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Trattato di Lisbona che cosa è (Da Wikipedia, l'enciclopedia libera)

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Alcune versioni della Costituzione Europea

Alcune versioni della Costituzione Europea

Il "Trattato di Lisbona" (noto anche come "Trattato di riforma") è il trattato redatto per sostituire la Costituzione europea bocciata dal no nei referendum francese e olandese del 2005.

Angela Merkel e il presidente della Commissione europea Barroso a Berlino per i 50 anni dell'Europa unita
Angela Merkel e il presidente della Commissione europea Barroso a Berlino per i 50 anni dell'Europa unita

L'intesa arriva dopo due anni del "periodo di riflessione" ed è stata preceduta dalla Dichiarazione di Berlino del 25 marzo 2007, in occasione dei 50 anni dell'Europa unita, in cui il cancelliere tedesco Angela Merkel e il premier italiano Romano Prodi esprimevano la volontà di sciogliere il nodo entro pochi mesi al fine di consentire l'entrata in vigore di un nuovo trattato nel 2009, anno delle elezioni del nuovo Parlamento europeo.

Nello stesso periodo nasce il cosiddetto "Gruppo Amato" (formato da politici europei), ufficialmente chiamato "Comitato d'azione per la democrazia europea" (Action Committee for European Democracy, ACED) supportato dalla Commissione europea che ha inviato due suoi rappresentanti alle riunioni. Il gruppo ha avuto il mandato (non ufficiale) di prospettare una riscrittura della Costituzione basata sui criteri che erano emersi durante le consultazioni della Presidenza tedesca con le cancellerie europee. Il risultato è stato presentato il 4 giugno 2007: il nuovo testo presenta in 70 articoli e 12.800 parole circa le stesse innovazioni della Costituzione che aveva 448 articoli e 63.000 parole diventando un punto di riferimento per i negoziati.

Il Consiglio Europeo di Bruxelles, sotto la presidenza tedesca, il 23 giugno 2007 raggiunse l'accordo sul nuovo Trattato di riforma.

Contenuti

L'accordo recepisce gran parte delle innovazioni contenute nella Costituzione europea. Rispetto a quel testo, queste sono le modifiche approvate a Bruxelles:

  • Non esisterà un solo trattato (come la Costituzione europea), ma saranno riformati i vecchi trattati. Il Trattato di riforma modificherà quindi il Trattato sull'Unione europea (TUE) e il Trattato che istituisce la Comunità europea (TCE). Il primo manterrà il suo titolo attuale mentre il secondo sarà denominato Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). Ad essi vanno aggiunti la Carta dei diritti fondamentali e il Trattato Euratom (quest'ultimo non era stato integrato nella costituzione).
  • È stato tolto ogni riferimento esplicito alla natura costituzionale nel testo: sono stati eliminati i simboli europei e si è ritornati alla vecchia nomenclatura per gli atti dell'UE: tornano "regolamenti" e "direttive" al posto delle "leggi europee" e "leggi quadro europee".
  • Il "Ministro degli Esteri" europeo tornerà a chiamarsi "Alto rappresentante per la politica estera e sicurezza comune", benché con i poteri rafforzati indicati in costituzione: sarà anche vicepresidente della Commissione.
  • Vengono meglio delimitate le competenze dell'UE e degli stati membri, esplicitando che il "travaso di sovranità" può avvenire sia in un senso (dai paesi all'UE, come è sempre avvenuto) che nell'altro (dall'UE ai paesi).
  • Il nuovo metodo decisionale della "doppia maggioranza" entrerà in vigore nel 2014 e a pieno regime, nel 2017.
  • Aumentano i poteri dei Parlamenti nazionali che hanno più tempo per esaminare le leggi comunitarie e rimandare alla Commissione
  • La Carta dei diritti fondamentali non è integrata nel trattato, ma vi è un riferimento ad essa. Il Regno unito ha ottenuto una "clausola di esclusione" per non applicarla sul suo territorio al fine di preservare la common law, lo stesso è stato concesso alla Polonia, tuttavia, con l'elezione a premier di Donald Tusk quest'ultimo si è impegnato a non far valere l'opt-out ottenuto.
  • Il Regno Unito e l'Irlanda hanno ottenuto (per chiunque lo voglia utilizzare) un meccanismo ("opt-out") per essere esentati da decisioni a maggioranza nel settore "Giustizia e affari interni".
  • Viene specificato che la PESC ha un carattere specifico all'interno dell'UE e che non può pregiudicare la politica estera e la rappresentanza presso le istituzioni internazionali degli stati membri.
  • La concorrenza non è più ritenuta un obiettivo fondamentale dell'Unione, ma viene citata in un protocollo aggiuntivo.
  • Viene introdotta l'energia nella clausola di solidarietà in cui gli stati membri si impegnano a sostenere gli altri in caso di necessità.
  • Viene specificata la necessità di combattere i cambiamenti climatici nei provvedimenti a livello internazionale.
  • Viene introdotta la possibilità di recedere dall'UE (fino ad oggi vi si poteva solo aderire).

