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È iniziata a Montreal la
Conferenza internazionale sui cambiamenti climatici. L’obiettivo delle
180 delegazioni presenti è ridurre le emissioni provando a coinvolgere
Usa, Cina e India. Legambiente: Italia in ritardo /
Assegnate le quote /
IL
COMMENTO di Gianni Silvestrini
Superare il protocollo di Kyoto.
Per migliorare. Ha grandi obiettivi la Conferenza internazionale sui
cambiamenti climatici che si è appena aperta a Montreal, in Canada. In primo
luogo coinvolgere gli Stati Uniti e paesi come l’India e la Cina in
particolare in una strategia comune per la riduzione dei gas ad effetto
serra.
«Abbiamo una responsabilità enorme - ha dichiarato il sindaco di
Montreal in apertura della Conferenza - i delegati presenti alla Conferenza
devono lavorare per le generazioni future. E abbiamo l'obbligo di
raggiungere un risultato». Il protocollo di Kyoto, entrato in vigore nel
febbraio scorso, fissa degli obiettivi di riduzione dei gas responsabili del
surriscaldamento globale, entro il 2012. Dal Wwf la richiesta (rivolta in
primo luogo a Unione Europea, Russia e Giappone che il protocollo l’hanno
firmato) di andare oltre, verso piani più decisi ed efficaci e più a lungo
termine. Gli Stati Uniti, che firmarono il protocollo ma poi si ritirarono,
hanno siglato quest'anno un accordo Asia-Pacifico per la riduzione
volontaria degli inquinanti, puntando non su un sistema di quote ma sullo
sviluppo di nuove tecnologie. La Conferenza di Montreal, che si concluderà
il 10 dicembre, dovrà cercare di dare un'impostazione comune. Un percorso
difficile per le 180 delegazioni presenti.
Come arriva l’Italia a Montreal lo spiega bene il presidente di
Legambiente Roberto Della Seta: «L’Italia sbarca a Montreal con una valigia
carica di ritardi, di emissioni sempre più pesanti e un piano nazionale di
assegnazione delle quote che non punta certo a invertire questa tendenza.
C’è da sperare che a Montreal il nostro paese giochi finalmente carte
diverse: che adegui il proprio passo a quello della Ue e non tenti invece,
ancora una volta, di boicottare i negoziati multilaterali sul clima». E
infatti l’Italia ha visto crescere le proprie emissioni del 12% circa
rispetto ai livelli del 1990, allontanandosi di oltre il 18% dal suo
obiettivo di riduzione (-6,5%). Per non incorrere nelle sanzioni che
verranno stabilite, dovrà ridurre di quasi un quinto le sue emissioni
attuali.
È necessario e urgente, secondo Legambiente, che il nostro governo
s’impegni concretamente rivedendo le politiche energetiche e scommettendo in
casa sul risparmio, sulle fonti rinnovabili e sull’innovazione tecnologica,
anziché stanziando fondi per l’acquisto di crediti dalla Banca Mondiale.
«Un’importante partita per il futuro del paese e del pianeta - aggiunge
Della Seta - che, ci auguriamo, l’Italia vorrà cominciare a giocare a
Montreal, sostenendo un accordo sull’inizio dei negoziati per il Kyoto 2,
dopo il 2012»
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