05/09/2005 Via col vento I (Massimo Tavoni, www.lavoce.info)

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  • Non rappresenta ancora più dello 0,1 per cento della produzione mondiale di elettricità, eppure l’energia eolica continua a far parlare di sé, riempie articoli scientifici e di divulgazione, viene studiata come esempio di sussidi pubblici. A volte mette perfino d’accordo eco-scettici, convinti che i mulini a vento debbano restare confinati ai libri di Cervantes, e ambientalisti doc, che guardano preoccupati allo sventolare delle pale, forse calandosi un po’ troppo nel ruolo di uccelli migratori.

    La situazione e le potenzialità

    Nel frattempo, il vento fa la sua parte: 32 GW di potenza installata nel mondo al 2002 (poco meno della metà di quella complessiva italiana), una crescita del 32 per cento annuo dal 1997 al 2002. In termini assoluti, addirittura superiore a quella dell’idroelettrico; certo, sempre un ordine di grandezza inferiore a quello delle centrali a gas. Ma restando anche dentro i limiti dell’utilitarismo per cui "Economics matters", non se la cava poi così male (si veda la tabella): in siti buoni, il costo medio dell’energia eolica si aggira intorno ai 4-6 c$/kWh (senza sussidi o crediti), e passi avanti nella progettazione delle turbine potrebbero abbassare il costo fino a 2 c$/kWh nei prossimi venti anni.
    Date le premesse, viene da chiedersi quale possa essere il ruolo del vento nel soddisfare la crescente sete di energia, e allo stesso tempo limitare le emissioni di gas serra responsabili del cambiamento climatico. Se l’energia eolica rimane infatti la più certa fonte verde di elettricità, vale anche il contrario: senza la sensibilità ambientalista di alcuni paesi, del Nord Europa in particolare, e i sussidi che ne seguirono a partire già dagli anni Settanta, la tecnologia e il mercato dell’elettricità eolica non si sarebbero di certo sviluppati così rapidamente. Adesso, con accordi stringenti sui limiti di emissioni di CO2, la disponibilità di una fonte a emissioni zero e a un prezzo ragionevole può tornare utile a tutti.
    Quale futuro quindi per l’eolico? È immaginabile che entro poche decadi il 20 per cento della produzione di elettricità globale sia eolica, come già accade in Danimarca? A che valore della CO2? C’è un limite superiore di penetrazione oltre il quale non si potrà comunque andare?

    I costi

    Per studiare le potenzialità di sviluppo dell’eolico su larga scala, oltre ai costi d’installazione diretti bisogna considerare anche i costi che derivano dalla non continuità della generazione di elettricità, causata dalla variabilità del vento, e i limiti imposti dalla conformazione geografica.

    Indice

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