Valery Giscard d'Estaing, il Presidente della Convenzione europea, ha dichiarato che le differenze tra i testi sono solo "cosmetiche" e li rendono meno comprensibili rispetto alla vecchia Costituzione, mentre il "think tank" euroscettico "Openeurope" si è spinto fino all'analisi dettagliata, notando che il Trattato di riforma è al 96% identico alla Costituzione europea.

 

La trattativa

La foto di famiglia dopo la firma del Trattato a Lisbona

La foto di famiglia dopo la firma del Trattato a Lisbona

Essenzialmente tre sono stati i paesi su cui si è trattato più a lungo per un accordo: Polonia, Regno Unito e Francia. I punti controversi sul tavolo negoziale erano i seguenti:

  • La Polonia rifiutava il metodo della maggioranza qualificata per le decisioni in seno al Consiglio Europeo e chiedeva il ritorno alla ponderazione col metodo della radice quadrata.
  • Diversi paesi tra cui soprattutto Regno Unito, Paesi Bassi e Repubblica Ceca chiedevano di cancellare la figura del Ministro degli Esteri europeo mantenendo l'autonomia nazionale in politica estera.
  • Il Regno Unito si opponeva al valore giuridico della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (ottenendo un "opt-out" insieme alla Polonia) e alla superiorità del diritto europeo in tutti i settori (cosa poi ottenuta dagli europeisti, sebbene derubricata in una dichiarazione contenente un richiamo alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'UE), due cose che avrebbero stravolto l'ordinamento del Common law britannico.
  • La Francia chiedeva la soppressione del riferimento a un mercato comune dominato dalla libera concorrenza, per porre freni al liberismo europeo visto con malanimo dai francesi.

I negoziati hanno presto risolto, con diverse concessioni, i nodi britannici mentre la questione polacca si è rivelata quasi insormontabile a causa del deciso rifiuto dei leader Lech e Jaroslaw Kaczynski di accettare la maggioranza qualificata. Un accordo tra Varsavia e la tedesca Merkel che prevedeva l'entrata in vigore della maggioranza qualificata solo nel 2014 è stato dapprima accettato e poi respinto dalla Polonia. A questo punto, sotto la pressione dell'Italia che ha guidato una coalizione di paesi europeisti a oltranza, il cancelliere Merkel aveva proposto di indire una nuova Conferenza intergovernativa senza includere la Polonia che di fatto sarebbe rimasta fuori dal nuovo trattato. Ciò ha spaventato il governo polacco che ha infine accettato una proposta di compromesso.

 

La Conferenza Intergovernativa

La cerimonia della firma del Trattato nel Monastero di Jerónimos a Lisbona

La cerimonia della firma del Trattato nel Monastero di Jerónimos a Lisbona

Con questo mandato si è aperta a Bruxelles il 24 luglio 2007 la settima Conferenza intergovernativa con l'incarico di finalizzare il nuovo trattato: il gruppo di "esperti giuridici" ha raggiunto un accordo sul testo il 2 ottobre. La CIG ha concluso i suoi lavori al Consiglio Europeo del 18 ottobre e 19 ottobre 2007, in cui le ulteriori questioni discusse sono state:

