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  • 26/07/2006 Rete colabrodo (www.verdi.it)

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    Il sistema idrico perde fino al 40% dell'acqua trasportata. Più della metà dei fiumi è in sofferenza. E ci si mette pure la siccità

     

    Il  sistema idrico italiano è un colabrodo e i fiumi versano in gravi condizioni per portata e qualità delle acque. E’ impietoso il giudizio del Comitato di vigilanza sull'uso delle risorse idriche che oggi ha tenuto la sua relazione in Parlamento.

     

    Le perdite dalle tubature sono all’ordine del giorno e a questo si aggiunge un calo delle precipitazioni piovose che sta mettendo in ginocchio anche le attività agricole. Le piogge in Italia nel giro di un decennio sono diminuite infatti di circa il 10%, e per molti dei principali bacini del Paese ciò si traduce in una riduzione del 20% della portata.

     

    La crisi idrica e la diminuzione della portata, a fronte di una costante immissione nei corsi d’acqua di carichi inquinanti (civili e industriali) non  depurati o depurati male, influisce anche sulla qualità dei fiumi italiani, che per il 43 per cento sono solo sufficienti. n="justify">

     

    Secondo la relazione bisogna tenere conto della variabilità climatica e di rischi di fenomeni estremi, come siccità e alluvioni, sempre più diffusi. Questo nonostante esista un apparente equilibrio tra le esigenze di acqua dell'Italia, di circa 54,3 miliardi di metri cubi l'anno e risorse utilizzabili, stimate in 53 miliardi di metri cubi.

     

    A questo quadro vanno aggiunte le reti colabrodo, che perdono circa il 40% dell'acqua trasportata e incidono molto sul servizio: ogni italiano consuma 200 litri al giorno. Le tariffe, per il Comitato, restano una giungla: si va da un massimo per nucleo familiare in Puglia di 330,89 euro l'anno a un minimo in Molise di 138,79 euro.

     

    La media della portata dei fiume Adige e del Tevere ha registrato dagli anni ’20 ad oggi un decremento anche superiore al 25%, per il Flumendosa (Sardegna) è stato addirittura del 35% e per l'Arno del 45%. Il buon andamento delle piogge tra il 2004 e il 2005 non è stato sufficiente a compensare la riduzione, diversa a seconda dell'area.

     

    Mentre l'Italia centro-meridionale ed insulare ha registrato un andamento positivo, come in Sardegna, dove nel dicembre del 2004 è caduta una quantità di acqua pari al 50% del totale annuo, nell'Italia del Nord e in particolare nel bacino del Po e in quello dell'Adige, nel corso del 2005 si sono avute precipitazioni ancora inferiori ai valori medi pluriennali.

     

    Nel luglio del 2005 la portata del Po è stata di 341 metri cubi al secondo mentre nei dieci anni precedenti la media nello stesso mese è stata più del doppio, con 990,91 metri cubi al secondo. La portata dell'Adige, sempre nel luglio del 2005, è stata di 125,80 metri cubi al secondo, contro i 224,77 metri cubi dei 10 anni precedenti.

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