03/11/2005 Ventimila “no” ai Veleni  (http://www.lanuovaecologia.it)

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  • Gli attivisti di Greenpeace e tanti bambini hanno consegnato al ministro dell'Ambiente Altero Matteoli le cartoline a sostegno del regolamento europeo Reach sulla chimica

    Ventimila "no" a veleni che entrano nel nostro corpo senza che nemmeno ce ne accorgiamo. Sono stati portati prima sotto Palazzo Chigi e poi consegnati al ministro dell’Ambiente Altero Matteoli ieri dagli attivisti di Greenpeace a conclusione della petizione popolare lanciata lo scorso aprile per sostenere il regolamento europeo Reach, per la registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche (parole che in inglese formano l'acronimo Reach). Il regolamento approderà il 16 novembre al Parlamento europeo, le cartoline sono invece arrivate ieri mattina davanti a Palazzo Chigi.

    A portarcele sono stati attivisti di Greenpeace in tuta arancione che spingono passeggini a bordo dei quali ci sono bambolotti , simbolo dei bambini che potrebbero assorbire le sostanze pericolose. Ma ci sono anche dei bambini veri che colorano un grande striscione che recita "noi non vogliamo giocare con i veleni". Il regolamento, infatti, norma proprio sostanze che si trovano in prodotti di uso comune, e in molti giocattoli. Una lista parziale è sui cartelli che indossano degli attivisti-sandwich. Sono molti gli oggetti e i congegni bocciati: lettori di dvd realizzati con ritardanti di fiamma che disturbano il sistema endocrino, maglie per bimbi con ftalati che danneggiano il dna e causano infertilità, pupazzi di Spiderman con fatalati che danneggiano i reni. Ci sono anche dei promossi, per la verità: una serie di prodotti di elettronica, di varie marche, che non usano saldature al piombo.

    Gli attivisti di Greenpeace nella mattinata di ieri si sono poi spostati sotto la sede del ministero dell’Ambiente per consegnare le firme e una maxi-lettera ad Altero Matteoli. «Caro ministro, ti scriviamo per dirti che non vogliamo i giocattoli velenosi». È questo l'incipit della megalettera (un metro per mezzo metro) che alcuni bimbi gli hanno consegnato. «Apprezzo queste iniziative e le tengo nel giusto conto - ha detto il ministro ricevendola insieme a cestini e passeggini pieni di cartoline - ma vanno considerate le implicazioni di eventuali provvedimenti che riguardano l'industria chimica, perché non creino riflessi sull'occupazione».

    E c'è un precedente. Dell'argomento «si è discusso nell'ultimo consiglio europeo dei ministri dell'Ambiente - spiega Matteoli - e ci sono tre capi di stato che hanno scritto una lettera. Schroeder, Chirac e Blair hanno chiesto alla Commissione di fare attenzione a prendere provvedimenti che penalizzino la chimica perché ci sono in ballo dei posti di lavoro». Allora «trovare un giusto equilibrio tra produzione, occupazione e la salvaguardia ambientrale è sempre un problema - sottolinea il ministro - ma ho l'impressione che la sensibilità ambientale da parte del mondo imprenditoriale sia cambiata». Agli ambientalisti, secondo Matteoli, il compito di fare le verifiche. «Ma se è vero quel che dico è più facile trovare una soluzione. Però - ha concluso Matteoli - vale la pena di mantenere "la guardia alta"»


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