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  • 29/12/2005 Perchè gli Edifici del WTC e le Torri Gemelle sono crollati 4 (Steven E. Jones)

    Ricerca personalizzata










    Questa storia “ufficiale” semplicemente non quadra... Il fatto dovrebbe essere di grande interesse per tutti gli Americani… Non c’è dubbio che gli eventi dell’11 settembre siano la causa emotiva scatenante dietro la Guerra al Terrore. E la questione del crollo del WTC è il punto cruciale della vicenda dell’11 settembre (Ryan, 2004; enfasi aggiunta).


    14. Il gruppo del NIST ammette onestamente che il suo rapporto “al momento non include il comportamento strutturale della torre dopo che furono raggiunte le condizioni per l’inizio del crollo” (NIST, 2005, p. 80, fn. 1; enfasi aggiunta). Quasi una confessione, visto che gran parte della prova visiva esterna per una demolizione con esplosivo giunge tipicamente dopo l’avvio del crollo, come visto nei casi riconosciuti di demolizioni controllate (Harris, 2000).

    La caduta rapida delle Torri e del WTC 7 è stata analizzata da diversi ingegneri e scienziati (http://911research.wtc7.net/wtc/analysis/proofs/speed.html; Griffin, 2004, chapter 2). Il tetto del WTC 7 (alcuni studenti ed io guardiamo dall’angolo sud-ovest) cade a terra in meno di 6,6 secondi, mentre un oggetto buttato dal tetto colpirebbe il suolo in 6 secondi. Questo per t = (2h/g)1/2. In modo analogo, le Torri cadono molto velocemente al suolo, con la parte superiore che cade veloce quasi come i detriti espulsi che forniscono dei confronti per la caduta libera (http://911research.wtc7.net/wtc/analysis/proofs/speed.html; Griffin, 2004, chapter 2). Dove è il ritardo che ci si deve attendere per la conservazione della quantità di moto – una delle leggi fondamentali della Fisica? Cioè, mentre i piani superiori in caduta colpiscono i piani inferiori – e colonne portanti d’acciaio intatte – la caduta deve essere significativamente ostacolata dalla massa colpita. Se le colonne centrali di sostegno fossero rimaste in piedi, allora la massa effettiva che si oppone sarebbe minore, ma non in questo caso – in qualche modo le enormi colonne portanti hanno ceduto o si sono disintegrate insieme agli elementi dei pavimenti in caduta.

    Come fanno i piani superiori a cadere così velocemente, allora, e conservare ancora una quantità di moto nell’edificio in caduta? La contraddizione è ignorata dai rapporti FEMA, NIST e Commissione 11 Settembre nei quali la conservazione della quantità di moto e i tempi di caduta non sono stati analizzati. L’incongruenza si risolve facilmente con l’ipotesi della demolizione con esplosivo, per cui gli esplosivi rimuovono velocemente il materiale dei piani inferiori, comprese le colonne portanti d’acciaio, e permettono un crollo quasi alla velocità di caduta libera (Harris, 2000).

    E questi esplosivi sono anche i responsabili della trasformazione della Torre in caduta in polvere fine mentre avviene il crollo stesso. Piuttosto che un impilamento con frantumazione del cemento come ci aspetteremmo da un crollo progressivo non causato da esplosivi (“teoria ufficiale”), troviamo che la maggior parte del materiale delle Torri (cemento, coperture, acciaio, ecc) si trasforma in una polvere farinosa MENTRE gli edifici stanno cadendo. I crolli delle Torri non sono delle implosioni tipiche, ma con buona probabilità una seria di esplosioni “shock-and-awe” – perlomeno l’evidenza punta decisamente in questa direzione. L’ipotesi andrebbe esaminata ulteriormente.

    Coloro che vogliono mantenere inviolate le leggi fondamentali della fisica avrebbero il desiderio di vedere meglio da vicino. Consideriamo il crollo della Torre sud del WTC l’11 settembre:
    http://www.911research.com/wtc/evidence/videos/docs/south_tower_collapse.mpeg


    I circa 34 piani superiori della Torre Sud si ribaltano. Cosa succede al blocco e al suo momento angolare?

