24/10/2006 Rapporto Wwf, ecco i mali della Terra (www.lanuovaecologia.it)

  • Pagina Ambiente
  • Temi Archivio
  • Tutti i Temi
  • Pagina Energia
  • Pagina Inquinamento
  • Allarme risorse per il Pianeta. La denuncia dell'associazione del Panda dalla Cina. Emirati Arabi e Stati Uniti "lasciano l'impronta ecologia più pesante" Si chiama Living Planet Report l'ultimo, lanciato oggi a livello mondiale nella capitale cinese, Pechino, il rapporto è il frutto di un lavoro durato due anni durante i quali sono stati compilati due indicatori sullo Stato di salute della Terra. Tra i partner del Wwf nella stesura del Living Planet Report ci sono anche la Società Zoologica di Londra e il Global Footprint Network.

    GLI INDICATORI

    Il primo indicatore, Indice del Pianeta Vivente (Living Planet Index) si basa sui trend di oltre 3.600 distinte popolazioni di 1.300 specie di vertebrati in tutto il mondo. In totale sono state analizzate 695 specie terrestri, 344 di acqua dolce e 274 specie marine. Negli oltre trent'anni presi in considerazione, le specie terrestri si sono ridotte del 31%, quelle di acqua dolce del 28% e quelle marine del 27%. Il secondo indice, Impronta Ecologica, misura la domanda in termini di consumo di risorse naturali da parte dell'umanità. Il 'peso' dell'impatto umano sulla Terra è più che triplicato nel periodo tra il 1961 e il 2003. Questo rapporto mostra che la nostra impronta nel 2003 ha già superato del 25% la capacità bioproduttiva dei sistemi naturali utilizzati per il nostro sostentamento. Nel rapporto precedente, pubblicato nel 2004 e basato sui dati del 2001, era del 21%. In particolare, l'Impronta relativa alla Co2, derivante dall'uso di combustibili fossili, è stata quella con il maggiore ritmo di crescita dell'intera Impronta globale: il nostro 'contributo' di anidride carbonica in atmosfera è cresciuto di 9 volte dal 1961 al 2003.

    LA MAPPA A LIVELLO MONDIALE

    I Paesi di oltre un milione di abitanti con l'Impronta ecologica più "vasta" calcolata su un ettaro globale a persona sono gli Emirati Arabi, gli Stati Uniti, la Finlandia, il Canada, il Kuwait, l'Australia, l'Estonia, la Svezia, la nuova Zelanda e la Norvegia. L'Italia, secondo il Wwf, in base ai dati del 2003, ha un'impronta ecologica di 4.2 ettari globali pro capite con una biocapacità di 1 ettaro globale a testa, mostrando quindi un deficit ecologico di 3.1 ettaro globale pro capite. Gli italiani, insomma, divorano troppe risorse e si piazzano così al ventinovesimo posto. La Cina si pone a metà nella classifica mondiale, al sessantanovesimo posto, ma la sua crescita economica, che nel 2005 è stata del 10,2%, e il rapido sviluppo economico che la caratterizza giocheranno un ruolo chiave nell'uso sostenibile delle risorse del pianeta nel futuro. Questo è uno dei motivi per cui il Living Planet Report quest'anno è stato lanciato proprio in Cina.

    Il Wwf ritiene vitale per il pianeta che la Cina e gli altri Paesi di nuova industrializzazione, che raggiungono globalmente oltre il miliardo di abitanti e che stanno raggiungendo un livello di consumo paragonabile ai paesi dell'area Ocse, non seguano i modelli di sviluppo dell'Occidente, ma persegua il proprio sviluppo in una chiave di sostenibilità.


  • Pagina Ambiente
  • Temi Archivio
  • Tutti i Temi
  • Pagina Energia
  • Pagina Inquinamento