08/05/2006 Il Bio ricomincia a crescere (www.lanuovaecologia.it)

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  • Al Macfrut i risultati dei primi mesi 2006. Germania, Gran Bretagna e Scandinavia leader del mercato. Ma l'Italia non investe di MILENA DOMINICI

    Altro che passato di moda. Il settore del biologico nei primi mesi del 2006 può tirare un sospiro di sollievo e guardare avanti. Sono questi i primi risultati presentati al convegno internazionale al Macfrut di Cesena, la fiera principe del comparto ortofrutticolo italiano. Nel 2005, infatti, il mercato ha registrato un momento di stasi, mentre

    nei primi mesi del nuovo anno il bio è tornato a crescere in tutta Europa, e anche in maniera piuttosto uniforme. L'Italia, invece, assieme a Grecia e Portogallo, restano i mercati meno recettivi per il biologico.

    «Siamo ancora lontani dalle media europee e questo deve far riflettere sulle politiche di mercato ma per il nostro paese ci sono margini di crescita molto ampi», spiega Giulio Benvenuti, presidente dell'Unione Interprofessionali Operatori del biologico. La Germania, intanto, si conferma leader incontrastato nella Ue, con 4 miliardi di euro di vendite su un totale di 12 miliardi espresso dal settore. E ad aggiudicarsi la migliore performance della scorsa annata, la Scandinavia, con una penetrazione dei prodotti biologici sul mercato del 20%. Buoni i risultati anche per la Gran Bretagna, che può contare su una rete strutturata di negozi specializzati, e per i nuovi paesi membri. Unica buona occasione per il nostro export secondo gli operatori del settore in particolare per il biologico fresco.

    «In Italia, continua Benvenuti, si sconta la mancanza di maturità dei consumatori e il ritardo con cui è partita la comunicazione rispetto agli altri paesi europei, come in Germania, dove la differenza di prezzo è nell'ordine del 10-15% e i consumatori se non trovano i prodotti in un punto vendita, li vanno a cercare da un'altra parte. Ma una parte di colpa della "sonnolenza" italiana ricade anche sulla distribuzione che non ha saputo sviluppare adeguatamente l'offerta un po' per i prezzi troppo alti, un po' anche per problemi di qualità. Bisogna educare i consumatori al bio senza confondere l'educazione con la pubblicità».


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