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Il prato di Vanaus
Liberato ieri sera il prato destinato ai
sondaggi. Ma il presidio prosegue da un terreno contiguo. E i sindaci,
invitati da Letta, avvertono: «Dialogo fra pari» Fiaccole, vino e
prodotti tipici. Si è conclusa così la protesta contro la Tav in Val di
Susa che ha portato ieri decine di migliaia di persone (almeno 30.000,
secondo gli organizzatori) a sfilare da Susa a Vanaus. Una giornata
importante per il movimento che si oppone ai cantieri dell’alta velocità,
culminata (dopo qualche tafferuglio lungo
Tav, tutti in
piazza
il percorso con le forze dell’ordine) con la “riconquista” dei terreni su
cui è previsto l’avvio dei cantieri.
In serata il prato di Vanaus, da cui nella notte di lunedì gli agenti
avevano fatto sgombrare il presidio, è stato liberato. E in paese è iniziata
la festa: «Questa iniziativa - dice il sindaco di Vanaus, Nilo Durbiano -
non era più in programma, ma la nostra gioia per gli avvenimenti di oggi era
tale che non potevamo fare a meno di festeggiare ancora». Nei prossimi
giorni comunque il comitato No-Tav continuerà a vigilare, attraverso un
presidio
Tav, soccorsi
dopo il blitz
in un terreno contiguo, perché i lavori non comincino. Mentre gli
amministratori della Val di Susa guardano fiduciosi al vertice di sabato
mattina convocato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni
Letta. «E' un fatto estremamente positivo - commenta Mauro Carena,
presidente della Comunità Montana Alta Valle di Susa - perché l'unica
soluzione possibile per sbloccare la situazione è politica. Credo che ci sia
la volontà di ascoltare le nostre ragioni». Aggiunge Antonio Ferrentino,
presidente della Comunità Montana Bassa Valle di Susa: «Mi auguro
Autostrada
bloccata in Val di Susa
che sabato inizi un confronto con pari dignità tra chi sostiene l'opera e
chi invece è contrario. Le condizioni che poniamo sono ben note: il
ripensamento del progetto e il ritiro delle forze dell'ordine che hanno
militarizzato la valle».
Nel conto ufficiale della manifestazione ci sono 17 feriti tra agenti
di polizia e carabinieri, un fotografo e una mezza dozzina di manifestanti,
tra cui Nicoletta Dosio, militante di Rifondazione Comunista, colpita al
volto. Dal pratone di Vanaus sono stati inoltre rimossi i macchinari e le
infrastrutture destinate
Protesta in Val
di Susa
al cantiere dei sondaggi preliminari. Tra i presenti al corteo l’europarlamentare
Vittorio Agnoletto, il senatore Gian Paolo Zancan (Verdi), sindacalisti come
il segretario nazionale della Fiom-Cgil Gianni Rinaldini, sindaci con la
fascia tricolore e consiglieri provinciali. Dal sindaco di Torino, Sergio
Chiamparino, infine l’invito ad allontanare i violenti in vista del corteo
del 16 dicembre a Torino: «Gli abitanti, i loro rappresentanti e anche i
partiti no tav devono fare di tutto per isolare questi estremisti che
cercano lo scontro».
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