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V-Day - Che cosa è il V-Day. V-Day e V-Day2 (Da Wikipedia, l'enciclopedia libera)

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  « L'otto settembre sarà il giorno del Vaffanculo-Day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d'Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi "culturali". Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare. »
 

V-Day (abbreviazione di Vaffanculo-Day) è il titolo di un'iniziativa politica italiana patrocinata dal comico Beppe Grillo, finalizzata a presentare una legge di iniziativa popolare che di fatto eredita e prosegue le intenzioni dell'iniziativa Parlamento pulito dello stesso comico genovese.

Il V-Day si è svolto l'8 settembre 2007, in numerose piazze italiane e di fronte alle ambasciate italiane all'estero. L'unica televisione italiana che ha seguito in diretta l'evento è stata EcoTv (canale Sky 906). Visto il successo della manifestazione, gli organizzatori hanno poi deciso di prolungare le attività anche per il giorno 9 settembre.

Il simbolo dell'iniziativa

Il simbolo dell'iniziativa

 

I punti della proposta di legge popolare

  • Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale.
  • Nessun cittadino italiano può essere eletto in Parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente.
  • I candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.

 

Gli effetti della proposta di legge

A pochi giorni dall'iniziativa del V-day, Il Sole 24 Ore teorizza i cambiamenti effettivi in caso di messa in atto dell'iniziativa popolare: dai tre punti risulta che un terzo dei parlamentari in carica nel settembre 2007 dovrebbe lasciare l'aula, ripartiti tra 119 senatori e 181 deputati, nella maggior parte a causa delle restrizioni del secondo punto (la soglia di due legislature).
Nello schema dei partiti i cambiamenti sarebbero i seguenti:[1]

Partito Seggi nel settembre 2007 Seggi ipotetici con legge attiva
PRC 41 35
PdCI 17 15
Verdi 36 12
Sd 21 14
Ulivo 194 153
Rnp 19 12
Idv 29 17
Udeur 34 12
Udc 39 26
Forza Italia 137 84
An 69 37
Lega Nord 22 15
Dca 6 4
Partiti rimanenti 21 12

 

Risultati della raccolta di firme dell'8 settembre

La raccolta di firme ha raggiunto quota 336.144, superando abbondantemente il tetto di 50.000 necessario per far iniziare alla proposta di legge il suo iter parlamentare. Beppe Grillo ha pubblicato il 13 settembre i risultati sul suo blog [2], con una mappa in dettaglio per ogni città[3].

 

Le adesioni all'iniziativa

Videomessaggio di Luciano Ligabue durante il V-Day a Bologna

Videomessaggio di Luciano Ligabue durante il V-Day a Bologna

Oltre ai sostenitori abituali delle "battaglie" del comico genovese e ai lettori del suo blog, il V-Day ha visto una inedita partecipazione da parte di esponenti del mondo della politica, dello spettacolo e del sociale, che hanno manifestato la propria opinione positiva per iscritto o tramite auto-interviste video, diffuse da Grillo tramite il suo blog e YouTube. Tra questi il procuratore generale della magistratura contabile Claudio De Rose, Antonio Di Pietro, Massimo Fini, Fiorella Mannoia, Luciano Ligabue, Biagio Antonacci, Andrea Pellizzari, Milena Gabanelli (giornalista e conduttrice di Report)[4], il presidente nazionale di Greenpeace Walter Ganapini, il presidente di Adusbef Elio Lannutti e il presidente di ACU Gianni Cavinato.

Oltre alle personalità sopra citate, il Blog di Beppe Grillo ha indicato tra i sostenitori dell'iniziativa anche il sindaco di Roma Walter Veltroni, pubblicando una breve intervista radio[5] (sentita solo su YouTube dal blog di Beppe Grillo) in cui questi dichiarava in poche frasi la sua adesione al V-Day, anche se dopo qualche giorno la manifestazione, Walter Veltroni ha criticato pubblicamente la cosiddetta "antipolitica del V-Day". Salvatore Dama dalle pagine di Libero, uno dei pochi quotidiani ad aver dato largo spazio all'evento, nell'articolo "Comici di Palazzo" dell'8 settembre ha attribuito a Veltroni fini di promozione elettorale, piuttosto che ad una effettiva condivisione dei punti della legge popolare. Ancora prima di aprire i banchetti per la raccolta firme, Grillo da Piazza Maggiore a Bologna ha annunciato di aver già raccolto, grazie ai Meetup, 200.000 firme e che il suo obiettivo era quello del milione di firme.

