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27/12/2005 Perchè gli Edifici del WTC e le Torri Gemelle sono crollati 2a (Steven E. Jones)

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A differenza del WTC 7 sembra che le Torri Gemelle siano state fatte esplodere dall’alto in basso piuttosto che dal basso – il che è inconsueto per demolizioni controllate, ma tranquillamente possibile, a seconda dell’ordine in cui gli esplosivi sono fatti detonare. Vale a dire, gli esplosivi sarebbero stati posizionati ai piani più alti delle Torri e fatti esplodere tramite segnali radio in modo da avere le prime esplosioni nelle zone in cui l’aereo è penetrato nella torre. Sicuramente questa ipotesi meriterebbe di essere presa seriamente in considerazione in un’indagine indipendente che utilizzasse tutti i dati disponibili.

8. Sono pienamente d’accordo con la valutazione affrettata ma sensata di ingegneri esperti nella prevenzione di incendi, come espresso con chiarezza su un editoriale del giornale Fire Engineering

 

Elementi rispettabili della comunità dell’ingegneria della protezione da incendi stanno cominciando ad inviare certi segnali, e ne è emerso un risultato di una certa risonanza: il danno strutturale provocato dagli aerei e dall’accensione esplosiva del propellente aereo non era sufficiente da solo ad abbattere le torri.

Fire Engineering ha buone ragioni per credere che “l’indagine ufficiale” benedetta dalla FEMA... sia una farsa mal fatta che potrebbe già essere stata requisita dalle forze politiche, il cui interesse principale, per dirla con le buone, è molto lontano dalla piena divulgazione, se si eccettua il beneficio marginale ottenuto da un sopralluogo visivo di tre giorni sul luogo della tragedia, condotta dai membri del comitato d’indagine ASCE, descritto da una fonte vicina come una “gita turistica” in cui non si sono cercate le prove di niente.

Alcuni cittadini protestano nelle strade contro la svendita delle indagini. Sally Regenhard, per citarne uno, vuole sapere come e perché l’edificio è caduto, con dentro il suo sfortunato figlio Christian, un pompiere in prova del FDNY. Anche noi vogliamo saperlo.

Chiaramente ci sono domande scottanti che richiedono risposte. Basata sulla grandezza dell’incidente, un’indagine legale a tutto campo, pienamente portata avanti, è imperativa. Più importanti, per un caposaldo morale, [sono le considerazioni] per le… generazioni presenti e future… (Manning, 2002; enfasi aggiunta).


9. Il verificarsi di crolli quasi simmetrici, verticali e completi del WTC e delle Torri è particolarmente fastidioso per la teoria “ufficiale” secondo cui tutti questi crolli sarebbero stati causati da un casuale miscuglio di incendi e danni. E pensare che, per raggiungere risultati simili, anche con l’impiego di esplosivi, sarebbe stato necessario un grande sforzo di progettazione ed una grande abilità.

 

La sfida principale nell’abbattere un edificio è tenere sotto controllo il modo in cui cade. Idealmente una squadra di artificieri sarà capace di far capitombolare su di un fianco l’edificio, su un’area di parcheggio o altra area aperta. Questo genere di brillamento è il più facile da effettuare [favorito dalla legge dell’aumento dell’entropia]. Il ribaltamento di un edificio è qualcosa di simile ad un albero che cade. Per ribaltare l’edificio verso nord gli artificieri fanno detonare gli esplosivi dapprima nel lato nord dell’edificio…


A volte, però, un edificio è circondato da strutture che bisogna salvaguardare. In questo caso gli artificieri procedono con una vera implosione, demolendo l’edificio in modo tale da farlo crollare sul proprio ingombro (l’area totale alla base dell’edificio). Ciò richiede una tale abilità che solo una manciata di compagnie nel mondo ci prova [ancora, coerentemente con la seconda legge della termodinamica].

Gli artificieri si avvicinano ad ogni progetto in modo leggermente diverso... Un’opzione [buona] è far detonare le colonne al centro dell’edificio prima delle altre colonne, cosicché le pareti dell’edificio cadono verso l’interno (Harris, 2000; enfasi aggiunta).

