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Che cosa sono le meduse. Le meduse sono animali planctonici (da Wikipedia, l'enciclopedia libera)

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Rhizostoma pulmo, una tipica medusa del Mediterraneo

Le meduse sono animali planctonici, in prevalenza marini, appartenenti al phylum degli Cnidari, che assieme agli Ctenofori formavano una volta quelli che erano i Celenterati.

Generalmente rappresentano uno stadio del ciclo vitale che si conclude dopo la riproduzione sessuata, con la formazione di un polipo.

Sistematica

Le meduse di dimensioni maggiori si ritrovano negli Cnidari Scifozoi, le cosiddette scifomeduse, tra le quali primeggia la Cyanea capillata, diffusa nei climi temperati ed artici, che può raggiungere i 2,5 m di diametro. Lo stadio polipoide è molto spesso ridotto e nella Stygiomedusa e Pelagia noctiluca, specie oloplanctoniche, risulta invece assente.

Nei Cubozoi, la struttura dell'ombrello è di forma cubica con simmetria tetraradiale. Le cubomeduse, diffuse nei mari tropicali, sono di piccole dimensioni, raggiungendo al massimo i 14 cm con la Chironex fleckeri, tuttavia sono molto pericolose e talvolta mortali anche per l'uomo, che le ha così soprannominate "vespe di mare".
Lo stadio medusoide si trova invece assente negli Cnidari della classe Anthozoa e in alcune specie di Idrozoi (p.es. l'Hydra), dove in molti altri casi prevale la forma polipoide coloniale e l'idromedusa è di dimensione e vita ridotta.

Anatomia e fisiologia

Rappresentazione schematica di un idromedusa: 1.- Ectoderma; 2.- Mesoglea; 3.- Gastroderma; 4.- Cavità gastro-vascolare; 5.- Canale radiale; 6.- Canale circolare; 7.- Tentacolo; 8.- Velo; 9.- Anello nervoso esterno; 10.- Anello nervoso interno; 11.- Gonade; 12.- Manubrio; 13.- Bocca; 14.- Esombrella; 15.- Subombrella.

Confronto tra la forma di polipo e di medusa

         

La forma generica di una medusa è quella di un polipo rovesciato. Può essere immaginata come un sacco leggermente appiattito, dove si riconoscono una zona superiore convessa, l'esombrella, ed una regione inferiore concava, detta subombrella, al cui centro è posta la bocca che si collega alla cavità gastrovascolare mediante una struttura tubulare chiamata manubrium. Dal margine subombrellare si propagano dei tentacoli urticanti a scopo di difesa e di predazione.

Le meduse hanno il corpo composto principalmente da acqua (circa il 98%).

Capacità urticanti

I loro tentacoli ospitano delle particolari cellule, gli cnidociti, che funzionano una volta sola, per cui devono essere rigenerate. Hanno funzioni difensive ma soprattutto offensive (per paralizzare la preda). Esse si attivano quando vengono toccate, grazie a un meccanorecettore detto cnidociglio, ed estroflettono dei filamenti urticanti detti cnidae. Le cnidae possono essere di diverso tipo: nematocisti o spirocisti, e sono collegate ad appositi organuli, cnidoblasti che contengono un liquido urticante. Le cnidae, in genere, inoculano una sostanza che uccide la preda per shock anafilattico. Il liquido urticante ha azione neurotossica o emolliente, la cui natura può variare a seconda della specie, ma di solito è costituita da una miscela di tre proteine a effetto sinergico: ipnossina, talassina e congestina. L'ipnossina ha effetto anestetico, quindi paralizzante; la talassina ha un comportamento allergenico che causa una risposta infiammatoria; la congestina paralizza l'apparato circolatorio e respiratorio.

Anche se non tutte le meduse sono urticanti, alcune, come le cubomeduse, sono particolarmente pericolose per l'uomo: in taluni casi possono causare anche la morte per shock anafilattico.

Ciclo vitale degli Scifozoi.

Riproduzione

La riproduzione delle meduse è di tipo sessuale, cioè avviene per tramite di gameti che generalmente vengono emessi nell'ambiente esterno, dove la fecondazione ha luogo.

Negli Scifozoi si possono distinguere varie fasi:

  • la femmina depone le uova nel mare;
  • il maschio libera gli spermatozoi che le fecondano;
  • dallo zigote nasce la planula, una larva che scende e si fissa sul fondale dove poi successivamente assume la forma di un polipo e prende il nome di scifostoma (simile ad una attinia);
  • lo scifostoma si divide in seguito in efire, giovani meduse che diventeranno adulte.

Predatori naturali delle meduse sono soprattutto i cetacei, i pesci palla e le tartarughe marine, che ormai scarseggiano nel Mediterraneo. Alcuni pesci, come i "sugarelli" nei nostri mari, sono immuni al veleno e usano le meduse a mo' di nascondiglio dai possibili pericoli, utilizzandone addirittura la cavità digerente per depositare le proprie uova da cui nasceranno i piccoli.

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