Istituite le zone di protezione ecologica. Chi sporcherà il nostro mare, verrà punito. Turroni: "Ancora non basta"
Approvato il
decreto legge che istituisce le zone
di protezione ecologica del mare. Si
tratta di aree di tutela dove l’Italia
potrà esercitare la sua giurisdizione
per la salvaguardia dell’ambiente marino,
applicando criteri di protezione anche sul
patrimonio storico, culturale e archeologico
conformemente a quanto previsto dalla
Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e dalla
Convenzione Unesco del 2001 sulla protezione
del patrimonio culturale subacqueo.
“Noi verdi – commenta il
senatore Sauro Turroni, vicepresidente
della commissione Ambiente – da sempre ci siamo
battuti per la difesa dell’ecosistema
marino e per le attività economiche che sul
mare prosperano e dal mare traggono la loro
sussistenza. E abbiamo proposto misure adeguate per
proteggere il Mediterraneo, le sue
coste e il suo ecosistema”.
Entro le zone
di protezione ecologica si applicheranno,
anche nei confronti delle navi “straniere”, le norme del
diritto italiano, del diritto dell’Unione europea
e dei trattati internazionali in vigore per l’Italia
in materia di prevenzione e repressione
di tutti i tipi di inquinamento marino.
Questo significa che chi sverza “schifezze” nel
nostro mare, incorrerà nelle sanzioni
previste dalla legge.
“L’istituzione delle zone
di protezione ecologica è importante –
sottolinea Turroni – ma non è ancora sufficiente”. Il rappresentate
dei verdi, infatti, ritiene che “la Convenzione di
Montego Bay (Convenzione delle Nazioni Unite
sul diritto del mare firmata nel 1982) consente l'istituzione
di zone economiche esclusive che, messe in
campo, permetterebbero da una parte di
proteggere il nostro ecosistema e dall'altra
di difendere meglio le attività economiche
che prosperano sul nostro mare".
|