Se aumenterà la temperatura nel
mediterraneo scompariranno gli habitat delle specie migratorie. Bologna:
«Indicano le trasformazioni ambientali». I dati del Global Status Report
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/ Il dossier
Anche gli uccelli vittime dei cambiamenti climatici. Lo
denuncia il Wwf in un rapporto che prende in esame più di 200 ricerche
pubblicate su autorevoli riviste scientifiche: è in atto un trend verso
una significativa estinzione di numerose specie di uccelli dovuta
proprio al fenomeno del riscaldamento globale.
«Molte specie – afferma l'organizzazione ambientalista – risultano a rischio di
estinzione e il fenomeno è tanto più preoccupante per il fatto che gli
uccelli hanno sempre mostrato
una grande capacità di adattamento ai diversi ambienti ed alla naturale
variabilità presente nei sistemi naturali». Secondo Gianfranco Bologna,
direttore scientifico del Wwf Italia «una robusta documentazione
scientifica dimostra che i cambiamenti climatici stanno influenzando il
comportamento degli uccelli. È facile osservare, per esempio, che
numerose specie non compiono più i loro spostamenti migratori e che le
modificazioni climatiche, avendo importanti ripercussioni sulla dinamica
naturale degli ecosistemi rende gli uccelli completamente disorientati».
Nelle regioni mediterranee, a parere del Wwf, se la temperatura
aumenterà tra gli 1,5° C e 4,2° C, potrebbero andare completamente
perdute – entro il 2080 – le zone umide costiere, fondamentali per le
popolazioni migratorie. In Africa, per esempio, a causa delle gravi
siccità sono a rischio la coloratissima Upupa e l'Aquila rapace, in nord
Europa l'Uria comune non trova più i pesci per nutrirsi a causa del
riscaldamento dei mari, il Pulcinella dai ciuffi perde la sua capacità
riproduttiva in Canada, nel santuario naturale delle Galapagos, il
Pinguino delle Galapagos non trova cibo a sufficienza a causa
dell'enfatizzarsi dei fenomeni climatici
come il Niño. I 3.000 esemplari di Gru siberiane che ancora sopravvivono
vedono il progressivo restringersi della tundra, loro habitat naturale,
e lo stesso accade al Pinguino imperatore
dell'Antartico, dove il prolungamento del periodo caldo ha causato un
assottigliamento dei ghiacci e quindi significative difficoltà per il
suo ciclo vitale. «Gli uccelli sono sempre stati indicatori fondamentali
dei cambiamenti ambientali, quasi una sorta di termometro dello stato
ambientale del pianeta - dice Bologna - e il rapporto conferma che essi
costituiscono un vero e proprio campanello d'allarme rispetto ai
cambiamenti del clima».
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