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Il CNR è impegnato in un progetto epico: comprendere in che modo
l'attività umana influenza il clima del Pianeta. E ha già scoperto le
prime prove dell'impatto antropico. PI ne parla con uno dei ricercatori
impegnati nel progetto di IA
Roma - Un viaggio all'interno del nostro cervello per cercare di capire
come funziona e come la tecnologia può imitarlo. È questo il punto di
partenza per lo sviluppo di qualsiasi intelligenza artificiale,
sistema capace di simulare, emulare e rappresentare processi di elaborazione
che possono essere in qualche modo posti in relazione con le abilità umane.
Non solo calcoli, dunque, come soltanto i calcolatori (anche quelli più
potenti) possono fare ma qualcosa di più. In Italia,
nonostante la stagione buia della ricerca, si stanno portando avanti alcuni
progetti che riguardano lo sviluppo delle reti neurali (che puntano a
riprodurre artificialmente il funzionamento dei
neuroni e delle
sinapsi.
In particolare l'
Istituto sull'inquinamento atmosferico del CNR
(Consiglio nazionale delle ricerche) ha avviato da qualche mese un progetto
che dovrà essere in grado di conoscere, anche a livello locale, la
temperatura del nostro pianeta negli ultimi 140 anni, per capire meglio le
cause che stanno portando al progressivo riscaldamento del pianeta. Sotto
accusa quella che gli scienziati chiamano azione antropica, ovvero
l'agire dell'uomo e l'impatto che le sue azioni hanno sul clima. Per farlo,
è stato messo a punto un modello a rete neurale che simula semplici
funzionalità del cervello umano, come l'apprendimento, e
che è in grado di ricostruire la temperatura dell'aria a varie scale, a
partire dai dati dei fattori di influenza esterna al sistema clima, siano
essi naturali o di origine umana.
I fattori principali che guidano l'andamento della temperatura media
globale negli ultimi 140 anni sono ascrivibili sia alle attività umane sia,
per quanto riguarda la variabilità climatica che si riscontra da un anno a
quello immediatamente successivo, al fenomeno di El Niño". Questo è quanto
ha scritto Antonello Pasini, da anni impegnato nel progetto
del CNR e autore insieme a Massimo Lorè dell'Istituto del CNR, di uno studio
condotto con Fabrizio Ameli dell'Istituto
nazionale di fisica nucleare (Infn). Per spiegare meglio in cosa
consista lo studio e quali scenari possano aprirsi, Punto Informatico ha
parlato proprio con Pasini, già del
Servizio
meteorologico dell'Aeronautica.
Punto Informatico: Il discorso è molto complesso e tecnico ma
proviamo a far comprendere a tutti di cosa si tratta. Iniziamo con il
concetto di intelligenza artificiale...
Antonello Pasini: Da molto tempo l'uomo prova a ricreare le funzionalità
della propria mente per riprodurre una intelligenza in maniera artificiale
che possa servire diversi ambiti della scienza. Una intelligenza è cosa ben
diversa dagli attuali computer che si limitano ad elaborare dati forniti.
Per avere una idea diciamo che siamo ancora molto lontani dal superare il
famoso test di Turing dove tre soggetti si confrontano dovendo individuare
quale fra loro è l'intelligenza artificiale. Al momento diciamo che abbiamo
intrapreso un lungo percorso iniziando a studiare il nostro cervello...
PI: Il nostro cervello? Cioè?
AP: Abbiamo cercato di ricreare con le nostre conoscenze tecnologiche la
struttura del cervello con neuroni e sinapsi e abbiamo provato a farli
interagire fra loro, seguendo gli stessi meccanismi presenti in natura.
Siamo riusciti così a creare una speciale rete neurale con neuroni
artificiali caricati con dati messi in rete tramite delle connessioni che
svolgono il ruolo delle sinapsi.
Le reti neurali sono note oggi, anche se non nel dettaglio, a chi si occupa
un po' di sistemi artificiali, applicazioni in qualche modo "informatiche".
Ci siamo accorti così che con questo sistema venivano elaborate e messe in
evidenza azioni e reazioni in sistemi complessi, che altrimenti sarebbero
sfuggite alla nostra mente.
PI: Per esempio?
AP: Noi studiamo il clima e la temperatura negli ultimi 140 anni. Gli
attuali sistemi basati sui modelli matematici si fondano su equazioni e
parametri che tuttavia non permettono di catturare tutte le relazioni tra i
diversi fattori. La rete neurale analizza dei dati in un sistema complesso
come il clima e trova delle relazioni fra le diverse variabili che sono
molto difficili per noi umani da individuare, perché troppo complesse. La
rete ha il vantaggio che riesce a fare correlazioni non lineari ottimizzando
il risultato.
PI:...In effetti diventa piuttosto complicato. Ma diciamo che con la
rete neurale oltre alla elaborazione dei dati il sistema riesce anche
svolgere una sorta di "valutazione" dei dati e di "apprendimento" cioè
facendo in modo che non si compiano più gli stessi errori
AP: Alcune nostre ricerche precedenti mostravano come un modello a rete
neurale fosse in grado di stabilire legami e leggi fisiche in sistemi
complessi come quelli ambientali. Il nostro obiettivo è stato allora quello
di applicare
Seconda Parte: L'uomo colpisce, e colpisce
duro
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