato a tanto.
Il Wwf e Legambiente sottolineano l’impegno di alcuni paesi europei: la
Germania si è impegnata a tagliare del 40% entro il 2020, la Gran Bretagna
e la Francia, per legge, ridurranno le proprie emissioni entro il 2050 del
60% e del 75%.
Le associazioni hanno riconosciuto al ministro dell’ambiente italiano di
aver svolto un positivo lavoro. ''L'Italia deve però rimboccarsi le
maniche – dice Legambiente - il 2012 è vicino e il nostro target del -6,5%
di emissioni di anidride carbonica è lontanissimo dato che siamo oggi
quasi a +13% rispetto ai livelli del 1990”.
Dal canto suo il Wwf auspica che l’onere di raggiungere obiettivi più
ambiziosi non sia lasciato solo al ministro dell'Ambiente ma sia assunto
dall'intero Governo. “Ci aspettiamo che l'Italia si unisca ai grandi paesi
europei che hanno già dichiarato ambiziosi impegni di riduzione delle
emissioni entro il 2020”.
La conferenza ha anche approvato l'istituzione del fondo per l'energia
rinnovabile in favore dei paesi africani, che parte da subito con un
finanziamento di Italia e Germania rispettivamente di 8 e 24 milioni di
euro. I due paesi sono stati pubblicamente ringraziati in sede plenaria
per la prontezza con cui hanno aderito alla proposta lanciata dal
segretario generale dell'Onu Kofi Annan.
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