    Vediamo che i circa 34 piani superiori cominciano a ruotare in blocco, verso sud e est. Cominciano a rovesciarsi, come previsto dalla seconda legge della termodinamica. La torsione dovuta alla gravità su questo blocco è enorme, come lo è il suo momento angolare. Ma poi – e ancora mi ci sto scervellando – il blocco è diventato polvere a mezz’aria! Come possiamo comprendere, senza esplosivi, questo strano comportamento? Notevole, sbalorditivo – e necessitante di esami accurati dal momento che i rapporti finanziati dal governo USA hanno mancato di analizzare questo fenomeno. Ma, certamente, il rapporto Finale NIST sull’11 settembre “al momento non include il comportamento strutturale della torre dopo che furono raggiunte le condizioni per l’inizio del crollo” (NIST, 2005, p. 80, fn. 1; enfasi aggiunta).

    Quindi, se cerchiamo la verità in tutto questo, NON dobbiamo ignorare i dati osservati al momento del crollo delle Torri, come invece il gruppo del NIST ammette di aver fatto. Ma perché ha svolto una procedura così non-scientifica come quella di ignorare dei dati altamente rilevanti? La vicenda puzza di ingerenze politiche su quella che si pensava dovesse essere un’indagine “attenta e completa” (See Mooney, 2005).

    Così io, insieme ad altri, chiedo un’indagine attenta e completa. Spero che la comunità internazionale sia all’altezza della sfida. Il campo è aperto per considerare le ipotesi alternative qui evidenziate, a causa della trascuratezza da parte degli studi finanziati dal governo USA.

    15. Infine, e facendo una rassegna, consideriamo le variazioni e inconsistenze nel modello di crollo causato/indotto nel tempo dagli incendi. Il primo modello, favorito da varie fonti, era che gli incendi nelle torri erano sufficientemente caldi da fondere sul serio l’acciaio dell’edificio, causando quindi il crollo. Per esempio Chris Wise in un passaggio alla BBC declamò dei concetti falsi con grande entusiasmo:

     

    “E’ stato il fuoco ad uccidere l’edificio. Non c’è niente sulla Terra che possa sopravvivere a quelle temperature con quella quantità di carburante che brucia… Le colonne si sarebbero sciolte, i pavimenti si sarebbero sciolti e infine sarebbero crollati uno sull’altro” (quoted in Paul and Hoffman, 2004, p. 25).


    Ma, come abbiamo visto da recenti studi seri, il carburante aereo è bruciato in pochi minuti dall’impatto. Richiamiamo l’affermazione dell’esperto il Dr. Gayle che confuta l’idea che le fiamme negli edifici del WTC fossero calde abbastanza da fondere i sostegni d’acciaio:

     

    La vostra reazione a caldo sarebbe che è stato il carburante aereo ad aver causato incendi molto intensi, molta gente si è immaginata che ciò che ha fuso l’acciaio sia stato questo. Veramente io non lo penso, l’acciaio non si è fuso (Field, 2005; enfasi aggiunta).


    Poi abbiamo il modello di Bazant e Zhou, che richiede che in ogni Torre la maggior parte delle 47 grosse colonne d’acciaio di un piano abbia raggiunto temperature elevate di 800 °C in modo da deformarsi (non fondersi) – contemporaneamente. Ma come abbiamo visto temperature simili sono molto difficili da raggiungere bruciando materiale da ufficio, in queste strutture d’acciaio dove il calore si allontana per conduzione (Paul and Hoffman, 2004, p. 26). E quindi raggiungere 800 °C contemporaneamente, allora… No, questa ricostruzione è troppo improbabile.

