13/10/2006 Accordo raggiunto sul Piano delle Emissioni di Anidride Carbonica (www.verdi.it)

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  • Trovata l'intesa tra i ministri Pecoraro e Bersani sul piano delle emissioni di Co2. Tetto ridotto di 24 milioni di tonnellate

    Accordo raggiunto tra i ministri Pecoraro Scanio e Bersani sul piano italiano delle emissioni di gas serra. I ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico hanno concordato infatti i criteri per l’elaborazione della versione finale del Piano per le imprese industriali italiane per il periodo 2008-2012. Il piano sarà ora trasmesso d’urgenza a Bruxelles, che ieri ha annunciato l’avvio di una procedura di infrazione per la mancata consegna nei tempi previsti (30 giugno di quest'anno).

    Il piano consentirà, nello stesso tempo, di rispettare gli obblighi previsti dalla direttiva sull'Emissions Trading, e di tutelare la competitività delle imprese italiane, sottolinea un comunicato del ministero guidato da Pecoraro Scanio.

    Il Piano prevede un taglio di 24 milioni di tonnellate di CO2 assegnate, passando così dalle 224 annue del periodo 2005-2007 alle 200 annue per il periodo 2008-2012. Le quote saranno assegnate ai singoli impianti in modo tale da favorire l’impiego delle tecnologie più efficienti.

    Le imprese del settore termoelettrico potranno utilizzare i “crediti” derivanti dai progetti di cooperazione internazionale, nell’ambito del Clean Development Mechanism e di Joint Implementation del Protocollo di Kyoto, nella misura del 25% rispetto alla quantità assegnata.

    In questo modo, rileva ancora il comunicato, considerando che il prezzo dei crediti è mediamente inferiore del 50% rispetto a quello delle quote di CO2 sul mercato europeo, le imprese potranno ridurre significativamente i costi.

    E’ prevista una quota ulteriore di 6 milioni di tonnellate di CO2 che sarà assegnata agli impianti del settore termoelettrico a titolo oneroso. La novità è rappresentata dal fatto che le entrate saranno finalizzate a sostenere i costi dei programmi di riduzione delle emissioni per il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto.

    “Un passo avanti importante”, ha commentato Pecoraro Scanio che sottolinea come la riduzione delle quote di 24 milioni di tonnellate rappresenti un fatto positivo. “La previsione di un'ulteriore quota di 6 milioni di tonnellate da assegnare a titolo oneroso – sottolinea ancora -, anziché favorire il mercato finanziario delle quote di CO2 va a costituire un fondo da destinare a misure aggiuntive per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione”.

    13/10/2006 AMBIENTE. Kyoto, Italia ha Piano Nazionale Assegnazione Quote CO2. Il Commento di Legambiente (VC, www.helpconsumatori.it)

    Via libera al Piano Kyoto 2008-2012. A sbloccare il documento l'accordo tra i ministri dell'Ambiente, Pecoraro Scanio, e dello Sviluppo Economico, Bersani. I due dicasteri hanno individuato, quindi, i criteri per l'elaborazione della versione finale del Piano nazionale di assegnazione delle quote di CO2 alle imprese industriali italiane per il periodo 2008-2012. Il piano consentirà, sottolinea una nota del ministero dell'Ambiente, nello stesso tempo, di rispettare gli obblighi previsti dalla direttiva 2003/87/CE, Emissions Trading, e di tutelare la competitività delle imprese italiane. Proprio ieri la Ue aveva aperto una procedura di infrazione contro l'Italia per i ritardi nella presentazione del piano. Il Piano prevede una riduzione di 24 milioni di tonnellate di CO2 assegnate, passando così dalle 224 annue del periodo 2005-2007 alle 200 annue per il periodo 2008-2012. Le imprese del settore termoelettrico potranno utilizzare i «crediti» derivanti dai progetti di cooperazione internazionale, nell'ambito del Clean Development Mechanism e di Joint Implementation del Protocollo di Kyoto, nella misura del 25% rispetto alla quantità assegnata. In questo modo, considerando che il prezzo dei crediti è mediamente inferiore del 50% rispetto a quello delle quote di CO2 sul mercato europeo, le imprese potranno ridurre significativamente i costi.

    Per approfondire l'argomento visita il sito internet del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

    Positivo il commento di Legambiente: "L'obiettivo di un taglio drastico, dell'ordine del 10%, alle emissioni climalteranti degli impianti termoelettrici segna finalmente un'inversione di tendenza rispetto alle politiche di questi anni che hanno fatto dell'Italia la maglia nera in Europa nella lotta ai mutamenti climatici - spiega Roberto Della Seta -. Peccato soltanto per quelle ventiquattrore di ritardo, non saremmo incappati in una nuova procedura d'infrazione. Ma l'importante è che il piano sia stato sbloccato nel migliore dei modi e che si vada avanti su questa strada. Puntando ora sul risparmio energetico e sulle fonti rinnovabili per diminuire progressivamente la nostra dipendenza dal petrolio e dal carbone

    13/10/2006 KYOTO. Emissioni, procedura d'infrazione per l'Italia (http://www.lanuovaecologia.it)

    Otto Stati membri, tra cui il nostro paese, non hanno presentato i piani nazionali di emissione. La scadenza era prevista per il 30 giugno scorso. Divisioni nel governo tra Bersani e Pecoraro Scanio
     

    La Commissione europea ha avviato una procedura d'infrazione contro otto Stati membri, tra cui l'Italia, per la mancata presentazione dei piani nazionali sulla ripartizione delle quote d’emissione di Co2 per il periodo 2008-2012. La scadenza per la consegna era prevista per il 30 giugno scorso, ma non è stata rispettata da Italia, Austria, Repubblica Ceca, Danimarca, Ungheria, Portogallo, Slovenia e Spagna.

