29/10/2005 L'Italia del Recupero I (www.verdi.it)

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  • Nel 2004 riciclata più carta di quanta ne possa assorbire il mercato italiano. Vola l’export di macero in Cina. Con il riciclo della plastica evitate emissioni per 105 mln di tonnellate di Co2
    L’Italia del recupero batte un colpo e inizia a portare a casa risultati positivi. Rispetto agli anni precedenti, nel 2004 si è registrato un aumento delle esportazioni dirette verso paesi extraeuropei: solo per il macero la Cina ha importato dall'Italia 40.000 tonnellate. Il settore del recupero e del riciclo, oltre a rappresentare una risorsa non secondaria per l'economia italiana in termini di materie prime ed energia risparmiata, offre un contributo importante nell'ambito degli impegni di Kyoto.  

    Nel solo settore della plastica grazie al riciclo infatti si sono evitate emissioni di gas ad effetto serra per circa 105 milioni di tonnellate. Tale sarebbe stato, infatti, l'inquinamento immesso nell'ambiente se si fosse prodotto un quantitativo di nuove materie plastiche pari a quello riciclato.   

    Questi i dati più positivi contenuti nel rapporto di Unire (Unione imprese di recupero), aderente alla Federazione imprese di servizi (Fise), presentato a collaborazione con l'Osservatorio Nazionale sui Rifiuti e con il contributo di Conai.  

    Nel rapporto si parla anche di settori che faticano a decollare, come il riciclo dei pneumatici usati. E si segnalano squilibri di sistema. E’ il caso della plastica: quella che si raccoglie, dicono gli addetti ai lavori, non è tutta di buona qualità e ciò dipende anche dal mercato, che continua ad offrire contenitori e imballaggi per conquistare i consumatori ma impossibili da riciclare.   

    "I dati registrati nel 2004 - spiega il presidente Unire, Corrado Scapino - mostrano anche per quest'anno l'incremento a livello generale dalle raccolte differenziate anche tramite ingiustificati ampliamenti delle assimilazioni dei rifiuti da attività economiche a quelli urbani operate dagli Enti locali. A questo incremento non è corrisposta una pari crescita delle quantità riciclate, in ragione, per alcuni settori, del mancato sviluppo della domanda: condizione che ha comportato, peraltro, la non piena utilizzazione della capacità di valorizzazione dei rifiuti nel nostro Paese".   

    In particolare per i settori interessati da apposite normative speciali basate sulla responsabilità del produttore del bene, Unire ritiene che "solo con il pieno coinvolgimento di tutta la filiera, e quindi anche dei recuperatori, possono essere assicurate soluzioni efficaci ed economiche per il raggiungimento degli obiettivi di recupero".

  • 29/10/2005 L'Italia del Recupero II PARTE
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