  • La Polonia insisteva per comprendere la "clausola di Ioannina", meccanismo che permette ai paesi in minoranza di rinviare le decisioni prese dal Consiglio dell'Unione Europea, all'interno del trattato anziché in una dichiarazione separata. Il compromesso trovato è di includerla in un protocollo, dalla maggiore "forza" legale. Infine la clausola potrà essere rimossa dal Consiglio all'unanimità e non da una nuova Conferenza Intergovernativa come chiedeva la Polonia.
  • La Polonia ha ottenuto un avvocato generale permanente presso la Corte di giustizia come già avveniva per Germania, Francia, Italia, Regno Unito e Spagna.
  • L'Italia si era detta contraria all'approvazione della nuova composizione del Parlamento europeo che deve passare dagli attuali 785 membri a 750 membri secondo il trattato. La proposta votata dal Parlamento portava i seggi italiani a 72 contro i 73 del Regno Unito e i 74 della Francia (storicamente 3 paesi con lo stesso numero di seggi), utilizzando una formula che teneva conto della popolazione residente anziché dei cittadini come recita il trattato. Secondo l'Italia la decisione avrebbe potuto essere differita, in quanto non vincolante per l'adozione del trattato. Il compromesso trovato vede crescere i seggi italiani a 73 non contando il Presidente del Parlamento che per tradizione non vota, prevede inoltre una nuova redistribuzione dei seggi con il criterio della cittadinanza prima delle elezioni europee del 2014.
  • La Bulgaria ha ottenuto di poter scrivere il nome della moneta comune "evro" in alfabeto cirillico invece del comune "euro".

L'accordo pone fine a 2 anni e mezzo di incertezza istituzionale successiva al blocco dei referendum francese e olandese sulla Costituzione. Il trattato è stato approvato ufficialmente il 18 ottobre 2007 nel vertice informale di Lisbona che concludeva la CIG ed è stato firmato dai capi di Stato e di Governo il 13 dicembre 2007, sempre a Lisbona.

██ Parlamenti che devono ratificare: 3 paesi ██ Ratifica parlamentare: 23 paesi ██ Ratifica sospesa con referendum: 1 paese

██ Parlamenti che devono ratificare: 3 paesi

██ Ratifica parlamentare: 23 paesi

██ Ratifica sospesa con referendum: 1 paese

 

L'iter di ratifica

L'Ungheria è stato il primo paese a ratificare il trattato, il 17 dicembre, a soli quattro giorni dalla firma dello stesso.

Si prevede che il trattato venga ratificato dagli altri stati firmatari, prevalentemente per via parlamentare, nel corso del 2008. Vari gruppi euroscettici (danesi e inglesi) hanno chiesto nei primi mesi del 2008 la ratifica attraverso referendum, avendo notato che le implicazioni legali del Trattato rispetto alla Costituzione sono identiche, ma non l'hanno ottenuta.

Solo l'Irlanda, nel rispetto della sua Costituzione, ha deciso di effettuare un referendum confermativo, mentre i Paesi Bassi, la Repubblica Ceca e la Danimarca hanno deciso di non tenere un nuovo referendum: l'obiettivo è quello di riuscire a far entrare in vigore il Trattato il 1° gennaio 2009, prima delle elezioni europee del giugno successivo.

In Italia, a causa delle elezioni politiche anticipate e della volontà di alcuni gruppi parlamentari di non procedere alla ratifica a camere sciolte[1], nonostante un appello informale in questo senso fosse stato fatto dal Presidente della Repubblica[2], il disegno di legge[3] presentato dal governo Prodi non fu votato. Il nuovo governo ha dovuto quindi ripresentare un disegno di legge per procedere alla ratifica. Tale disegno di legge è ora all'esame della Camera (C.1519), dopo l'approvazione del Senato (S.759).

Il no dell'Irlanda al referendum del 12 giugno 2008 causerà presumibilmente una battuta d'arresto dell'entrata in vigore del trattato, ma non una sua messa da parte: la Commissione europea[4] e i responsabili dei maggiori governi continentali (Spagna[5], Polonia[6], Svezia[7], Germania e Francia[8], Regno Unito[9], Cipro[10], Italia[11], Slovacchia e Ungheria[12], Danimarca[13], Olanda[14], Slovenia[15] - presidente UE) hanno dichiarato che il processo di ratifica deve proseguire. Il Portogallo[16] (che ha già ratificato) non si è voluto sbilanciare, mentre solo la Repubblica Ceca[17] ha dichiarato di voler fermare il processo di ratifica. E' probabile quindi che si segua lo schema[18] del 2001, quando una iniziale bocciatura del Trattato di Nizza, sempre in Irlanda, fu poi trasformata in promozione con un secondo referendum.

