07/11/2005 Pescatori abusivi (www.verdi.it)

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  • La pesca illegale sta mettendo in ginocchio la biodiversità e gli habitat degli oceani mondiali. Lo rivela un rapporto pubblicato da New Scientist
     

    Una delle più autorevoli riviste scientifiche mondiali, il New Scientist, rilancia l’allarme. Il mari del mondo sono  minacciati dalla perdita di biodiversità e tra i principali responsabili c’è la pesca illegale.

     

    Secondo la rivista l’attività dei pescatori abusivi costituisce una delle maggiori cause di impoverimento degli oceani.

     

    La rivista pubblica un rapporto commissionato dal governo australiano, dal Wwf e dalla Federazione internazionale dei lavoratori del trasporto (Iwt), secondo il quale dalla pesca illegale in acque internazionali proviene circa il 15% di tutto il pescato mondiale, con un giro di affari di 1.2 miliardi di dollari.

     

    Circa 2.800 le imbarcazioni pirata battenti bandiere fasulle, che permettono ai pescatori di frodo di girare e saccheggiare i mari quasi del tutto indisturbati. Quasi nessuna informazione attribuibile a questi natanti fantasma risulta nei registri navali internazionali.

     

    Queste imbarcazioni, riporta ancora il New Scientist - possono agire in regime di illegalità e di impunità grazie alla complicità di vari paesi. In testa alla lista c'è Taiwan, seguita dall'Honduras e da Panama. La Spagna figura al quarto posto nell'elenco degli stati che fanno poco o nulla, secondo la ricerca, per contrastare il fenomeno, nonostante l'Unione Europea abbia sottoscritto nel 2001 il piano delle Nazioni unite per combattere la pesca illegale.

     

    Chiamata in causa, la Spagna si difende scaricando la colpa sulle multinazionali che hanno base operativa in Spagna, ma sede legale nei famosi paradisi fiscali come le isole Cayman o Vanuatu


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