Il Presidente del
Comitato Europaradiso, Vincenzo Filareto, insieme al presidentedell'Associazione
contrade nord, Luigi Senatore, hanno scritto una lettera alla redazione di
Help Consumatori come replica alla notizia pubblicata il 29 agosto 2006:
AMBIENTE. Ecomostro
Europaradiso. Legambiente: "Bruxelles sta esaminando il nostro |
ricorso". La
pubblichiamo di seguito. "Egr. Direttore,
In merito alla Vs. news del 29 c.m. intitolata: Ecomostro Europaradiso.
Legambiente: "Bruxelles sta esaminando il nostro ricorso" e in qualità di
liberi cittadini di Crotone volevamo intervenire facendo un po' di chiarezza
sul progetto.
Il Comitato Europaradiso - nato in seno all'Associazione
socio-culturale Contrade Nord di Crotone - trae il suo nome e la
sua giustificazione da un grosso progetto d'insediamento turistico
(denominato appunto Europaradiso) proposto da un gruppo d'investitori
stranieri (israeliani, svizzeri e americani) nei pressi della foce del
nostro fiume Neto. Le proporzioni dell'investimento privato (5 miliardi di
euro e non 10 come scritto su più parti) per il mega-villaggio sono pari a
quelle del ponte sullo Stretto, se non di più. Inutile dire quanto
importante sia per la Provincia di Crotone (e per tutta la Calabria) tale
opportunità di sviluppo del suo settore turistico.
Ma la Giunta regionale, il 27 giugno 2005, ha congelato tutto
mettendo sul 40% del territorio della Provincia di Crotone una Zps
(Zona di protezione speciale) che non ha nessuna ragion d'essere dal momento
che su quei terreni (bonificati da tempo) non esistono più le condizioni di
"naturalità" e gli altri vincoli previsti dalle norme europee e dalla
comunità scientifica internazionale.
Se coloro che hanno istituito la Zps e i loro amici
pseudoambientalisti avessero fatto un giro da queste parti,
avrebbero visto che quei mille ettari, esclusa la ristrettissima area
golenale, sono tutti coltivi, seminativi, irrigui e zone antropizzate. Se
poi fossero andati a vedere su quali basi 'scientifiche' sono state
proposte, il Sito di interesse comunitario e la Zona di protezione speciale,
avrebbero visto che, oltre a dichiarare il falso nelle schede, i formulari
spacciati dalla Lipu all'Ue sono incompleti, carenti d'informazioni
specifiche, non firmate da alcuna Università e redatte a tavolino sulla base
di una bibliografia ormai vecchia e non rispondente alle attuali condizioni
del territorio in oggetto. Inoltre la citazione pappagallesca, apparsa su
diversi giornali, con cui si configura l'area a Nord di Crotone come "uno
degli ultimi ambienti umidi della costa ionica calabrese" è addirittura
ridicola in quanto il fiume Neto è stato irregimentato (con la costruzione
di argini) e non ha più esondato ormai da quel dì della bonifica; e la
scarsa vegetazione in prossimità della foce non è neppure autoctona, ma
piantumata dalla Forestale negli anni '70. Non a caso il 4 agosto scorso la
giunta regionale ha dichiarato inefficacie la delibera di cui sopra fino a
quando non vi sarà il parere vincolante della Commissione Ambiente che dovrà
provvedere alla riperimetrazione delle aree protette in base a dati
scientifici e sentiti gli enti locali
Ora veniamo al progetto (...)*
Speriamo che la comunità europea abbia il buon senso di dare un
giudizio non sulla base di un dossier prodotto da
pseudoambientalisti, ma bensì sulla base delle carte ufficialmente
depositate negli uffici comunali e regionali.
Distinti saluti".
* Per informazioni sul progetto rimandiamo al sito
www.comitatoeuroparadiso.it
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