E' Bolzano la città più sostenibile d'Italia mentre L'Aquila occupa il
posto infondo alla classifica per la pessima capacità di risposta alle
ecodomande contenute nel questionario di Legambiente. Questi alcuni dei
dati contenuti in Ecosistema Urbano 2007.
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Legambiente.com
Nell'Italia delle città la qualità ambientale non
cresce e molti settore chiave della vivibilità urbana sono come
abbandonati a se stessi. Questo, in sintesi, l'Italia designata da
Ecosistema Urbano 2007, l'annuale ricerca di Legambiente sulla qualità
ambientale delle 103 città capoluogo di provincia realizzata con la
collaborazione scientifica dell'Istituto di ricerche Ambiente Italia e la
collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore.
I numeri parlano
chiaro: l'inquinamento atmosferico da un anno all'altro non è
praticamente cambiato, rimanendo perciò a livelli d'allarme, la congestione
è sempre la stessa mentre il trasporto pubblico locale perde passeggeri, la
produzione di rifiuti è aumentata e non è affatto compensata da quel timido
segno"+" davanti al trend della raccolta differenziata (+1,7% tra 2006 e
2005). Lo dice, anche, l'esperienza quotidiana dei cittadini, fatta di code
nel traffico, di città talvolta più sporche, di servizi non sempre
efficienti. In questo contesto grigio per trovare la città più sostenibile
bisogna andare molto a nord, arrivare a Bolzano, il capoluogo più
settentrionale d'Italia. Di limiti, di lacune, di pecche abbonda invece il
sud, soprattutto la Sicilia. In mezzo a questi due estremi, non solo
geografici, c'è l'Italia dei centri urbani.
Se è vero dunque che qualche dato di questo XIII Ecosistema
Urbano segnala lievi progressi (diminuiscono di poco le auto
circolanti, cresce leggermente la raccolta differenziata) è altrettanto vero
che siamo ancora in piena emergenza smog e rifiuti, che la mobilità resta
pesantemente congestionata, che il trasporto pubblico è colmo di difetti,
che la depurazione è inadeguata. L'esempio più lampante lo fornisce proprio
la prima arrivata, Bolzano: solo in un paio dei 25 parametri analizzati da
Legambiente sopravanza le altre 102 città esaminate dalla ricerca. Per il
resto strappa piazzamenti certo buoni, ma non ottimi, o addirittura occupa
posizioni di rincalzo perdendo terreno in alcuni indicatori importanti.
Quella di Bolzano è insomma una vittoria relativa: più che la migliore, è la
meno insostenibile. Mentre davvero pessime appaiono le performance di
Catania, Taranto e L'Aquila, in coda alla classifica. Infine anche i numeri
di Ecosistema Urbano 2007 confermano la desolante situazione di stallo di
Napoli: sotto il 10% di raccolta differenziata, zero piste ciclabili, due
metri quadri di verde per abitante, un abusivismo edilizio doppio rispetto
alla media nazionale.
- Bolzano, regina di Ecosistema Urbano 2007
Ecosistema Urbano raccoglie ogni anno, sia con questionari e interviste
dirette ai 103 comuni capoluogo di provincia, sia sulla base di altre fonti
statistiche, informazioni su 125 parametri ambientali per un corpus totale
di oltre 125mila dati. Questa raccolta viene sintetizzata in 25 diversi
indicatori di qualità ambientale riferibili a tre macro-classi: indicatori
di pressione che misurano il carico generato sull'ambiente dalle attività
umane (consumi di acqua potabile, di carburante, di elettricità, produzione
di rifiuti solidi urbani, tasso di motorizzazione), indicatori di stato che
misurano la qualità dell'ambiente fisico (smog, inquinamento idrico),
indicatori di risposta che rendono una misura della qualità delle politiche
messe in campo dall'amministrazione pubblica o dalla città più in generale
(abusivismo edilizio, perdite della rete idrica, depurazione, raccolta
differenziata, trasporto pubblico, isole pedonali e zone a traffico
limitato, piste ciclabili, aree verdi, gestione ambientale nelle imprese e
nella pubblica amministrazione, sviluppo di politiche energetiche tese alla
crescita delle rinnovabili, monitoraggi e rilevamenti della qualità
ambientale).
