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Il rapporto mondiale sulle barriere coralline pubblicato nel 2004, ha
dimostrato che il 20% delle barriere coralline mondiali sono talmente
danneggiate che difficilmente potranno riprendersi, mentre un altro 50%
potrebbe presto scomparire.
La superficie del mare si scalda e i coralli si
sbiancano. E' l'allarme che lancia il WWF sottolineando come gli
uragani Katrina e Rita e i coralli sbiancati siano fenomeni apparentemente
lontani ma che hanno in comune la stessa matrice: l'incremento della
temperatura superficiale del mare, uno dei sintomi più vistosi dei
cambiamenti climatici globali. In particolare, gli ultimi dati
resi noti - fa sapere l'associazione ambientalista - evidenziano
come la temperatura superficiale del mar dei Caraibi stia crescendo e
durante queste ultime settimane lo sbiancamento del corallo si sta
espandendo in tutta la regione. Il processo è stato avviato proprio a causa
dell'aumento della temperatura delle acque, che ha raggiunto i 29-33°C,
anche nelle ore notturne.
Presso il Biscayne National Park in Florida, ben l'89%
dei coralli soffrono del fenomeno dello sbiancamento. Il 50-75% dei coralli
di Portorico si stanno sbiancando; qui gli scienziati hanno individuato ben
20 specie che soffrono di questo fenomeno. Alle Barbados gli scienziati
hanno notato che sono 14 le specie che si stanno scolorendo in diverse
regioni dell'arcipelago a profondità che arrivano sino a 34 metri. Le
temperature alla profondità di 7-15 metri hanno raggiunto ben 31°-32°C, per
le quali il processo di sbiancamento è ancora più rapido. Lo sbiancamento
qui non è un fenomeno isolato e si riscontra in varie località.
Il rapporto mondiale sulle barriere coralline pubblicato nel
2004, ha già dimostrato che il 20% delle barriere coralline
mondiali sono talmente danneggiate che difficilmente potranno riprendersi,
mentre un altro 50% potrebbe presto scomparire. Presenti nei mari di 101
paesi e territori si tratta di ecosistemi importanti per la tutela della
biodiversità del pianeta e che garantiscono la produzione di beni e servizi
per le comunità umane valutate, per difetto, a circa 30 miliardi di dollari
annui di utili, garantendo attività come il turismo, la pesca e la
protezione delle coste.
"Dalla metà degli anni '80, da quando, cioè, sono
iniziati i rilevamenti via satellite, un evento simile di stress termico non
si è mai verificato - ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore
scientifico del
WWF Italia - L'aumento della temperatura scolorisce i coralli
uccidendo le alghe che vivono in simbiosi con essi e che li colorano
vivacemente. Se l'acqua si manterrà a questa temperatura per un periodo
prolungato, probabilmente ucciderà buona parte della barriera corallina.
Katrina, Rita e lo sbiancamento dei coralli costituiscono segnali gravi che,
nel caso degli uragani diventano purtroppo tragici, dello stesso problema: i
cambiamenti climatici globali, un fenomeno ormai evidente all'intera
comunità scientifica anche per quanto il ruolo importante giocato dalle
emissioni di gas serra provocate dalle attività umane".
HC 2005 - redattore: SB
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