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I mutamenti climatici
rivoluzionano i comportamenti di flora e fauna. La natura lancia
l’allarme e a
Montreal 189 Paesi discutono delle iniziative per arrestare
il fenomeno. Gli studi raccolti da Legambiente e la “mappa della
primavera” LINK:
La conferenza di
Montreal
Piante e animali prendono
atto dei cambiamenti climatici subendo una vera e propria
rivoluzione nelle loro abitudini più elementari e reagiscono
ciascuno a proprio modo facendo saltare i meccanismi che da sempre
regolano i cicli vitali. E mentre la natura lancia l'allarme, 189
governi da quasi una settimana sono al capezzale del clima in
occasione dell'11/a Conferenza delle parti dei paesi che aderiscono
alla Convenzione quadro sui Cambiamenti climatici (Cop 11), a
Montreal, con l'obiettivo di trovare un accordo su come e quanto
ridurre le emissioni di gas serra dopo la ratifica del protocollo di
Kyoto.
E la corsa contro il tempo lascia poco spazio. L'emergenza
atmosfera è infatti già in atto e crea strappi in alcuni classici
della natura. Mai sia erano viste marmotte insonni o fioriture
premature. Ma le temperature troppo elevate, la corrente del golfo
che cambia marcia e tutti gli altri guasti creati dalle attività
antropiche ci stanno abituando anche a questo. Ecco quindi che anche
la mappa della natura va risettata sul nuovo scenario. Primo esempio
eclatante i cicli del sonno. Rispetto alla stagione non si riesce a
dormire poi così a lungo, quindi le marmotte americane si svegliano
38 giorni prima dal letargo. Nettamente in anticipo rispetto alla
tabella di marcia. Come il pioppo in Canada, che negli ultimi 100
anni ha decisamente cambiato abitudini, con una bella fioritura, ma
prematura di 26 giorni.
C'è invece chi ha deciso direttamente di cambiare casa per
ritrovare il suo habitat originale: alcune specie di farfalle
infatti sono andate in cerca di “fresco”. Pare che in Europa alcune
abbiano fatto un bel viaggio verso Nord, spostandosi dai 35 ai 240
chilometri. Questi sono solo alcuni degli esempi di studi raccolti
da Legambiente per spiegare quanto i cambiamenti climatici incidano
sul pianeta e il livello di incertezza sulle possibili reazioni di
piante e animali al nuovo habitat. Perché gli esseri viventi, se
messi alla prova, modificano le proprie abitudini: possono decidere
di spostarsi oppure no, riprodursi prima o dopo, cambiare rotta
nelle migrazioni, oppure dormire di meno e mangiare in modo diverso.
Ma non necessariamente lo farebbero tutti nello stesso momento,
nella stessa parte del globo, si tratta di comportamenti
imprevedibili.
Allora si prospetta una rivoluzione per gli ecosistemi e le
specie che da sempre convivono insieme: basti pensare allo
schiudersi delle uova dei volatili. Ai nuovi nati potrebbe forse non
corrispondere un aumento degli insetti, essenziali per la loro
sopravvivenza. L'Italia, che racchiude oltre un terzo della fauna e
la metà della flora del patrimonio europeo della biodiversità,
rischia in futuro di non saper più riconoscere le abitudini e gli
spostamenti delle sue specie. Per questo è stata lanciata di recente
l'iniziativa della “mappa della primavera”, un progetto realizzato
da Legambiente, Federparchi e Coldiretti, sostenuto e patrocinato
dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio. Attivando
una rete di monitoraggio in venti aree naturali del Belpaese su
mille esemplari delle diverse specie della nostra flora, sarà
possibile effettuare raffronti con la fioritura dell'anno
precedente: un modo per verificare l' effettivo impatto dei
cambiamenti climatici.
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