L'analisi incrociata dei dati assegna a Bolzano la palma di vincitrice.
Supera di pochissimo la prima dello scorso anno, Mantova, e dopo dieci
edizioni torna in testa alla graduatoria di Ecosistema Urbano coronando così
una faticosa rimonta che dura da almeno cinque anni, già evidenziata dal
secondo posto dell'anno passato e dall'ottavo dell'edizione 2005. Osservando
nel dettaglio le prestazioni della città altoatesina scopriamo che il
risultato conclusivo è frutto di buone performance solo in alcuni dei
settori chiave della ricerca. Bolzano infatti vince primeggiando nelle
classifiche relative al monitoraggio della qualità dell'aria e
nell'indicatore delle politiche energetiche, nel quale il capoluogo
altoatesino è da tempo tra le città leader in Italia. La città altoatesina
migliora sensibilmente soprattutto nei due indicatori relativi allo smog
(NO2 e PM10), dimezza quasi i suoi consumi idrici (è 39a con meno di 171 l/ab/gg),
salgono i metri quadrati di isole pedonali (da 0,10 a 0,16) e più
sensibilmente i metri equivalenti di piste ciclabili (è 16a), migliora
leggermente nel verde urbano fruibile rimanendo però oltre la quarantesima
posizione (41a). Vale la pena citare ancora il primo posto nella classifica
delle politiche energetiche.
Ma per quel che riguarda il capoluogo altoatesino ci sono anche note
stonate, in qualche caso anche molto evidenti. Tra queste spicca più di
tutte il preoccupante stop nella percentuale di raccolta differenziata (è
46a con il 27%), dato sicuramente molto al di sotto dell'obiettivo minimo
del 35%. Cala addirittura la capacità di depurazione delle acque reflue
(39a), è sugli stessi livelli dell'anno passato il trasporto pubblico,
diminuisce l'estensione delle zone a traffico limitato (44a).
- La geografia della classifica
Insieme a Bolzano continuano a essere protagoniste della parte alta della
classifica le province del nord Italia. Al secondo posto c'è Mantova,
campione uscente, che insieme a Cremona (decima) è l'altra rappresentante di
quella che prima era la folta truppa dei capoluoghi lombardi in testa alla
graduatoria. Per Mantova troviamo confermate in molti casi le buone
performance dello scorso anno: un sistema di monitoraggio della qualità
dell'aria ottimale, una buona rete di percorsi ciclabili, oltre 17,6 metri
quadri per abitante di zone a traffico limitato e più di 27 di verde
fruibile.
Terza è La Spezia che prosegue il buon cammino avviato nelle ultime
edizioni, facendo crescere ancora le ztl (è undicesima con quasi 9 mq per
abitante) e le piste ciclabili. Quarta è Parma, prima vera sorpresa, che
sale perché ha il pregio di mantenersi costante nei lievi miglioramenti che
già nella passata edizione si notavano. Aumenta lo spazio destinato ai
pedoni, più di 0,60 metri quadrati per abitante e le ztl, quasi 6 metri
quadri e mezzo per ogni parmigiano. La città emiliana fa registrare un buon
passo avanti nel trasporto pubblico passando da 150 viaggi abitante all'anno
a oltre 200, conquistando il primato nella classifica tra le città medie.
