03/11/2005 Sciopero anti Tav (www.verdi.it)

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  • Sì di Sindaci e comitati: sarà il 16 novembre. Cgil spaccata. Pecoraro Scanio invita Lunardi a un confronto pubblico


    La Val di Susa si fermerà il 16 novembre prossimo per uno sciopero generale contro la linea dell' Alta Velocità Torino-Lione. Lo ha deciso l'assemblea dei sindaci e dei comitati no-tav, riunitasi a Bussoleno, approvando la proposta dei delegati sindacali di numerose aziende, che hanno già raccolto duemila firme e che altre ne stanno raccogliendo in queste ore.

     

    "Sarà uno sciopero generale - dicono - che coinvolgerà tutte le categorie, il pubblico ed il privato, oltre alla scuola e al commercio".

     

    Sarà fatta la richiesta di un incontro a Cgil, Cisl e Uil di Torino per sostenere lo sciopero. Ma la Cgil ha già fatto sapere attraverso il segretario generale della Cgil di Torino, Vanna Lorenzoni, di essere contraria allo sciopero, nonostante la categoria più potente dell’organizzazione, la Fiom, sia favorevole alla protesta.  

     

    "Il diritto di sciopero è dei lavoratori - dice il numero uno della Fiom torinese, Giorgio Airaudo - i sindacati sono liberi di scegliere se organizzarlo e sostenerlo. Noi stiamo con i nostri lavoratori e l'organizzeremo". E anche un esponente della segreteria torinese della Cgil, Fulvio Perini, osserva che "una parte dell'organizzazione lavorerà per lo sciopero".

     

    Nessuna retromarcia, nessun passo indietro sul progetto è invece quel che ribadisce il ministro dei Trasporti Lunardi. “Sfido il ministro a un confronto pubblico sulla Tav – ribatte il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio. Vedremo come riuscirà a giustificare la sua posizione sull’impatto ambientale e sociale devastante di questo progetto costosissimo e perché non si interviene prima sull’ammodernamento della rete ferroviaria esistente”.

     

    La presidente del Piemonte Mercedes Bresso ha sottolineato in modo perentorio il sostegno all’opera: “La linea dell' Alta Velocità Torino-Lione si farà dal momento che è un' opera troppo fondamentale e strategica per l'Europa''.

     

    Bresso ha cercato di smontare anche gli argomenti sostenuti da comitati e ambientalisti, come l’alternativa possibile al progetto Tav costituita dal potenziamento delle altre linee ferroviarie esistenti, e ha cercato di rasserenare gli animi per quel che riguarda l’impatto ambientale.

     

    L'idea di sfruttare le vecchie linee ferroviarie storiche è per la Bresso poco percorribile: ''Sono lente e attraversano le città''. Quanto all'impatto ambientale ''va controllato”. La presidente ha detto che pur essendovi in Val di Susa alcune quantità di amianto, saranno fatti tutti i sondaggi necessari, ''e se c'è un punto specifico in cui non si deve lavorare non si lavorerà. Abbiamo già usato tutte le precauzioni e proprio per questo – ha concluso - abbiamo spostato anche un impianto''


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