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Zanzare - Culicidae. Tutto sulle zanzare(Da Wikipedia, l'enciclopedia libera)

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Con il termine generico zanzare si indicano moltissimi insetti che appartengono all'ordine dei , sottordine Nematoceri, famiglia Culicidi (Culicidae). Questa famiglia comprende 35 generi e ben 2700 specie. Resti fossili dimostrano l'esistenza di specie affini a quelle moderne già nell'Oligocene e nell'Eocene.

 

Morfologia

Le zanzare hanno corpo allungato, zampe esili e due ali strette e trasparenti. La testa è munita di lunghe antenne (piumose nel maschio, verticillate nella femmina).

Le zanzare sono lunghe al massimo 15 mm e pesano da 2 a 2,5 mg. In volo raggiungono velocità comprese tra 1,5 e 2,5 km/h.

Hanno abitudini prevalentemente notturne, anche se vi sono specie prettamente diurne.

Le larve sono sempre acquatiche, mentre gli adulti sono alati e subaerei. L'apparato boccale è lambente nei maschi che si nutrono di essenze vegetali e pungente-succhiante nelle femmine che in molte specie sono ematofaghe cioè si alimentano di sangue. Infatti per portare a maturazione le uova le femmine hanno bisogno di proteine che non sono presenti nella normale alimentazione. Sono prede delle diverse specie mammiferi e uccelli ma in alcuni casi anche rettili e anfibi.

Le zanzare del genere Toxorhynchites non si cibano di sangue. Le larve di queste grandi zanzare sono predatrici di larve di altre zanzare.

 

Riproduzione e sviluppo

I maschi sfarfallano generalmente 24 ore prima delle femmine, per dar loro modo di maturare gli organi genitali (rotazione di 180° dell'ipogino). In seguito si riuniscono in grossi gruppi in volo per attirare le femmine che si uniscono allo sciame e scelgono il partner. Dopo l'accoppiamento, che avviene in volo, i due si separano.

Nella maggior parte delle specie (per quelle europee in tutte) per nutrire le uova fecondate la femmina segue la caratteristica dieta a base di sangue che la differenzia dal maschio. Una volta maturate le uova, la femmina è pronta per la deposizione che, a seconda delle specie, può avvenire direttamente in acqua (p.e. genere Culex), o su foglie di piante acquatiche (p.e. genere Coquillettidia o Mansonia) o su supporto solido (p.e. genere Aedes), ma comunque umido.

Nelle specie che depongono uova in acqua, la zanzara si posa sul pelo dell'acqua (che quindi deve essere ferma) per deporre circa fino a 500 uova che, a seconda delle specie, possono essere unite in piccoli gruppi compatti galleggianti (come nel genere Culex) o singole e dotate di un organo galleggiante (come nel genere Anopheles). Nelle specie che depongono fuori dall'acqua, le uova devono comunque venire sommerse per poter completare l'embriogenesi ed infine schiudersi.

Una larva di zanzara

Una larva di zanzara

Dalle uova nasce una larva di forma allungata, senza zampe e coperta di setole che vivrà esclusivamente sott'acqua spostandosi verso la superficie per respirare grazie a un sifone (p.e. generi Culex ed Aedes) o una placca respiratoria (p.e. genere Anopheles) posto nella parte terminale (addome) del corpo. Le larve si nutrono di zooplancton che convogliano verso la bocca grazie ai movimenti circolari delle spazzole boccali. Le zanzare hanno tutte 4 stadi larvali.

Dopo un tempo che varia da alcuni giorni ad alcune settimane a seconda della temperatura passano allo stadio di pupa. Le pupe vivono stabilmente vicino alla superficie dell'acqua per prelevare ossigeno dall'aria con due strutture poste vicino al capo. Fanno eccezione le pupe della Mansonia richardii che vivono perennemente in immersione e ricavano l'ossigeno dalle piante acquatiche grazie ad un sifone modificato che viene infisso nell'aerenchima delle piante.

La durata degli stadi di uovo, larva e pupa varia a seconda della specie ma dipende anche dalla temperatura. Per esempio la Culex tarsalis può completare il suo ciclo vitale in 14 giorni a 20 °C oppure solo 10 giorni a 25 °C. In generale il ciclo vitale varia da quattro giorni a un mese.

In un anno le zanzare comuni generano 5/6 generazioni, ma vi sono specie univoltine (un'unica generazione l'anno) o multivoltine con molte più generazioni.

