La squadra Navale della Guardia di Finanza
di La Spezia ha requisito 280 chilogrammi di datteri e 50 di tartufi.
Duecentottanta chilogrammi di datteri di mare (Litophaga litophaga)
e una cinquantina di chili di Tartufi (Venus verrucosa) pescati
illegalmente, sequestrati ieri a La Spezia. Due operazioni distinte che ha
impegnato per mesi gli uomini della Squadra Navale della Guardia di Finanza
de La Spezia.
«Il fenomeno della pesca di frodo dei datteri - commenta Sebastiano
Venneri responsabile Mare di Legambiente - è una vera e propria piaga per il
nostro paese. Ogni anno chilometri di fondali rocciosi vengono distrutti per
un semplice sfizio culinario che alimenta, purtroppo, il mondo della
criminalità organizzata. Per fare un piatto di linguine ai datteri viene
distrutto mediamente mezzo metro quadrato di fondale marino».
Il plauso di Legambiente alle forze dell’ordine giunge – si legge nel
comunicato dell’associazione - dopo un importante adeguamento normativo
relativo ai datteri di mare che sono stati recentemente inseriti nell’elenco
Cites delle specie protette. Secondo le nuove norme introdotte dal Cites si
prevedono pene più severe equiparabili al commercio di animali esotici,
sperando che ciò contribuisca a far desistere i consumatori nel richiedere
sulle tavole di ristoratori compiacenti e correi, i maltrattati frutti di
scoglio. L’appello di Legambiente ai consumatori è quello di indirizzarsi
verso molluschi "legali" e legalmente allevati o pescati, quali cozze,
vongole, ostriche. Facendo così si contribuirà a far diminuire la richiesta
di datteri, con buona pace dei nostri fondali marini
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