Il Consiglio europeo del 19-20 giugno ha sostanzialmente adottato questa linea, rimandando la decisione finale alla riunione del 15 ottobre 2008 sotto presidenza francese. Nelle conclusioni[19] i capi di stato e di governo dichiarano:

  « il Consiglio europeo ha preso atto che i parlamenti di 19 Stati membri hanno ratificato il trattato e che il processo di ratifica prosegue negli altri paesi. Il Consiglio europeo ha approvato la proposta dell'Irlanda di ritornare sulla questione in occasione della riunione del 15 ottobre 2008 al fine di esaminare la via da seguire. »
 
(Conclusioni della Presidenza, Consiglio europeo del 19-20 giugno 2008)

In sostanza si dà tempo all'Irlanda di elaborare come uscire dall'impasse, mentre si invitano i paesi che non l'hanno ancora fatto a ratificare il trattato.[20] Il problema maggiore su questa linea è arrivato soprattutto dalla Repubblica Ceca[21], che ha subordinato la ratifica al pronunciamento positivo Corte Costituzionale sulla compatibilità del trattato con l'ordinamento costituzionale ceco, anche se recentemente il governo si è espresso positivamente sulla compatibilità del testo.[22] Una simile procedura era in atto anche nel Regno Unito per verificare la legittimità della ratifica dal parlamento senza un referendum preventivo, tuttavia l'Alta Corte ha respinto il ricorso.[23] La stessa procedura è stata annunciata dalla Germania, in cui il parlamento ha già ratificato, ma il presidente ha deciso di attendere il giudizio della Corte costituzionale prima di apporre la propria firma.[24]

Il probabile slittamento dell'entrata in vigore del trattato porterà comunque dei notevoli problemi da risolvere, in quanto tutta l'agenda del 2009 era stata impostata pensando alle nuove regole. Il Trattato di Nizza in vigore invece prevede che:

  • la Commissione europea successiva al raggiungimento del 27° stato sia ridimensionata, ma non dice come (Lisbona prevedeva regole precise a partire dal 2014)[25]
  • il Parlamento europeo sia ridimensionato a 736 deputati, contro i 784 attuali e contro i 751 previsti dalla decisione "collegata" a Lisbona

Si ritiene inoltre politicamente impraticabile qualsiasi nuovo allargamento senza la previa approvazione delle regole di Lisbona.[26]

Nella tabella di seguito e nella mappa a fianco la situazione delle ratifiche.