Al di fuori delle zone tropicali la maggioranza delle specie di zanzara passano l'inverno come uova (p.e. molte specie del genere Aedes), una consistente minoranza come larve (p.e. specie del genere Culiseta) o adulti (p.e. specie dei generi Culex ed Anopheles).

 

La puntura

Punture di zanzara

Punture di zanzara

La femmina individua la preda grazie alla vista e all'olfatto, percependo le emissioni di anidride carbonica e acido lattico. Altre caratteristiche che influenzano l'individuazione da parte della zanzara sono la temperatura, il sudore (le sostanze volatili emesse con esso) e il sebo. L'organo deputato all'alimentazione (stiletto) è composto da differenti segmenti modificati dell'apparato boccale primitivo degli insetti: mascelle e mandibole sono acuminate e seghettate, l'ipofaringe corre nel labbro superiore, che delimita a doccia il canale alimentare. Il tutto è avvolto dal labbro inferiore all'interno del quale gli altri pezzi scorrono per infliggere la puntura. Quando si posa sulla pelle la fora con le mascelle fino a raggiungere un piccolo capillare. Attraverso l'ipofaringe viene iniettata la saliva che ha potere anticoagulante e che per reazione allergica causa gonfiore, arrossamento e prurito. Quindi il sangue viene aspirato.

Alcuni adulti possono perdere la sensibilità verso la saliva di zanzara non reagendo alle punture. Altri invece possono diventare ipersensibili. La puntura delle zanzare per quanto fastidiosa non è pericolosa di per sé quanto per le malattie che può trasmettere.

 

Tassonomia

 

Pericoli per la salute

Le zanzare sono responsabili della trasmissione di malattie molto pericolose, tra le quali:

Il virus della febbre del Nilo è stato introdotto negli Stati Uniti nel 1999 e nel 2003 si era diffuso quasi in ogni stato del paese, provocando diverse vittime.

 

Lotta alle zanzare

Per le malattie che possono trasmettere ma anche per il notevole fastidio che costituiscono le zanzare sono assiduamente combattute al fine, se non di eradicarle, quanto meno di limitarne la popolazione o semplicemente di evitarne le punture.
In un corretto bilancio economico-sociale l'unica lotta davvero efficace è quella cosiddetta "fisica" basata sull'eliminazione dei focolai di proliferazione, quando ciò è possibile nel rispetto degli ecosistemi naturali. Se la lotta fisica fallisce o non può essere applicata danno buoni risultati i metodi di lotta larvicida. L'unico seriamente percorribile è quello basato sull'uso del Bacillus thuringiensis, larvicida biologico che dagli anni settanta rappresenta l'arma principale della lotta alle zanzare negli USA come nella maggior parte dei paesi europei (per ultima la Francia che nel 2005 ha interamente abbandonato l'uso di pericolosi prodotti chimici come il temephos per passare al Bacillus thuringensis adottando il metodo usato dai progetti di lotta alle zanzare nel Nord Italia). La lotta adulticida non trova al momento alcuna giustificazione scientifica né economica per l'evidente difficoltà di applicazione persino su piccolissima scala e soprattutto perché comporta la diffusione in ambiente di sostanze tossiche non essendo al momento registrato alcun prodotto efficace ed innocuo per l'uomo.

Indichiamo alcuni sistemi usati (anche in passato) per combattere le zanzare:

Nella maggior parte dei paesi sviluppati il DDT è stato bandito a partire dagli anni 1970 dopo la scoperta della sua cancerogenicità e degli effetti negativi sulla riproduzione degli uccelli. Viene invece tuttora usato in alcuni paesi dell'Africa ed in India per combattere la malaria. Le motivazioni sono legate sia ad una diversa percezione del rischio (gli effetti a lungo termine legati alla cancerogenicità vengono ritenuti meno problematici rispetto ai benefici immediati), sia ad un discorso economico, in quanto altri prodotti meno tossici per l'uomo e l'ambiente sono anche molto più costosi. Storicamente va rilevato che il DDT è stata una delle armi più efficaci contro la malaria.

 

Nemici naturali

A causa della loro abbondanza le zanzare hanno molti predatori naturali e occupano un posto importante nella catena alimentare. Alcuni di questi predatori sono stati usati nella lotta antizanzare:

Gran parte della moderna lotta contro le zanzare non dipende dai pericolosi pesticidi chimici di sintesi ma si avvale di prodotti biologici e di tecniche basate sull'introduzione di pesci che ne mangiano le larve o di microorganismi che le infettano.