 


Osservazioni attente del crollo del WTC 7 (guardate i video sopra) mostrano dapprima un inginocchiamento in basso vicino al centro dell’edificio, suggerendo una deformazione delle colonne portanti, poi i fianchi dell’edificio si flettono verso l’interno in modo tale che l’edificio “collassa direttamente verso il basso sul proprio ingombro” (Harris, 2000). La FEMA ammette che il WTC 7 crollò su un ben preciso e delimitato territorio:

 

Il crollo del WTC 7 produsse un piccolo ammasso di detriti mentre la facciata si piegava all’interno, suggerendo un cedimento interno e un’implosione... Il raggio medio della zona di detriti era di circa 70 piedi [circa 25 metri]” (FEMA, 2002, chapter 5).


Evidentemente siamo d’accordo sul fatto che alla base del collasso del WTC7 ci sia sia stata un’implosione ben eseguita, e ancora:

 

Questa azione richiede una tale abilità che solo una manciata di compagnie al mondo ci provano” (Harris, 2000; enfasi aggiunta).


Ragioniamo: perché dei terroristi si impegnano in un collasso verticale del WTC e delle Torri quando una caduta per “ribaltamento” avrebbe richiesto molto meno lavoro e provocato molti più danni nel centro di Manhattan? E comunque da dove avrebbero ottenuto tutta l’abilità necessaria e l’accesso agli edifici per un’implosione simmetrica? Queste sono le domande che richiederebbero una ulteriore indagine.

Una delle persone che un’indagine a tutto campo dovrebbe interrogare è l’esperto in demolizioni, Mark Loizeaux, presidente della Controlled Demolition Inc. Parlando del modo in cui sono venuti giù gli edifici del WTC, disse in un’intervista: “Se io dovessi abbattere le torri, metterei dell’esplosivo nei seminterrati per far sì che il peso dell’edificio aiuti il collasso della struttura (Bollyn, 2002; enfasi aggiunta)”.

E’ proprio vero – “esplosivi nei seminterrati” concorda con le testimonianze visive di esplosioni in basso negli edifici (il punto 6 più sopra). Inoltre sarebbe il modo per recidere effettivamente le colonne portanti, in accordo sia con la caduta dell’antenna di comunicazione (WTC Torre 1) sia con la “piegatura” nel centro del WTC 7 mentre inizia il suo crollo. Già, e come presidente della Controlled Demolition Inc., Loizeaux conoscerebbe “quella manciata di compagnie di demolizione presenti nel mondo” che tenterebbero una demolizione simmetrica controllata (Harris, 2000). La sua compagnia è certamente una di queste e fu assunta per effettuare in modo rapido il lavoro di sgombero che è seguito al crollo degli edifici.

Se non avete ancora guardato il collasso, rapido e simmetrico, del WTC, perché non farlo adesso? Guardate l’iniziale “piegatura” o “caduta” nella metà dell’edificio e gli “sbuffi” che fuoriescono in sequenza risalendo il lato dell’edificio, e notate il crollo simmetrico e verticale – tutto questo è molto comune nelle demolizioni controllate. Guardate voi stessi su:

 http://911research.wtc7.net/talks/wtc/videos.html

Una grande quantità di altre informazioni è presentata da un punto vista scientifico serio le trovate in questo sito

 (http://911research.wtc7.net/)

http://www.physics.byu.edu/research/energy/htm7.html

Traduzione per comedonchisciotte.org a cura di ORIENTE

Steven E. Jones
Department of Physics and Astronomy
Brigham Young University
Provo, UT 84604

Titolo originale: Why Indeed Did the WTC Buildings Collapse?

Note: Prof. David Ray Griffin has written a complementary paper on this topic, available at:
http://911review.com/articles/griffin/nyc1.html

Prof. James H. Fetzer has also written complementary paper on this topic, available at:
http://www.d.umn.edu/%7Ejfetzer/fetzerexpandedx.doc

Prof. Steven E. Jones will provide an invited seminar open to the public at Utah Valley State College in Orem, Utah, on February 1, 2006:
"9/11 Revisited: Scientific and Ethical Questions"
Steven E. Jones, Professor of Physics, Brigham Young University, 7:00-8:30 p.m., CS 404 (Center for the Study of Ethics, Cosponsored with the School of Science and Health)

The views in this paper are the sole responsibility of the author (not Brigham Young University).

Link:http://www.physics.byu.edu/research/energy/htm7.html

Traduzione per comedonchisciotte.org a cura di ORIENTE

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