24/10/2006 Peso insostenibile (www.verdi.it)

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  • Presentato il Living Planet Report del Wwf. Nel 2003 abbiamo consumato il 23 per cento in più di quello che puo offrire il pianeta. Verdi: "No all'inerzia. Oltre al Pil servono indicatori ambientali"



    Secondo il rapporto Living Planet del Wwf le risorse del pianeta sono a rischio. E se si continua così, cioè con gli attuali ritmi di consumo risorse (terreno fertile, acqua, risorse forestali, specie animali, comprese le risorse ittiche), la popolazione umana entro il 2050 raggiungerà un ritmo di consumo pari a due volte la capacità del Pianeta Terra.

    “Sarebbe gravissimo restare indifferenti al quadro che emerge dal Rapporto – ammonisce il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio –. Nella complessità e varietà degli interventi da attuare – ha aggiunto il ministro – abbiamo lavorato per alcuni atti che vanno in questa direzione: un Piano nazionale per le emissioni di CO2 che prevede un taglio deciso e la richiesta di investimenti per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e per la mobilità sostenibile. Sono i primi segnali positivi ma molto resta da fare. Con questi risultati l’Italia dovrà presentarsi a Nairobi, in occasione della Conferenza sui Cambiamenti climatici e sul Protocollo di Kyoto a novembre”

    Anche la deputata dei Verdi Grazia Francescato ed ex presidente del Wwf Italia ha commentato il rapporto secondo cui "gli allarmi sulla forte riduzione delle risorse del nostro pianeta, che vengono da tempo lanciati dagli ambientalisti e dai Verdi e che negli ultimi anni sono stati fatti propri anche dagli scienziati, che peraltro tendono ad essere ancora più pessimisti, pretendono un immediato capovolgimento del nostro concetto di ricchezza.

    La prima risorsa che verrà a mancare è l'acqua, poi sarà il turno delle foreste - spiega Francescato - ed è per questo che bisogna con urgenza includere e considerare, accanto agli indicatori economici degli Stati, come il Pil, anche quelli ambientali e sociali, con particolare riferimento alle risorse naturali ancora intatte”. “Il primo accenno di questa non più differibile rivoluzione copernicana – ha sottolineato la parlamentare – è già presente nella Finanziaria, dove i Verdi hanno chiesto ed ottenuto l’introduzione dei primi elementi di contabilità ambientale”.

    Presentato oggi a Pechino, il rapporto del Wwf è il frutto di un lavoro di durato due anni durante i quali sono stati compilati due indicatori dello Stato di salute del pianeta. Tra i partner del Wwf nella stesura del Living Planet Report ci sono anche la Società Zoologica di Londra ed il Global Footprint Network.

    Tra gli indicatori spicca l'Indice del Pianeta Vivente (Living Planet Index) che si basa sui trend di oltre 3.600 distinte popolazioni di 1.300 specie di vertebrati in tutto il mondo. In tutto sono stati analizzate 695 specie terrestri, 344 di acqua dolce e 274 specie marine.

    Negli oltre trent'anni presi in considerazione le specie terrestri si sono ridotte del 31%, quelle di acqua dolce del 28% e quelle marine del 27%. Il secondo indice, l'Impronta Ecologica, misura la domanda in termini di consumo di risorse naturali da parte dell'umanità. Il peso dell'impatto umano sulla Terra è più che triplicato nel periodo tra il 1961 e il 2003.

    Questo rapporto mostra che la nostra impronta ha già superato nel 2003 del 25% la capacità bioproduttiva dei sistemi naturali da noi utilizzati per il nostro sostentamento. Nel rapporto precedente (quello pubblicato nel 2004 e basato sui dati del 2001) era del 21%.

    In particolare, l'Impronta relativa alla CO2, derivante dall'uso di combustibili fossili, è stata quella con il maggiore ritmo di crescita dell'intera Impronta globale: il nostro 'contributo' di CO2 in atmosfera è cresciuto di nove volte dal 1961 al 2003.

    Gli italiani, in base all’impronta ecologica globale si piazzano così al 29° posto. La Cina si pone a metà nella classifica mondiale, al 69mo posto, ma la sua crescita economica (che nel 2005 è stato del 10,2%) e il rapido sviluppo economico che la caratterizza giocheranno un ruolo chiave nell'uso sostenibile delle risorse del pianeta nel futuro.

    Questo è uno dei motivi per cui il Living Planet Report quest'anno è stato lanciato proprio in Cina. Il Wwf ritiene vitale per il pianeta che il gigante asiatico e gli altri Paesi di nuova industrializzazione (che globalmente raggiungono oltre il miliardo di abitanti e che stanno raggiungendo un livello di consumo paragonabile ai paesi dell'area Ocse) non segua i modelli di sviluppo dell'Occidente, ma persegua il proprio sviluppo in una chiave di sostenibilità.


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