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Serve più impegno,
anche nei paesi ricchi. Nel 2005 3 milioni di vittime nel mondo. Verdi:
"Sostegno all'uso del preservativo"
Serve più impegno a
livello mondiale per sconfiggere l’Aids, malattia che sta
rialzando la testa anche nei paesi occidentali, Italia compresa.
Nella XVIII
Giornata Mondiale di lotta all’Aids, le Nazioni Unite hanno chiesto
al mondo di fare uno sforzo straordinario per far fronte a un'epidemia
che nel 2005 ha ormai contagiato un livello record di persone.
Il numero delle
persone che convivono con l'Hiv, il virus che causa la sindrome da
immunodeficienza acquisita, ha superato nel 2005 i 40 milioni di
persone. Quasi la metà sono donne.
Secondo l'Onu, anche
se il tasso di contagio tra gli adulti è diminuito in alcuni paesi
grazie all'aumentato utilizzo di profilattici e al mutamento
delle abitudini sessuali, l'epidemia ha continuato a diffondersi. Nel
2005 l'Aids ha ucciso più di 3 milioni di persone, riferisce l’Onu.
Nello stesso anno
4,9 milioni
sono state le nuove infezioni. Da quando la malattia è stata
identificata, nel 1981, sono morte oltre 25 milioni di persone.
L’Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS) stima che nei paesi in via
di sviluppo le persone che necessitano di un trattamento antiretrovirale
- vale a dire una combinazione di almeno tre farmaci in grado di inibire
la replicazione del virus Hiv - siano almeno 6 milioni. Di questi, però,
ricorda la Lila, solo una minoranza può accedere alla
terapia, mentre nei paesi industrializzati l’accesso generalizzato ai
farmaci ha ridotto i tassi di mortalità dell’80%.
“Sull’aids è pericolosissimo abbassare la guardia”, dice il
Presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio. “Si deve investire
sulla prevenzione perché i dati dimostrano che la diffusione del virus
non si può sottovalutare come invece è stato fatto negli ultimi anni”.
“C’è una
pericolosa sottovalutazione ed è urgente adottare misure di prevenzione.
La prima – prosegue Pecoraro Scanio - è favorire l’uso del
preservativo. Per questo i Verdi chiedono che siano
distribuiti gratuitamente ai più giovani e nei luoghi di
aggregazione, come avviene negli altri paesi europei”.
“E’
indispensabile – conclude - rilanciare una efficace campagna
d’informazione su tutti i media che educhi i cittadini a evitare
comportamenti a rischio e che inviti all’uso dei preservativi”.
L'immunologo e
presidente di Anlaids, Fernando Aiuti chiede test gratuiti,
praticabili anche presso i medici di base. “Negli ultimi anni – dice -
si sono verificati forti mutamenti in Italia dell'epidemia da
HIV. Le nuove infezioni riguardano soprattutto eterosessuali e
omosessuali, le donne e gli immigrati. Nel 65% dei casi -
ha proseguito - le persone scoprono di essere positive quando si
ammalano di AIDS e quindi per almeno un decennio potrebbero avere
inconsapevolmente trasmesso l'infezione ai loro partner sessuali, specie
alle donne''.
Secondo l'esperto,
''l'unico modo per ridurre questa epidemia è di individuare
precocemente le persone con l'infezione da HIV''. In questo modo si
garantisce la persona infettata, perché può sottoporsi a cure efficaci
prima che sia troppo tardi, e la comunità, che si potrà proteggere più
efficacemente
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