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05/05/2006 Profughi, Tragedia Ambientale (www.lanuovaecologia.it)

Profughi in India
135 milioni di persone rischiano di restare senza casa e terra. Sono i profughi
ambientali: 3,4 miliardi di individui convivono con il rischio frane,
inondazioni, eruzioni e terremoti.
SCARICA:
Il dossier Ecoprofughi
LINK: Civitas 2006
A rischio ambientale 135 milioni di persone. A lanciare l’allarme è l’Onu
che ha proclamato il 2006 anno internazionale per i deserti, la desertificazione
è l’emergenza ambientale più grave degli ultimi decenni. Sono infatti 135
milioni, l'equivalente della popolazione di Francia e Germania, le persone a
rischio di diventare profughi |
ambientali secondo le stime della UNCCD, la Convenzione ONU per la lotta alla
desertificazione, mentre Columbia University, Norwegian Geotechincal Institute e
Banca Mondiale stimano che 3,4 miliardi di persone, circa la metà della
popolazione mondiale, si trova in aree esposte ad almeno un rischio ambientale
di significativo impatto tra siccità, inondazioni, frane, cicloni, eruzioni
vulcaniche, terremoti. Le regioni aride e semi-aride del pianeta rappresentano
quasi il 40% della superficie terrestre e ospitano circa 2 miliardi di persone.
E la situazione è destinata a peggiorare, visto che i continenti perdono
ogni cinque anni 24 miliardi di tonnellate di superficie fertile, con perdite
economiche che ammontano a 42 miliardi di dollari annui. Nel 2050 si stima che
saranno 150 milioni le persone costrette a migrare per cause legate ai
cambiamenti climatici.
Questi i dati più significativi ed allarmanti contenuti nel dossier
"Desertificazione ed eco-profughi sulle sponde del Mediterraneo" di Legambiente
presentato oggi a Padova all’interno di Civitas, nell’ambito dell’incontro
"Desertificazione e migrazioni nell'area del Mediterraneo". Secondo dati forniti
dall’UNEP, il Programma Ambiente delle Nazioni Unite, risulta che ben il 70%
circa dei terreni coltivati nelle aree semi aride o prospicienti ai deserti è
già degradato o soggetto a desertificazione. I continenti perdono ogni cinque
anni 24 miliardi di tonnellate di superficie fertile ed il fenomeno non accenna
a diminuire, anzi si aggrava. La FAO prevede che per tenere il passo con la
crescita demografica, la produzione alimentare mondiale, nei prossimi venti
anni, dovrà crescere di oltre il 75%. Nei Paesi più poveri – in particolare in
Africa, ma anche in alcune aree depresse dell’America latina e dell’Asia – la
necessità di soddisfare le esigenze vitali di una popolazione in crescita
determina una pressione sempre più forte sulle risorse naturali mettendole
ulteriormente a rischio.
L’intensificarsi dei fenomeni meteorologici estremi, conseguenza delle
pressioni sull’ambiente, ha visto aumentare parallelamente gli spostamenti di
persone costrette ad abbandonare le loro terre a causa di eventi siccitosi.
Secondo l’UNEP, a causa dell’espansione dei deserti, in Africa sono sfollate più
di 10 milioni di persone negli ultimi 20 anni. L’Alto Commissariato per i
Rifugiati stima che i migranti per penuria di acqua, cambiamento di clima,
innalzamento del livello del mare, raggiungeranno nel 2050 i 150 milioni.
Le perdite economiche globali dovute alla desertificazione ammontano a
circa 42 miliardi di dollari annui, di cui 9 miliardi nella sola Africa. I paesi
dell’area mediterranea sono popolati dal 7% della popolazione mondiale e
raggiungerà i 524 milioni entro il 2025, con 96 milioni di abitanti insediati
solo nelle città costiere. Negli ultimi anni il bacino del Mediterraneo,
considerato uno dei 25 hotspots mondiali per la biodiversità, è stato
caratterizzato dal verificarsi di eventi estremi quali alluvioni, aumento della
temperatura e siccità.
Documenti collegati:
Dossier ecoprofughi
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