Puntura di una zanzara

Puntura di una zanzara

 

Lotta moderna in Italia

Un grande aiuto potrebbe giungere dall'adozione di misure e leggi finalizzate alla salvaguardia degli habitat dei predatori naturali come le libellule, ad esempio, che si cibano sia delle larve di zanzara che degli individui adulti, specialmente dove la presenza di zanzare è dovuta a fattori naturali.

Dove invece la proliferazione di zanzare è causata dall'uomo, come accade nella pianura padana dove i molesti  abbondano a causa dei ripetuti svuotamenti e allagamenti delle risaie, peraltro ingiustificati alla luce delle moderne tecniche agronomiche, nessun tipo di lotta può avere pieno successo senza un intervento legislativo serio e severo non solo atto alla prescrizione delle corrette pratiche agricole ma soprattutto all'effettivo controllo della loro applicazione in campo. Tale normativa attualmente in fase di studio dovrà, come minimo, subordinare l'ottenimento di qualsiasi contributo economico da parte delle aziende agricole al rispetto delle prescrizioni, per arrivare a sanzioni economiche che siano almeno sufficienti alla copertura del costo degli interventi di disinfestazione sulle risaie delle aziende inadempienti.

In attesa di questi passaggi politici, molte Amministrazioni si sono attivate per promuovere azioni di lotta integrata. Il più grande piano di controllo alle zanzare messo in campo in Italia è quello diretto dal centro operativo di Casale Monferrato. Ogni anno vengono monitorati e trattati quasi 100.000 ettari di territorio, di cui 23.000 di risaie. Il piano di lotta impiega 7 elicotteri, 8 squadre da terra, oltre 50 tecnici di campo e migliaia di litri di prodotti insetticidi, principalmente a base di Bacillus thuringiensis israelensis.

 

Sperimentazione in Italia

Dal 20 giugno 2006, il comune di Rimini e dal 22 giugno 2006 il comune di Treviso hanno cominciato la sperimentazione di Mosquito Stopper un dispositivo posto in commercio che impedisce alle zanzare adulte di usare il sistema fognario per deporre le proprie larve sottraendo così agli insetti luoghi adatti alla proliferazione. Il dispositivo consiste in una zanzariera basculante da applicare alle comuni caditoie del sistema fognario che permette il deflusso dell'acqua e dei detriti, inoltre è dotato di un sistema di sblocco che permette il rigurgito della rete fognaria non modificando quindi il normale funzionamento della rete stessa. Rispetto ai trattamenti periodici questa soluzione ha il vantaggio di essere applicata una tantum.

Il Comune di Fiesole nel 2006 ha avviato una sperimentazione per controllare il numero di adulti favorendo l'insediamento di pipistrelli tramite l'uso di bat-box, cioè di batterie di rifugi adatti ai pipistrelli appese alle grondaie dei cittadini che aderiscono. [1]

La Provincia di Novara ha sperimentato nel 2005 una soluzione specifica per le risaie: mentre l'uso consueto prevede il prosciugamento completo della risaia in alcune fasi della coltura, realizzando una vera e propria trappola per girini e pesci, si è lasciato nella sperimentazione un solco allagato per permettere alle specie predatrici della zanzara di rifugiarsi in un ambiente ospitale. Le risaie sperimentali a Novara a luglio e agosto 2005 hanno ospitato un numero di larve di zanzare inferiore del 44%, mentre i solchi lasciati allagati del 77%, dimostrando che il solco allagato non funge da serbatoio per le larve di zanzara (fonte: [2] ). Inoltre la provincia ha provveduto alla stesura di materiale informativo nei confronti delle libellule, predatrici sia delle larve che degli adulti, con l'intenzione di distribuirlo nelle scuole e alla cittadinanza tutta.

Informazioni a riguardo e commenti da parte di alcuni scienziati italiani, alcune vicende dell'inizio del 2006 riguardo l'uso di adulticidi da parte delle amministrazioni locali, ed esempi di lotta ecocompatibile sono sul sito di informazione http://www.infozanzare.info . [3]

 

Bibliografia

  • Gillett, J. D. 1972. The Mosquito: Its Life, Activities and Impact on Human Affairs. Doubleday, Garden City, NY, 358 p. ISBN 0385011792
  • Spielman, A., and M. D'Antonio. 2001. Mosquito: A Natural History of Our Most Persistent and Deadly Foe. Hyperion Press, New York, 256 p. ISBN 0786867817
  • Becker, N., Dusan, P., Zgomba, M., Boase, C., Dahl, C., Lane, J., Kaiser, A. 2003. Mosquitoes and Their Control. Springer, 518 p. ISBN 0306473607

 

Collegamenti esterni



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