Stato membro Data[27] Assemblea e risultato Notifica presso il Governo italiano[28]
bandiera Unione Europea 20 febbraio 2008 Approvato dal Parlamento europeo: 512 favorevoli, 29 astensioni e 115 contrari -[29]
bandiera Ungheria[30] 17 dicembre 2007 Approvata dal Parlamento (Országgyűlés): 325 favorevoli, 14 astensioni e 5 contrari 6 febbraio 2008
bandiera Malta 29 gennaio 2008 Approvata dalla Camera dei Rappresentanti (Kamra): 65 favorevoli, nessuna astensione e nessun contrario 6 febbraio 2008
bandiera Francia[31] 7 febbraio 2008 Approvata dall'Assemblea Nazionale (Assemblée Nationale): 336 favorevoli, 22 astensioni e 52 contrari 14 febbraio 2008
7 febbraio 2008 Approvata dal Senato (Sénat): 265 favorevoli, 13 astensioni e 42 contrari[32]
bandiera Romania[33] 4 febbraio 2008 Approvata dal Parlamento (Parlament) in seduta comune: 387 favorevoli, 1 astensione e 1 contrario[34] 11 marzo 2008
bandiera Slovenia[35] 29 gennaio 2008 Approvata dall'Assemblea Nazionale (Državni Zbor): 74 favorevoli, nessuna astensione e 6 contrari[36] 24 aprile 2008
bandiera Bulgaria[37] 21 marzo 2008 Approvata dall'Assemblea Nazionale (Народно Събрание): 195 favorevoli, 1 astensione e 15 contrari 28 aprile 2008
bandiera Austria 9 aprile 2008 Approvata dal Congresso Nazionale (Nationalrat): 151 favorevoli, nessuna astensione e 27 contrari 13 maggio 2008
24 aprile 2008 Approvata dal Consiglio Federale (Bundesrat): 58 favorevoli, nessuna astensione e 4 contrari
bandiera Danimarca 24 aprile 2008 Approvata dal Parlamento (Folketinget): 90 favorevoli, nessuna astensione e 25 contrari 29 maggio 2008
bandiera Lettonia 8 maggio 2008 Approvata dal Parlamento (Saeima): 70 favorevoli, 1 astensione e 5 contrari 16 giugno 2008
bandiera Portogallo 23 aprile 2008 Approvata dalla Assemblea della repubblica (Assemblea da república): 208 favorevoli, nessuna astensione e 22 contrari 17 giugno 2008
bandiera Slovacchia 10 aprile 2008 Approvata dal Consiglio Nazionale (Národná rada): 103 favorevoli, 1 astensione e 5 contrari 24 giugno 2008
bandiera Regno Unito[38] 11 marzo 2008 Approvata dalla Camera dei Comuni (House of Commons): 346 favorevoli, 81 astensioni e 206 contrari 16 luglio 2008
18 giugno 2008 Approvata dalla Camera dei Pari (House of Lords): senza divisione dell'aula[39][40]
bandiera Lussemburgo 29 maggio 2008 Approvata Camera dei deputati (Chambre des Députés): 47 favorevoli, 3 astensioni e 1 contrario 21 luglio 2008
bandiera Polonia[41] 1° aprile 2008 Approvata dalla Camera dei deputati (Sejm): 384 favorevoli, 12 astensioni e 56 contrari  
2 aprile 2008 Approvata dal Senato (Senat): 74 favorevoli, 6 astensioni e 17 contrari
bandiera Lituania 8 maggio 2008 Approvata dal Parlamento (Seimas): 83 favorevoli, 23 astensioni e 5 contrari  
bandiera Germania 24 aprile 2008 Approvata dalla Dieta federale (Bundestag): 515 favorevoli, 1 astensioni e 58 contrari  
23 maggio 2008 Approvata dal Consiglio federale (Bundesrat): 65 favorevoli, 4 astensioni e nessun contrario
bandiera Estonia[42] 11 giugno 2008 Approvata dal Parlamento (Riigikogu): 91 favorevoli, 9 astensioini e 1 contrario  
bandiera Finlandia[43] 11 giugno 2008 Approvata dal Parlamento (Eduskunta/Riksdag): 151 favorevoli, 21 astensioni e 27 contrari  
bandiera Grecia 11 giugno 2008 Approvata dal Parlamento (Βουλή των Ελλήνων) : 250 favorevoli, 8 astensioni e 9 contrari
bandiera Cipro 3 luglio 2008 Approvata dal Parlamento (Βουλή των Αντιπροσώπων): 31 favorevoli, 1 astensione e 17 contrari  
bandiera Paesi Bassi 5 giugno 2008 Approvata dalla Seconda Camera (Tweede Kamer): 111 favorevoli, nessuna astensione e 39 contrari  
8 luglio 2008 Approvata dalla Prima Camera (Eerste Kamer): 60 favorevoli, nessuna astensione e 15 contrari
bandiera Belgio 10 aprile 2008 Approvata dalla Camera dei Rappresentanti (Chambre des Représentants/Kamer van volksvertegenwoordigers): 116 favorevoli, 7 astenuti e 18 contrari  
6 marzo 2008 Approvata dal Senato (Senaat/Sénat): 48 favorevoli, 1 astensione e 8 contrari
14 maggio 2008 Approvata dal Parlamento vallone (Conseil régional wallon): 56 favorevoli, 4 astensioni e 2 contrari
10 luglio 2008 Approvata dal Parlamento fiammingo (Vlaamse Raad): 76 favorevoli, 21 astenuti e 2 contrari (per la competenza regionale) e 78 favorevoli, 22 astensioni e 3 contrari (per la competenza della comunità)
27 giugno 2008 Approvata dal Parlamento di Bruxelles (Parlement Bruxellois/Brussels Hoofdstedelijk Parlement): 65 favorevoli, nusssuna stensione e 10 contrari
19 maggio 2008 Approvata dal Parlamento della comunità germanofona (Parlament der Deutschsprachigen Gemeinschaft): 22 favorevoli, 1 astensione e 2 contrari
20 maggio 2008 Approvata dal Parlamento della comunità francofona (Parlement de la Communauté française): 67 favorevoli, 3 astensioni e nessun contrario
bandiera Spagna 26 giugno 2008 Approvata dal Congresso dei deputati (Congreso de los Diputados): 322 favorevoli, 2 astensioni e 6 contrari  
15 luglio 2008 Approvata dal Senato (Senado): 232 favorevoli, 2 astensioni e 6 contrari
bandiera Irlanda 12 giugno 2008 Respinto dal referendum: 53,4% contrari, 46,6% favorevoli  
  Camera (Dáil Éireanni):
  Senato (Seanad Éireann):
bandiera Italia   Camera dei deputati: voto previsto tra il 28 e il 31 luglio 2008  
23 luglio 2008 Approvata dal Senato della Repubblica: 286 favorevoli, nessuna astensione e nessun contrario
bandiera Repubblica Ceca   Camera dei Deputati: (Poslanecká sněmovna):  
  Senato (Senát):
bandiera Svezia   Parlamento (Riksdag): voto previsto nel novembre 2008  