    Così questo approccio fu abbandonato dalla FEMA nelle indagini successive (FEMA, 2002). Il gruppo FEMA ha largamente adottato la teoria del Dr. Thomas Eager (Eager and Musso, 2001), che è stata presentata anche alla NOVA “Perché le Torri sono cadute” (NOVA, 2002). Invece di avere un cedimento simultaneo delle colonne, per la FEMA si verifica a causa degli incendi la distorsione dei pavimenti, le connessioni dei piani alle travi verticali si rompono, e le strutture dei pavimenti infine cadono sulle strutture sottostanti, innescando un “collasso progressivo” o impilamento di una struttura sull’altra. Molto semplice. Ma cosa succede alle grosse colonne centrali alle quali i piani erano saldamente connessi? Perché queste non rimangono in piedi come dei perni con le strutture dei piani che cadono intorno a loro, dal momento in cui si presume che si siano spezzate le connessioni? Questo nucleo interconnesso in acciaio poggia sulle fondamenta rocciose (la roccia ‘scisto’ di Manhattan). La FEMA non ignora completamente il nucleo:

     

    Mentre i piani crollarono, rimasero libere in piedi alte porzioni di parete esterna e probabilmente colonne centrali. Mentre, non più sorrette, aumentava l’altezza di queste pareti esterne [non c’è più alcun accenno al grosso nucleo centrale!], queste si sono deformate presso le giunture delle connessioni fisse delle colonne e pure loro sono crollate” (FEMA. 2002; enfasi aggiunta).


    Questo approccio non riesce a rendere definitivamente conto del crollo osservato delle 47 colonne centrali interconnesse, che sono massicce e progettate per sostenere il peso dell’edificio, ed ha la considerevole debolezza di richiedere la rottura delle connessioni delle strutture dei pavimenti alle colonne verticali, sia quelle centrali che quelle perimetrali, più o meno simultaneamente.

    Non funzionava, così il NIST torna alla lavagna. Gli serve che le connessioni delle strutture dei pavimenti alle colonne verticali NON abbiano ceduto (contrariamente al modello FEMA), ma piuttosto che le strutture dei pavimenti spingano con una forza enorme, bastevole a causare l’inarcamento delle colonne perimetrali, portando al cedimento finale (contrariamente alle obiezioni degli esperti d’incendi dell’ARUP, discusse sopra). Inoltre, il NIST costruisce un modello al computer – ma i casi realistici non portano veramente al crollo dell’edificio. Quindi “aggiustano” i dati finché il modello finale non mostra un principio di crollo per i casi coi valori più alti. I dettagli di questi “aggiustamenti” ci sono nascosti, nella loro ipotetica analisi computerizzata, ma “l’ipotesi è salvata”. Il NIST ha anche congegnato i modelli dell’intelaiatura del WTC degli Underwriters Laboratories, ma nelle prove i modelli resistono ad ogni incendio e NON crollano (guardate su per i dettagli).

    Veniamo lasciati senza un modello incendio-danno esauriente, a meno che non si accetti ciecamente la simulazione al computer del NIST ignorando le prove-incendio del modello, cosa che non sono disposto a fare. E nessuno dei modelli “ufficiali”, evidenziati sopra, rende conto di quello che succede agli edifici DOPO che l‘edificio è “in bilico, pronto al crollo” (NIST, 2005, p. 142) – cioè i crolli rapidi, simmetrici e completi (senza nessun nucleo rimanente). Le notizie delle esplosioni, udite o viste, non vengono discusse. E trascurano i “pennacchi di fumo” visti fuoriuscire dai piani lontano da dove si sono abbattuti gli aerei – in particolar modo per il WTC 7 (su cui non si è schiantato nessun aereo). Infine, che ne è del metallo fuso sotto i cumuli di macerie di tutti e tre i grattacieli del WTC?

