A vent'anni dallo scandalo del vino al metanolo
nel 1986 oggi l'Italia produce molto meno rispetto a quella
data(-37,4%), ma il fatturato si è tripilicato (+260%) e così il valore
dell'export (250%). Il numero di vini certificati è raddoppiato: dai 228 del
1986 ai 460 di oggi. Questi i dati emersi oggi nel corso del convegno
"Accadde domani: a vent'anni dal metanolo. Il Rinascimento del vino
italiano", organizzato oggi a Roma dall'Associazione nazionale città del
vino, Coldiretti e Symbola (Fondazione per le qualità italiane).
Diciannove morti, decine di persone intossicate, colpite da gravi
lesioni, rimaste accecate, l'intero settore vitivinicolo in crisi. Le
esportazioni crollarono di oltre un terzo, per un fatturato sceso da 1.668 a
1.260 miliardi di lire. Sono i numeri dello scandalo del vino al metanolo
scoppiato il 18 marzo del 1986. In particolare, il metanolo è un componente
naturale del vino, ed è presente in una misura compresa tra 0,6 e 0,15 ml su
100 ml di alcool etilico complessivo.
Aggiungere metanolo consente l'aumento illecito di gradazione
alcolica, e quindi di valore commerciale del prodotto. Ma l'alcool
metilico assunto sopra i 25 ml provoca danni gravissimi: cecità, coma, fino
alla morte. "A vent'anni di distanza dallo scandalo del vino al metanolo -
ha affermato il presidente delle
Città del Vino, Floriano Zambon - registriamo una profonda
trasformazione del vigneto Italia avvenuta sotto la spinta alla qualità. I
nostri vini hanno conquistato prestigio, i vigneti si sono valorizzati e
questo ha consentito di mantenere inalterati centinaia di paesaggi viticoli.
Abbiamo fatto molti passi avanti ma oggi ci vengono lanciate altre sfide dai
nuovi Paesi produttori di vino. E' necessario quindi riorganizzarci per una
governance del comparto vitivinicolo più incisiva. Dobbiamo investire sulla
ricerca, valorizzare i vitigni autoctoni, accompagnare il fenomeno dell'enoturismo,
rilanciare le Strade del Vino, investire sulla scuola e sulla formazione. Se
vent'anni fa era necessario risollevarsi oggi dobbiamo sempre più
specializzarci".
Secondo Ermete Realacci presidente di
Symbola è soprattutto sulla qualità che bisogna puntare.
"Abbiamo territori ricchi di saperi, di creatività, di comunità che
conservano qualità della vita e forte coesione sociale. Paesaggi, cultura,
arte e un saper fare che il mondo ci invidia. Dobbiamo valorizzare questi
talenti: con un marketing territoriale adeguato; con l'innovazione,
sfruttando le grandissime opportunità offerte dalle nuove tecnologie,
sostenendo la ricerca. La via italiana alla competitività non può che
passare per una coraggiosa scommessa sulla qualità. Come è stato per il
nostro vino".
"Il vino - ha sottolineato Paolo Bedoni, presidente della
Coldiretti - oggi testimonia un processo di rigenerazione
realizzato da un sistema di imprese che dopo il grande percorso di
valorizzazione qualitativa si è posto anche l'obiettivo di offrire nel
bicchiere un intero territorio fatto del patrimonio genetico dei suoi
vitigni, delle sue ricchezze endogene, del clima, di paesaggio, di
testimonianze artistiche e naturali . Di questo nuovo modello di sviluppo
che dispone di capacità innovativa e di risorse imprenditoriali e che ha un
legame inscindibile con un territorio dotato di straordinarie risorse,
l'agricoltura italiana - prosegue Bedoni - si è fatta interprete con il
divieto alla coltivazione di organismi geneticamente modificati (Ogm), la
leadership europea nel biologico e nei prodotti a denominazione di origine
ma anche la più bassa percentuale di residui da prodotti chimici nella
frutta e verdura. Si tratta di risultati di eccellenza per l'agroalimentare
nazionale che ha conquistato un rapporto di grande fiducia con il
consumatore del quale possono ora beneficiare l'ambiente e l'intera economia
Made in Italy".
L'incontro di oggi è stato l'occasione per presentare anche tante
iniziative che che il 24 e il 25 febbraio si terranno in tutto il
paese. Centinaia di cantine aperte ai visitatori, e alle degustazioni, nelle
Città del vino in tutt'Italia. E incontri e dibattiti sul tema organizzati
da Associazione nazionale città del vino, Coldiretti e Symbola in ogni
regione: da Asti a Marsala, Da Greve in Chianti al Parco delle Cinque Terre,
dove un altro appuntamento si terrà anche il 5 marzo, a Conegliano veneto;
da San Martino sulla Marrucina (CH) a Montefalco (PG), da Isera (TN) a
Berchidda (SS)
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