Scende però il verde fruibile e lo spazio riservato ai ciclisti. A seguire
Trento, quinta, che cala un poco rispetto allo scorso anno, mantenendo un
ottimo controllo della qualità dell'aria, un buon livello di depurazione dei
reflui e aumentando fino a quasi il 46% i rifiuti avviati al riciclo. Sesta
arriva Pisa che torna tra le prime dieci grazie alla ottima qualità della
rete di monitoraggio dell'aria e al primato nell'indicatore riservato ai
criteri e alle procedure ambientalmente sostenibili dell'amministrazione
(Eco Management). L'altra emiliana Ferrara, da sempre tra le prime, è
settima. La città ciclabile per eccellenza, conferma la sua vocazione per le
due ruote e aumenta il verde fruibile dai cittadini. Ottava si piazza la
piemontese Verbania (ottime performance nella raccolta differenziata, sopra
il 53%, e nelle isole pedonali con oltre 2 mq per abitante). Livorno è nona,
seconda delle città toscane, ed entra nella magnifica decina grazie ai
piccoli ma continui passi fatti negli ultimi anni che l'hanno portata, ad
esempio, a una completa depurazione delle acque reflue (100%) e a una quasi
ottimale capacità di risposta al questionario Ecosistema Urbano (98%).
Chiude le prime dieci l'altra "reduce" lombarda, Cremona, dove aumenta il
verde urbano pro capite e lo spazio per le due ruote. Il meridione piazza
quest'anno tre capoluoghi tra i primi trentacinque (Salerno, 21a; Cosenza,
32a; Avellino, 34a) ma nel complesso rimane attaccato a performance non
esaltanti che confermano ancora una distanza considerevole con il nord del
Paese.
Nella parte bassa della classifica troviamo infatti ancora tante città del
sud anche se il fondo della graduatoria, come la cima, quest'anno è molto
più variegato rispetto alla scorsa edizione e comprende le regioni di quasi
mezza Italia: attira città del centro e del nord (Imperia). La Sicilia con 7
capoluoghi tra gli ultimi 15, resta la capofila, quindi la Sardegna con 2,
poi uno ciascuno per Abruzzo, Calabria, Lazio, Liguria, Molise e Puglia.
Le città maggiori poi, dopo il preoccupante stop dello scorso anno, tornano
a muoversi, anche se con passi da lumaca: Genova è 27a, Roma è 60a, Milano è
62a, Napoli è 67a, Torino 69a, Palermo 85a.
Una delle novità se non altro più visibili di questa edizione del
rapporto di Legambiente si trova proprio in fondo alla graduatoria, dove
dopo anni non troviamo un capoluogo meridionale. L'Aquila torna dopo molto
tempo (era stata ultima già nell'edizione del 1997) ad occupare l'ultimo
posto. Il capoluogo abruzzese conquista la maglia nera, perdendo sedici
posizioni rispetto alla passata edizione (nel 2006 era infatti 87a),
principalmente per la pessima capacità di risposta alle ecodomande contenute
nel questionario di Legambiente. L'aria è l'unico tra gli indicatori
principali sul quale l'amministrazione comunale di L'Aquila ha mandato
alcune risposte, peraltro parziali, e nonostante un leggero miglioramento
nel monitoraggio della qualità dell'aria (risulta 84a in compagnia di altre
8 città) rispetto allo scorso anno, troviamo poi sia su No2 che sul Pm10
dati non disponibili. Sempre dati non disponibili per quel che riguarda la
depurazione delle acque reflue, il trasporto pubblico (in tutti e tre gli
indicatori dedicati), le zone a traffico limitato e le isole pedonali,
mentre ancora per mancata risposta resta ferma a zero (83a) sui metri di
piste ciclabili. Anche nella raccolta differenziata L'Aquila è tra le
peggiori (11,1% e 73a posizione), mantiene abbastanza alti i consumi,
soprattutto quelli di carburante, e la densità di motorizzazione (67 auto
ogni 100 abitanti). Nota meno negativa è quella delle certificazioni ISO
14001 e dell'Eco Management dove il capoluogo abruzzese migliora
leggermente, almeno in valore assoluto, ma resta quasi fermo nelle due
classifiche di settore (rispettivamente 54a e 86a). Sostanzialmente meritato
e, forse è il caso di dirlo, molto anche voluto il triste primato negativo
di L'Aquila, che lascia in questa edizione di Ecosistema Urbano di Legambiente una pessima impressione complessiva, dovuta proprio alla scelta
di non fornire risposte alle legittime domande del questionario, che va
quindi molto al di là dei soli numeri.
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