    In modo straordinario, l’ipotesi della demolizione con esplosivo rende conto con una certa facilità di tutti i dati. Le colonne centrali ai piani inferiori sono tagliate tramite esplosivo, quasi simultaneamente, insieme all’esplosivo detonato più in alto, così che la gravità che agisce su dei piani ora non più sostenuti aiuta a tirar giù in fretta l’edificio. I crolli sono perciò simmetrici, rapidi e completi. La thermite (il cui prodotto finale è ferro fuso), usata in alcune delle travi d’acciaio, giustifica pienamente il metallo fuso che quindi è colato al di sotto del cumulo di macerie.

    Io penso che questa sia un’ipotesi impeccabile, molto più verosimile delle ipotesi ufficiali. Merita un attento esame scientifico, al di là di ciò che io sono riuscito ad evidenziare in questa trattazione.

    CONCLUSIONI

    Ho richiamato l’attenzione sulle evidenti debolezze del rapporto “finale” finanziato dal governo USA e ho mostrato le prove di una possibile ipotesi alternativa. In particolare alla teoria ufficiale manca la ripetibilità della prova, poiché non si è visto nessun modello o edificio attuale (prima o a partire dall’11 settembre) crollare completamente a causa del meccanismo proposto dell’incendio. D’altra parte decine di edifici sono state demolite completamente e simmetricamente tramite l’uso di esplosivo pre-posizionato. L’ipotesi della “demolizione con esplosivo” soddisfa meglio i test sulla ripetibilità e la parsimonia [l’”occam’s razor”…] e non è quindi “scienza spazzatura”. Dovrebbe essere seriamente e scientificamente indagata e dibattuta.

    Un gruppo di esperti veramente indipendente e internazionale prenderebbe in considerazione ogni ipotesi verosimile, compresa la teoria dell’esplosivo pre-posizionato, e sarebbe guidato non da opinioni politicizzate e coercizioni, ma piuttosto da osservazioni e calcoli, in modo da raggiungere una conclusione scientifica. Negli Stati Uniti si dovrebbero fare degli interrogatori (preferibilmente sotto giuramento) ai funzionari che hanno approvato la rimozione rapida e la distruzione delle travi e colonne del WTC prima che potessero essere appropriatamente analizzate – e quant’altro segnalato sopra.

    Nessuno degli studi finanziato dal governo ha fornito in alcun modo analisi serie sulla teoria della demolizione da esplosivo. Finché i passaggi suddetti non sono presi in considerazione l’occasione di accusare dei Musulmani perfidamente addestrati di aver causato tutte le distruzioni dell’11 settembre 2001 è lungi dall’essere irresistibile. Semplicemente non quadra.

    E questo fatto dovrebbe essere di notevole importanza per gli Americani e per coloro che sono minacciati dalle unità militari e di sicurezza USA sulla scia degli eventi dell’11 settembre (Ryan, 2004). L’uso di esplosivo potente e pre-posizionato negli edifici del WTC significherebbe un “lavoro dall’interno” (Griffin, 2004, chapter 2). Chiaramente dobbiamo scoprire cosa ha realmente causato il crollo dei grattacieli del WTC nel modo in cui si è visto.

    A questo scopo il NIST deve rilasciare le 6899 foto e le oltre 300 ore di registrazioni video – acquisite principalmente da privati – che dice di possedere (NIST, 2005, p. 81). In particolare le foto e le analisi del metallo fuso (probabilmente non acciaio fuso) osservato nei seminterrati di entrambe le Torri e del WTC 7 devono essere presentate subito alla comunità internazionale di scienziati e ingegneri. Quindi, insieme ad altri, io chiedo il rilascio di questi e di tutti i dati rilevanti per un consulto da parte di un gruppo di ricercatori inter-disciplinare e internazionale. La teoria della demolizione con esplosivo verrà presa in considerazione: tutte le possibilità saranno sul tavolo.

    POSTFAZIONE

    Nello scrivere questo, chiedo un’indagine seria sull’ipotesi che il WTC 7 e le Torri Gemelle furono abbattuti non tanto per danni e incendi, ma tramite un uso accuratamente pianificato di esplosivi. Ho presentato abbondanti prove per la teoria della demolizione con esplosivo, che è verificabile e confutabile e non è ancora stata presa in seria considerazione in nessuno degli studi finanziati dal governo USA.

