02/11/2005 Caldo Infernale: Temperatura in Aumento di 8 Gradi Entro il 2300 (www.verdi.it)

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  • Temperatura in aumento di 8 gradi entro il 2300 se l'umanità continuerà ad abusare dei combustibili fossili. Lo predice un nuovo studio. Utilizzato il calcolatore più veloce del mondo
    Non per fare allarmismo, ma mentre gli stati del mondo discutono di come contenere, di poco, le emissioni climalteranti, gli esperti e gli studiosi del mondo continuano a sperimentare nuovi modelli di calcolo per capire gli scenari possibili dei mutamenti del clima di fronte all’uso di combustibili fossili. E gli ultimi risultati sono a dir poco inquietanti.

     

    Se si dovessero usare tutti i combustibili fossili già disponibili nei giacimenti attualmente noti, la concentrazione di anidride carbonica atmosferica passerebbe dall'attuale valore di 380 ppm al valore di 1423 ppm e la temperatura "media" globale entro il 2300 potrebbe aumentare fino a 8°C (14.5 ° Farhrenheit).

     

    Questi primi risultati dello studio elaborato dal Lawrence Livermore National Laboratory, che si è dotato recentemente del più potente calcolatore del mondo (il supercomputer BluGene/L con oltre 280 teraflops, cioè oltre 280 mila miliardi di operazioni al secondo). Il laboratorio sta utilizzando modelli climatici sofisticati per estendere le previsioni sul futuro andamento del clima oltre il 2100 e fino al 2300.

     

    “Siccome l'aumento di 8°C è un valore medio globale – commenta il climatologo dell’Enea Vincenzo Ferrara, responsabile del focal point italiano dell’Ipcc, il panel Onu che studia i cambiamenti climatici -, l'aumento effettivo di temperatura nelle aree polari sarebbe di ben 20°C e questo significa la distruzione delle calotte polari (quella artica scomparirebbe molto prima e precisamente nel 2150) e un innalzamento del livello del mare di circa 7 metri”.

     

    Queste valutazioni, si segnala ancora, sono ottimistiche, “perché nel modello utilizzato si ipotizza che le foreste e la vegetazione terrestre si sviluppino rigogliosamente e catturino una parte significativa dell'anidride carbonica atmosferica”.

     

    L'aumento della temperatura degli oceani, viceversa, impedirebbe l'assorbimento dell'anidride carbonica atmosferica da parte delle acque marine che, quindi, arriverebbero a saturazione (assenza completa di assorbimento) tra il 2200 ed il 2300 e, nel contempo, si raggiungerebbero alti livelli di acidificazione delle acque che distruggerebbero gli ecosistemi marini.

     

    Quando l'oceano, che costituisce il più grande assorbitore di anidride carbonica, non assorbe più,  l'accumulo in atmosfera procederà a ritmi elevatissimi e di conseguenza anche la temperatura del pianeta aumenterà a ritmi sempre più sostenuti, a meno che una instabilizzazione improvvisa del sistema climatico porti “a conseguenze attualmente del tutto imprevedibili, come per esempio una nuova glaciazione”.

     

    “Si tratta di previsioni apocalittiche – dice ancora Ferrara -, che derivano dal fatto di aver ipotizzato che l'umanità continui ad usare indisturbata i combustibili fossili e che i cambiamenti del clima siano lineari con la causa che li genera. Non possiamo dire se nella realtà tali previsioni potranno avverarsi esattamente in questo modo, o in modo più attenuato o, più probabilmente, in modo peggiore. Siccome, però, esiste concretamente il rischio di una catastrofe climatica non c'è tempo da perdere per prendere oggi le decisioni più opportune per evitarla. D'altra parte, anche senza gettare uno sguardo ad un futuro pluricentenario, guardiamo al presente: l'intensificarsi degli uragani e di tanti altri fenomeni estremi, oltre all'aumento già in atto della temperatura del pianeta,  sono già un concreto campanello d'allarme da non sottovalutare”


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