 

Campagna spontanea su Internet

L'iniziativa è stata una delle prime di natura politica in Italia ad utilizzare come mezzo di diffusione principale Internet (escludendo l'uso indiscriminato di spam nell'ottobre 2000 da parte della Lista Bonino) e dei suoi numerosi servizi gratuiti utilizzati in modo virale e spontaneo da parte di comuni cittadini: la campagna si è servita di Meetup, Flickr, Google Maps e YouTube, oltre che dei siti internet blog personali, dei forum, etc.

Secondo Grillo e i suoi sostenitori, l'uso di Internet e l'impegno della gente comune è stato non solo utile allo sviluppo dell'iniziativa, ma indispensabile per superare l'ostracismo dei media tradizionali.

Non ha avuto infatti nessun titolo nei giornali o servizio sui telegiornali prima dell'evento stesso. Solo qualche quotidiano ha dedicato qualche articolo all'iniziativa lo stesso 8 settembre. Dal giorno successivo, l'iniziativa di Grillo è stata invece ampiamente commentata dai media.

 

Le risposte dei parlamentari interpellati da Beppe Grillo

Un'altra peculiarità inedita del V-Day è stato il coinvolgimento diretto di tutti i parlamentari nel dialogo su web, mediante una mail personale inviata da Grillo e dal suo staff ad ogni singolo deputato e senatore, in cui veniva chiesto di esprimere un'opinione su ognuno dei tre punti della proposta di legge popolare. Le risposte dettagliate sono state raccolte e pubblicate sul blog[6], da cui è emerso che su un totale di 945 parlamentari contattati, il 21% (205) aveva risposto alla mail fornendo dei voti; le valutazioni positive erano state rispettivamente 122 per la preferenza diretta, 109 per la non eleggibilità dei candidati condannati in via definitiva e 82 per la limitazione a due legislature

 

I partecipanti

Per gli organizzatori contando le circa 200 piazze in cui si è svolto l'evento sono scesi in strada oltre 5 milioni di italiani mentre a Bologna erano circa 50 mila i partecipanti secondo Repubblica.it.

Secondo varie fonti le firme raccolte per la presentazione della legge di iniziativa popolare sono state oltre le 300mila unità. Cifra stimata e poi confermata dallo stesso Grillo [7], ma ancora in attesa di una verifica indipendente.

In diverse città, moltissime persone non hanno potuto firmare a causa della troppa affluenza, non prevista nemmeno dagli stessi organizzatori, dal momento che gli appositi moduli erano andati esauriti dopo poche ore.

 

Critiche all'iniziativa

Il V-Day ha ereditato per il primo punto le critiche già formulate contro l'iniziativa Parlamento pulito, che viene concretizzata nel punto relativo all'ineleggibilità retroattiva alla carica di parlamentare di chiunque sia stato condannato in via definitiva per un qualunque reato. Queste critiche, esplicitate in maggioranza nel documento pubblicato sullo stesso blog di Grillo con le risposte dei parlamentari, consistono nei seguenti punti:

  • Inclusione, oltre ai condannati a reati molto gravi (corruzione, favoreggiamento, omicidio), anche di reati di minore entità (per alcuni) che comunque comportano l'allontanamento temporaneo dai pubblici uffici, come ad esempio il fallimento. Nel testo della legge presentato, la non eleggibilità comprende tutti i reati detentivi con pena superiore ai 10 mesi.
  • Dubbia compatibilità con il principio giuridico secondo il quale la pena espiata restituisce il condannato alla cittadinanza piena, sebbene anche per poter partecipare ad alcune cariche di pubblica utilità (quali Esercito, Polizia, ...) uno dei prerequisiti è "non avere riportato condanne per delitti non colposi e non essere stati sottoposti a misure di prevenzione" [8].
  • Incompatibilità con il principio della presunzione d'innocenza di un imputato finché non subisce una condanna definitiva dopo i tre gradi di giudizio. Nel testo della legge è infatti incluso anche il patteggiamento, che, secondo la giurisprudenza corrente, non ha le caratteristiche proprie di una condanna.

Riguardo agli altri punti del V-day, le critiche si riferiscono a:

  • Una minore esperienza politica dei parlamentari e delle cariche al governo se limitate a due sole legislature, tale da portare ad una sensibile riduzione della efficienza complessiva dalla macchina politica. Già alcune formazioni politiche applicano al loro interno la regola della limitazione ai due mandati, ma contemplando specifiche eccezioni personali (per esempio, Fausto Bertinotti per Rifondazione Comunista o Oliviero Diliberto per i Comunisti Italiani).
  • La possibilità di aumentare i casi di clientelismo, dovuti alla reintroduzione del voto di preferenza. Proprio queste preoccupazioni e le esperienze specialmente negative in diverse zone del paese erano state alla base della sua abolizione, a partire delle elezioni politiche del 1994.