    Una bozza per il piano nazionale sulle quote d’emissioni è in realtà già stata elaborata, ma è attualmente bloccata dal dibattito interno al Consiglio dei ministri. Sarebbero ancora lontane le posizioni del ministero dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e quelle di Pierluigi Bersani, titolare del dicastero per lo Sviluppo economico. Per questo Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, commentando la gravità della procedura d’infrazione, ha affermato che «restano poche ore per riportare l’Italia in carreggiata recuperando quello che non è stato fatto dal precedente governo. Per questo motivo auspichiamo che venga raggiunto al più presto un accordo interno sulla bozza depositata dal ministero dell’Ambiente».

    L’Italia, ha ribadito il Wwf, «deve mettersi in regola in fretta con le disposizioni della direttiva, in modo da svolgere finalmente un ruolo attivo nella definizione delle politiche europee». Sottolineando che il nostro paese, dopo Germania e Gran Bretagna, è uno degli Stati responsabili di maggior emissioni di gas da effetto serra, il Wwf definisce «inaccettabili i ritardi e i boicottaggi da parte dei membri dell’Unione» e aggiunge che «tra pochi mesi, ovvero dal 2008, le emissioni in eccesso rispetto agli obiettivi ratificati dal Parlamento determineranno un conto molto salato per gli italiani».

    13/10/2006 Effetto serra, polizze alle stelle (Silvana Santo, http://www.lanuovaecologia.it)

    Pubblicato negli Usa un rapporto sui costi assicurativi delle conseguenze del riscaldamento globale / IL DOSSIER

    Non solo costi finanziari e ambientali. Il conto salato del riscaldamento globale potrebbe prevedere anche un consistente aumento delle spese assicurative. Lo sostiene il rapporto "Cambiamenti climatici e settore assicurativo: un’agenda d’azione negli Stati Uniti", risultato della collaborazione tra Wwf e gruppo Allianz.

    Lo studio, pubblicato negli Usa l'11 ottobre, ha denunciato il possibile impatto degli effetti del riscaldamento globale sui costi delle polizze. La maggiore frequenza e la crescente intensità di uragani, inondazioni e incendi rischiano di determinare un'impennata dei premi assicurativi, già in aumento nelle zone più interessate da fenomeni atmosferici estremi. In alcuni casi, le compagnie preferiscono addirittura uscire dal mercato, con gravi danni per le imprese e i clienti. Solo l'uragano Katrina, ad esempio, ha significato 40 milioni di dollari in termini di perdite assicurative.

    «Il riscaldamento globale - ha dichiarato Carter Roberts, presidente Wwf Usa - è la minaccia ambientale più grande per il pianeta e per tutti gli esseri viventi che lo abitano. Il costo della non-azione sarebbe molto alto, un prezzo che nessuno è in grado di sostenere»
    L'unica strategia possibile, a questo punto, è la prevenzione. Tra gli strumenti individuati dal Wwf, la progettazione adeguata nelle zone a maggior rischio, l'impiego di materiali ad alta efficienza energetica e il ricorso a pratiche che non alterino il clima. E le compagnie assicurative? Secondo il dossier, oltre a trovare il modo di coprire i danni dei cambiamenti climatici, dovrebbero esercitare forti pressioni sulla classe politica perché adotti una gestione più oculata del territorio.

    Silvana Santo

    13/10/2006 KYOTO. Emissioni, piano del governo (http://www.lanuovaecologia.it)

    Intesa fra Ambiente e Sviluppo economico. Saranno tagliati 24 milioni di tonnellate di gas serra. Pecoraro: «Rispetteremo gli obblighi tutelando le imprese» / QUALENERGIA: Kyoto sbloccata
    di SERGIO FERRARIS

    L’Italia cambia rotta sulle emissioni di Co2 e con un accordo di governo si impegna a ridurre le emissioni di gas che favoriscono l’effetto serra. Grazie a un accordo tra il ministero dell’Ambiente e quello dello Sviluppo economico parte il “Piano Kyoto 2008-2012”, che prevede l’assegnazione delle quote di emissione. Secondo l’accordo siglato dai ministri Alfonso Pecoraro Scanio e Pierluigi Bersani è previsto un taglio di 24 milioni di tonnellate di Co2. Il tetto annuo è così fissato a 200 milioni di tonnellate, contro le 224 del periodo 2005-2007.

    Ora le quote saranno assegnate ai singoli impianti in maniera da favorire l’impiego delle tecnologie più efficienti. L’accordo è stato raggiunto dopo un lungo confronto tra i due ministeri. Secondo una nota del dicastero dell’Ambiente, il piano consentirà di rispettare gli obblighi previsti dalla direttiva comunitaria sulle emissioni e nello stesso tempo di tutelare la competitività delle nostre industrie. Proprio ieri l’Unione Europea aveva aperto una procedura di infrazione contro l’Italia per i ritardi nella presentazione del piano.

    Le aziende del settore termoelettrico potranno utilizzare i crediti derivanti dai progetti di cooperazione internazionale, nell’ambito del Clean development mechanism e di Joint implementation del protocollo di Kyoto, nella misura del 25% rispetto alla quantità assegnata. In questo modo, considerando che il prezzo dei crediti è mediamente inferiore del 50% rispetto a quello delle quote di Co2 sul mercato europeo, le imprese potranno ridurre significativamente i propri costi.


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