 

Note

  1. ^ Resoconto sommario n. 103 del 13/02/2008 dei lavori della III commissione del Senato url consultato il 12/06/2008
  2. ^ Napolitano lieve malore, si riprende subito da corriere.it, url consultato il 12/06/2008
  3. ^ A.S. 1956 XV Legislatura da senato.it, url consultato il 12/06/2008
  4. ^ Barroso: Trattato ancora vivo
  5. ^ VICEPREMIER MADRID, RATIFICA TRATTATO PROSEGUA ANCHE CON 'NO' IRLANDA
  6. ^ PREMIER POLACCO TUSK, 'NO' IRLANDESE NON UCCIDERA' TRATTATO
  7. ^ MINISTRO SVEDESE, 'NO' IRLANDA E' OSTACOLO NON CRISI
  8. ^ MERKEL E SARKOZY, PROSEGUIRE CON RATIFICHE TRATTATO E' NECESSARIO
  9. ^ MILIBAND, GRAN BRETAGNA ANDRA' AVANTI IN RATIFICA TRATTATO LISBONA
  10. ^ CIPRO PROSEGUE CON RATIFICA TRATTATO LISBONA, VOTO IN AULA IL 3 LUGLIO
  11. ^ Frattini: No dell'Irlanda una doccia fredda. Ma l'Europa non si ferma
  12. ^ PREMIER EST-EUROPA, 'NO' IRLANDA NON FERMI ALLARGAMENTO
  13. ^ PREMIER DANESE, IMPOSSIBILE UNA NUOVA RIFORMA DEL TRATTATO
  14. ^ UE/LISBONA: MILIBAND, POSSIBILI RATIFICHE DI TUTTI I 27 PAESI
  15. ^ PRESIDENTE UE: "NO" IRLANDESE RALLENTA PROCESSO
  16. ^ MINISTRO ESTERI LISBONA, URGE VALUTAZIONE COMUNE DOPO NO IRLANDA
  17. ^ L’euroscettico ceco Klaus: a Dublino ha vinto la libertà
  18. ^ L'Irlanda dice "no", ma l'Europa va avanti
  19. ^ CONSIGLIO EUROPEO DI BRUXELLES - 19-20 GIUGNO 2008 - CONCLUSIONI DELLA PRESIDENZA
  20. ^ UE: BARROSO, NON MI ASPETTO ALTRI NO A TRATTATO DOPO IRLANDA
  21. ^ UE: DOPO L'IRLANDA ARRIVA IL PROBLEMA REPUBBLICA CECA
  22. ^ UE/ TRATTATO, GOVERNO CECO: IL TESTO E' IN LINEA CON COSTITUZIONE
  23. ^ UE/LISBONA: GIUSTIZIA BRITANNICA BOCCIA RICORSO PRO-REFERENDUM
  24. ^ TRATTATO UE: PRESIDENTE TEDESCO NON FIRMA, ATTENDE CONSULTA
  25. ^ Irish No raises questions over EU commission size
  26. ^ UE: JUNCKER, SENZA TRATTATO DI LISBONA NIENTE ALLARGAMENTO
  27. ^ Dettaglio delle ratifiche
  28. ^ L'articolo 6 del Trattato stabilisce che - affinché il Trattato stesso possa entrare in vigore - gli strumenti di ratifica debbano essere depositati presso il governo della Repubblica italiana. Ciascun paese membro notifica gli strumenti di ratifica al termine del processo interno di ratifica (comprensivo delle ratifiche del parlamento e del capo dello stato). La presente lista è ordinata in base alla data di deposito degli strumenti di ratifica.
  29. ^ Il pronunciamento del Parlamento europeo è solo consultivo e quindi non indispensabile per l'entrata in vigore, tuttavia è un importante segnale politico di condivisione del Trattato.
  30. ^ La Costituzione ungherese dispone che i Trattati internazionali vengano ratificati dall'Assembleea Nazionale con il voto favorevole di almeno 257 membri, pari ai due terzi su un totale di 386.
  31. ^ Il 20 dicembre 2007 il Consiglio costituzionale ha ritenuto parzialmente incompatibli con la Costituzione francese alcune disposizioni del trattato quindi prima di procedere alla ratifica formale del testo si è procedendo a modificare la costituzione francese. Un progetto di riforma costituzionale è stato approvato dall'Assemblea Nazionale il 16 gennaio 2008, dal Senato il 29 gennaio 2008 e dal Congresso, formato dall'Assemblea Nazionale e dal Senato riuniti in seduta comune il 4 febbraio 2008. La legge di revisione costituzionale è stata pubblicata nel Journal Officiel il 5 febbraio 2008, giorno a partire dal quale la Francia può procedere alla ratifica.