In termini generali, è stato avanzato il sospetto che l'intera operazione sia parte di una campagna elettorale per la diretta entrata in politica di Grillo, magari con l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro o con una propria lista, durante le elezioni amministrative del 2009 (dall'edizione cartacea di Libero e Il Giornale). Quest'ultima accusa è stata rigettata da Grillo dal suo blog[9] e durante la manifestazione a Bologna.

  • Un'ulteriore polemica sullo svolgimento della manifestazione è poi giunta da Pier Ferdinando Casini[10] che ha affermato ai microfoni dei giornali:
  « È la più grande delle mistificazioni. Una manifestazione di cui dovremo vergognarci perché è stato attaccato Marco Biagi, che invece andrebbe santificato. Dovrebbero vergognarsi i politici che pur di stare sull'onda del consenso popolare hanno mandato messaggi di adesione a Grillo »
   

L'assessore Libero Mancuso, ex giudice ed ex presidente della Corte d'Assise che ha condannato gli assassini di Biagi, a un certo punto del pomeriggio ha deciso di lasciare la piazza ritenendo che fosse stata insultata la memoria del consulente del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 2001[11]. Il video citato dall'assessore, fra i vari proiettati nella giornata, potrebbe essere stato quello intitolato Schiavi moderni. Il precario nell'Italia delle meraviglie (da non confondere con l'omonimo libro di Grillo) che però non contiene frasi su Marco Biagi.[12] Fra le frasi incriminate, che pur non si riferiscono direttamente al giuslavorista ucciso, si può leggere: [13]

  « la legge Biagi ha introdotto in Italia il precariato, moderna peste bubbonica che colpisce i lavoratori soprattutto in giovane età (...) Tutto è diventato progetto per poter applicare la legge Biagi e creare i nuovi schiavi moderni (...) Questo libro è la storia collettiva di una generazione senza niente, neppure la dignità, neppure la speranza, che sta pagando tutti i debiti delle generazioni precedenti, tutti gli errori, tutte le mafie, tutti gli scandali (...) »
   

Marco Travaglio sostiene invece che non ci sono state critiche a Biagi ma soltanto alla legge a lui intitolata.[14] Grillo ha comunque rifiutato ogni responsabilità dicendo che il video era stato trasmesso prima del suo arrivo e senza il suo consenso.[15] Il comico «ha detto di essere dispiaciuto, ma anche di non sapere nulla di quella scritta». E che, in ogni caso, «avrebbe tentato di mettersi in contatto con la signora Biagi per chiedere scusa se qualcosa l'avesse offesa». Anche Giovanni Macri Masi, responsabile del gruppo bolognese ‘Amici di Beppe Grillo', respinge le accuse piovute sul video e si dice «dispiaciuto per l'equivoco», «mai rivolta alcuna offesa» a Marco Biagi. E spiega: «È stata commentata e proposta una sostanziale modifica alla legge 30, che è cosa ben diversa dall'offendere Biagi»[16]

Un nuovo V-Day

Per approfondire, vedi la voce V2-Day.
Il logo e lo slogan del V2-Day.

Il logo e lo slogan del V2-Day.

l V2-Day è l'iniziativa popolare che segue al V-Day, organizzato da Beppe Grillo, finalizzata alla raccolta firme per esercitare il diritto di referendum. Lo slogan della manifestazione è "libera informazione in libero Stato". Il giorno della manifestazione è il 25 Aprile 2008. Le partecipazioni al primo V-Day furono in 200 piazze italiane con una raccolta di circa 300 mila firme che superò di netto il minimo di 50 mila, necessario per il deposito alla corte di cassazione. In questa seconda raccolta firme invece, in cui viene richiesta l'abrogazione di tre leggi, il numero necessario per il deposito delle firme alla corte di cassazione è di 500 mila firme. Grillo è riuscito anche stavolta a superare abbondantemente il quorum raccogliendo circa 1.300.000 firme in oltre 500 piazze italiane e all'estero.[17]

Anche questa volta, come per il primo V-Day, l'evento è stato seguito integralmente in diretta dall'emittente satellitare EcoTv (canale 906 di Sky) presente con le sue telecamere a Torino in Piazza San Carlo, ma anche in molte delle altre piazze italiane dove erano presenti i meet-up per la raccolta firme.

Le tre abrogazioni chieste nel referendum sono: l'abolizione del finanziamento pubblico all'editoria, l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, l'abolizione del Testo Unico Gasparri.

 

Note

 

Voci correlate

 

Altri progetti

 

Collegamenti esterni

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