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Stato di emergenza da domani nella città
dell’estremo oriente russo. Arriva sull’Amur l’ondata di benzene sversato
dodici giorni fa da una fabbrica della Cina. La popolazione locale raccoglie
l’acqua potabile
Stato di emergenza da domani a Khabarovsk: questa grossa città
dell’estremo oriente russo sul fiume Amur si prepara alla gravissima
minaccia di inquinamento idrico in arrivo dalla Cina, dove 12 giorni fa una
fabbrica chimica ha scaricato una enorme e pericolosa quantità di benzene
nel Shonghua, un affluente dell’Amur.
Non è chiaro quando il pericolo si materializzerà per Khabarovsk (a
Pechino dicono tra due settimane, mentre i russi pensano che sarà entro l’1
dicembre) ma i 600.000 abitanti della città sono stati presi dal panico e
hanno già fatto incetta di acqua potabile in bottiglia (subito salita di
prezzo nei negozi) mentre il municipio ha decretato lo stato di emergenza a
partire da domani. L’Amur è la principale fonte di acqua per la città. Le
riserve idriche attuali (50.000 metri cubi) saranno pompate e distribuite
per mezzo di 60 autocisterna a scuole, ospedali e orfanotrofi. «Non
toglieremo - ha spiegato il vicesindaco Vladimir Popov - l'acqua dai
rubinetti perché ciò porterebbe ad un malfunzionamento nella circolazione
dell'acqua calda usata per il riscaldamento ma alla gente sarà consigliato
di non berla». Popov è a capo della commissione locale per le emergenze e ha
detto di non avere notizie precise sulle sostanze inquinanti finite
nell'affluente dell’Amur, chiamato in russo Sungari. Sa soltanto che
dovrebbe trattarsi di fenoli, in avvicinamento al ritmo di 100 chilometri al
giorno.
Le autorità cinesi - finora molto parche di notizie - hanno promesso
a quelle russe di tenerle puntualmente informate sull'evoluzione del grave
inquinamento sofferto dal Shonghua-Sungari in seguito ad una serie di
esplosioni avvenuta il 13 novembre in una fabbrica chimica della provincia
di Gilin. Il ministero russo della Protezione Civile ha indicato stamattina
che per il momento «la situazione ecologica nell'Amur è stabile e non ci
sono concentrazioni di sostanze dannose nell'acqua». Nella regione di
Khabarovsk minacciata dall'inquinamento proveniente dalla Cina un milione e
mezzo di persone consuma acqua presa direttamente dall'Amur. Lo stesso
avviene per 1.500 abitanti del Birobigian, la "regione autonoma ebraica"
dove in tutto vivono circa 220.000 persone.
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