    Nello stesso momento, riconosco che altre opinioni sono spuntate nel vuoto quasi assoluto della considerazione ufficiale verso questa ipotesi molto plausibile. Queste opinioni devo essere soggette ad una attenta critica. Un articolo del marzo 2005 in Popular Mechanics è incentrato su affermazioni scarsamente sostenibli e finisce con il ridicolizzzare l’intero “movimento per la verità sull’11 settembre” (Chertoff, 2005). Sono già statte scritte risposte serie a questo articolo (Hoffman, 2005; Baker, 2005; Meyer, 2005).

    William Rodriguez ha inviato una importante informative (comunicazione privata, novembre 2005) che aggiungo in chiusura:

     

    "Grazie per aver scritto un rapporto che dubita della “storia ufficiale” dell’11 settembre. Ho letto con molta dedizione il tuo lavoro e l’ho distribuito a tutte le vittime e sopravvissuti di quel giorno (Rappresento le famiglie e sono l’ultima persona estratta dalle macerie della Torre Nord).

    Ha dimenticato la mia esperienza. Ho raccontato alla Commissione dell’11 settembre delle esplosioni e dei fatti accaduti quel giorno nel sottosuolo. Non li hanno messi nel rapporto finale. Per favore cerca su internet sotto "William Rodriguez 9/11". Sto cercando di sollevare le stesse domande. Poiché sono una figura rispettata in campo internazionale, ho notato come la mia testimonianza sia stata presentata in modo inedito in tutto il mondo, mentre negli USA tutto mi viene chiesto e tutto viene pubblicato eccetto le esplosioni di quel giorno. Congratulazioni da parte delle persone colpite quel giorno. Continua nelle tue indagini.”
    William Rodriguez Hispanic Victims Group, 9/11 United Services Group, Lower Manhattan Family Advisory Counsel


    Ho ringraziato William e gli ho chiesto come poteva dire che le esplosioni provenivano dal sottosuolo sotto di lui, piuttosto che in alto (dove era finito l’aereo), e inoltre quando si erano sentite le esplosioni. La sua risposta:

     

    ”Circa la mia esperienza. Come detto alla Commissione, ci fu un esplosione che proveniva da sotto i nostri piedi, come conseguenza, fummo lievemente sospinti in alto, ero al piano 1 del sottosuolo e ho udito il rumore che proveniva dal piano B2 e B3. Poco dopo il rumore dell’impatto proveniente dall’alto… Alcune delle persone che ho salvato hanno fornito testimonianze del fatto prima che io le incontrassi nuovamente. Alcune sono state pubblicate ma in SPAGNOLO!!! Comunque ho le registrazioni di alcuni speciali televisivi che le riportano.”

    Steven E. Jones
    Department of Physics and Astronomy
    Brigham Young University
    Provo, UT 84604

    Titolo originale: Why Indeed Did the WTC Buildings Collapse?

    Note: Prof. David Ray Griffin has written a complementary paper on this topic, available at:
    http://911review.com/articles/griffin/nyc1.html

    Prof. James H. Fetzer has also written complementary paper on this topic, available at:
    http://www.d.umn.edu/%7Ejfetzer/fetzerexpandedx.doc

    Prof. Steven E. Jones will provide an invited seminar open to the public at Utah Valley State College in Orem, Utah, on February 1, 2006:
    "9/11 Revisited: Scientific and Ethical Questions"
    Steven E. Jones, Professor of Physics, Brigham Young University, 7:00-8:30 p.m., CS 404 (Center for the Study of Ethics, Cosponsored with the School of Science and Health)

    The views in this paper are the sole responsibility of the author (not Brigham Young University).

    Link:http://www.physics.byu.edu/research/energy/htm7.html

    Traduzione per comedonchisciotte.org a cura di ORIENTE

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