  32. ^ La ratifica francese su Legifrance
  33. ^ La Costituzione romena dispone che i Trattati internazionali che emendano i trattati costitutivi dell'Unione europea vengano ratificati dal Parlamento in seduta comune con il voto favorevole di almeno 324 membri, pari ai due terzi su un totale di 486
  34. ^ La ratifica romena su cdep
  35. ^ La Costituzione slovena dispone che i Trattati internazionali vengano ratificati dall'Assemblea Nazionale con il voto favorevole di almeno 60 membri, pari ai due terzi su un totale di 90.
  36. ^ La ratifica slovena su Uradni-List
  37. ^ La Costituzione bulgara dispone che i Trattati internazionali vengano ratificati dall'Assembleea Nazionale con il voto favorevole di almeno 160 membri, pari ai due terzi su un totale di 240.
  38. ^ Gibilterra è un territorio d'oltremare britannico, fa parte dell'Unione Europea, ma è argomento di determinate esenzioni; la ratifica del Parlamento di Gibilterra non è necessaria affinché il Trattato entri in vigore, ma i cambiamenti nella legislazione sono necessari affinché le relative disposizioni si applichino a Gibilterra
  39. ^ Nel parlamento inglese per esprimere il proprio voto viene prima chiesto ai parlamentari di dichiararlo a voce collettivamente: prima viene chiesto ai favorevoli di dire "favorevole" (content) tutti assieme, e quindi viene chiesto ai contrari di dichiararsi (not content). Se non si riesce a desumere con questo metodo quale campo prevalga si procede a votare mediante il metodo della divisione dell'aula. Questa tipologia di voto, sebbene prevista anche dal regolamento delle camere italiane non viene mai usata preferendo il ricorso al voto elettronico. Nelle aule parlamentari inglesi invece non essendo installati sistemi di voto elettronico è prassi che i parlamentari occupino due sale distinte (una per i favorevoli e una per i contrari) e vengano contati per desumere il risultato della votazione. In questo caso si parla di voto con divisione dell'aula.
  40. ^ European Union (Amendment) Act
  41. ^ La Costituzione polacca dispone che i Trattati internazionali vengano ratificati dal Sejm con il voto favorevole di almeno 307 membri, pari ai due terzi su un totale di 460 e dal Senato con il voto favorevole di almeno 67 membri, pari ai due terzi su un totale di 100 o mediante referendum popolare.
  42. ^ La Costituzione estone dispone che i Trattati internazionali vengano ratificati dal Riigikogu con il voto favorevole di almeno 67 membri, pari ai due terzi su un totale di 101.
  43. ^ Le isole Åland sono una provincia autonoma della Finlandia, fanno parte di Unione Europea, ma sono argomento di determinate esenzioni; la ratifica del Parlamento delle Isole Åland non è necessaria affinché il Trattato entri in vigore, ma è necessaria affinché le relative disposizioni si applichino nelle Isole Åland

 

Voci correlate

 

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