03/12/2005 Cambiano le Abitudini degli Animali (www.lanuovaecologia.it)

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  • I mutamenti climatici rivoluzionano i comportamenti di flora e fauna. La natura lancia l’allarme e a Montreal 189 Paesi discutono delle iniziative per arrestare il fenomeno. Gli studi raccolti da Legambiente e la “mappa della primavera” LINK: La conferenza di Montreal Piante e animali prendono atto dei cambiamenti climatici subendo una vera e propria rivoluzione nelle loro abitudini più elementari e reagiscono ciascuno a proprio modo facendo saltare i meccanismi che da sempre regolano i cicli vitali. E mentre la natura lancia l'allarme, 189 governi da quasi una settimana sono al capezzale del clima in occasione dell'11/a Conferenza delle parti dei paesi che aderiscono alla Convenzione quadro sui Cambiamenti climatici (Cop 11), a Montreal, con l'obiettivo di trovare un accordo su come e quanto ridurre le emissioni di gas serra dopo la ratifica del protocollo di Kyoto.

    E la corsa contro il tempo lascia poco spazio. L'emergenza atmosfera è infatti già in atto e crea strappi in alcuni classici della natura. Mai sia erano viste marmotte insonni o fioriture premature. Ma le temperature troppo elevate, la corrente del golfo che cambia marcia e tutti gli altri guasti creati dalle attività antropiche ci stanno abituando anche a questo. Ecco quindi che anche la mappa della natura va risettata sul nuovo scenario. Primo esempio eclatante i cicli del sonno. Rispetto alla stagione non si riesce a dormire poi così a lungo, quindi le marmotte americane si svegliano 38 giorni prima dal letargo. Nettamente in anticipo rispetto alla tabella di marcia. Come il pioppo in Canada, che negli ultimi 100 anni ha decisamente cambiato abitudini, con una bella fioritura, ma prematura di 26 giorni.

    C'è invece chi ha deciso direttamente di cambiare casa per ritrovare il suo habitat originale: alcune specie di farfalle infatti sono andate in cerca di “fresco”. Pare che in Europa alcune abbiano fatto un bel viaggio verso Nord, spostandosi dai 35 ai 240 chilometri. Questi sono solo alcuni degli esempi di studi raccolti da Legambiente per spiegare quanto i cambiamenti climatici incidano sul pianeta e il livello di incertezza sulle possibili reazioni di piante e animali al nuovo habitat. Perché gli esseri viventi, se messi alla prova, modificano le proprie abitudini: possono decidere di spostarsi oppure no, riprodursi prima o dopo, cambiare rotta nelle migrazioni, oppure dormire di meno e mangiare in modo diverso. Ma non necessariamente lo farebbero tutti nello stesso momento, nella stessa parte del globo, si tratta di comportamenti imprevedibili.

    Allora si prospetta una rivoluzione per gli ecosistemi e le specie che da sempre convivono insieme: basti pensare allo schiudersi delle uova dei volatili. Ai nuovi nati potrebbe forse non corrispondere un aumento degli insetti, essenziali per la loro sopravvivenza. L'Italia, che racchiude oltre un terzo della fauna e la metà della flora del patrimonio europeo della biodiversità, rischia in futuro di non saper più riconoscere le abitudini e gli spostamenti delle sue specie. Per questo è stata lanciata di recente l'iniziativa della “mappa della primavera”, un progetto realizzato da Legambiente, Federparchi e Coldiretti, sostenuto e patrocinato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio. Attivando una rete di monitoraggio in venti aree naturali del Belpaese su mille esemplari delle diverse specie della nostra flora, sarà possibile effettuare raffronti con la fioritura dell'anno precedente: un modo per verificare l' effettivo impatto dei cambiamenti climatici.


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