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  • Elezioni presidenziali degli Stati Uniti (da Wikipedia, l'enciclopedia libera)

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    Le Elezioni Presidenziali degli Stati Uniti d'America sono una procedura elettorale degli Stati Uniti d'America col la quale vengono eletti i presidenti e i vicepresidenti di tale repubblica federale per un mandato di quattro anni che inizia cioè il 20 gennaio (detto pertanto Inauguration Day) dell'anno successivo a quello delle elezioni.

    La più recente elezione si è svolta il 2 novembre 2004. La prossima elezione invece è prevista per il 4 novembre 2008. Le elezioni si svolgono nel cosiddetto Election Day — ovvero il martedì successivo al primo lunedì di novembre di ogni quarto anno.

    Concretamente, l'elezione viene effettuata con un metodo indiretto: i cittadini scelgono, con metodi stabiliti dai singoli stati federali, gli elettori i quali formano l'United States Electoral College. Gli elettori possono assegnare il proprio voto a chiunque, tuttavia, salvo rare eccezioni, votano i candidati designati e le loro preferenze vengono confermate dal Congresso agli inizi di gennaio. Il Congresso è il giudice inappellabile degli elettori; l'ultima disputa seria risale al 1877.

    Svolgimento delle elezioni

    Le modalità di elezione del presidente sono fissate dalla Sezione I dell'Articolo Due della Costituzione degli Stati Uniti, modificato secondo gli Emendamenti XII, XXII e XXIII. Presidente e vicepresidente appartengono alla medesima lista e vengono eletti dal Collegio Elettorale statunitense, i cui membri a loro volta sono eletti direttamente da ciascuno Stato dell'Unione. Il mandato del presidente e del vicepresidente dura quattro anni.

    Come detto, le elezioni si svolgono ogni quattro anni, il martedì che segue il primo lunedì di novembre (anche se in molti Stati le elezioni si aprono con un anticipo di diverse settimane per permettere il voto anche agli assenti). Le procedure di voto sono gestite da consigli elettorali locali, che garantiscono lo svolgimento equo e imparziale dell'elezione e impediscono brogli e manomissioni dei risultati.

    L'elezione avviene in due fasi: una prima, non prevista esplicitamente dalla Costituzione, in cui la popolazione partecipa attivamente alla designazione dei candidati dei due principali partiti, e una seconda che invece è costituzionalmente regolata. La prima fase, o fase delle Elezioni Primarie, consiste nella elezione dei candidati alle cariche di Presidente e di Vice Presidente, e avviene nelle Convenzioni Nazionali dei due maggiori partiti, quello democratico e quello repubblicano. Può avvenire o attraverso elezioni primarie chiuse, o attraverso elezioni primarie aperte: in ogni caso sono così individuati i due maggiori candidati. Il giorno in cui la maggior parte degli Stati dell'unione è chiamata a votare, è anche detto Super Tuesday. La seconda fase prevede innanzitutto l'elezione dei cosiddetti Elettori Presidenziali all'interno di ogni singolo stato e in numero pari ai deputati e ai senatori attribuiti a quel medesimo stato. Sono costoro coloro che voteranno a scrutinio segreto Presidente e Vice Presidente, che a seguito dello spoglio effettuato dal Presidente del Senato, verrà proclamato Presidente degli Stati Uniti d'America.

     

    Ballottaggio

    Tutti i cittadini con diritto di voto sono chiamati alle urne per scegliere il candidato che preferiscono. Il ballottaggio presidenziale di fatto è un voto per eleggere gli elettori di un candidato, ovvero il cittadino votante non sceglie direttamente il candidato presidente, bensì il membro del Collegio Elettorale che a sua volta eleggerà direttamente il Presidente.

    In numerose occasioni, il ballottaggio consente all'elettore o di votare globalmente la lista di un particolare partito politico, oppure di definire le sue preferenze per i singoli candidati. L'elenco dei candidati per le liste elettorali è stabilito attraverso un processo legale di selezione chiamato accesso al ballottaggio. Solitamente, le liste per il ballottaggio presidenziale si costituiscono attraverso una procedura di pre-selezione su cui influiscono sia il peso numerico del partito politico dei singoli candidati, sia i risultati delle principali convenzioni per la loro nomina. In questo modo, la lista per le elezioni presidenziali non conterrà i nomi di tutti i concorrenti all'elezione, ma solamente quelli dei candidati che abbiano ottenuto una solida nomina da parte del loro partito durante le convenzioni elettorali o il cui partito sia numericamente abbastanza forte da garantirne per legge l'inserimento nella lista. La legge elettorale prevede la possibilità per altri candidati — al di fuori dei due partiti principali — di formare una propria lista raccogliendo un numero sufficiente di firme a loro sostegno. Tuttavia, nel corso dell'intera storia degli Stati Uniti, non si è mai dato il caso che un candidato presidenziale indipendente sia riuscito ad assicurarsi un posto sulla lista elettorale presidenziale secondo questa procedura.

    Un ultimo sistema per potersi presentare alle elezioni presidenziali consiste nel fare iscrivere il proprio nome[1] nella lista al momento del voto elettorale. Questa opzione viene utilizzata dai votanti per esprimere il proprio dissenso verso i candidati ufficiali, scrivendo nomi ridicoli come Topolino o Darth Vader. In ogni caso, nessun candidato write-in ha mai vinto un'elezione presidenziale negli Stati Uniti.

     

    Lo scenario 1824

    Il cosiddetto scenario 1824 si presenta quando nessuno dei candidati ottiene un numero di voti sufficiente per vincere le elezioni. In questo caso, presidente e vicepresidente vengono scelti in base ai dettami del XII Emendamento. La scelta del presidente è decisa attraverso un ballottaggio della Camera dei Rappresentanti. Per la sua elezione, ciascuno Stato ha un solo voto. Un secondo ballottaggio per la scelta del vicepresidente si tiene al Senato. Ciascun senatore ha un solo voto. Il nome scenario 1824 deriva dalle elezioni presidenziali di quell'anno, quando Andrew Jackson ricevette la pluralità, ma non la maggioranza, dei voti espressi. Il 1824 rappresenta l'unico esempio di applicazione del XII Emendamento per le elezioni presidenziali. In tutte le altre elezioni presidenziali, vi è sempre stato un candidato che ha raggiunto la maggioranza dei voti espressi.

     

    Tendenze elettorali

    Negli ultimi decenni, uno dei candidati presidenziali nominati dai partiti democratico e repubblicano è quasi sempre stato un presidente in carica oppure un precedente o attuale vicepresidente. Di fatto, le elezioni del 2008 sono una competizione aperta: per la prima volta dal 1952 e per la seconda volta soltanto dal 1928, né un vicepresidente, né il presidente in carica saranno i candidati nominati dai due partiti principali.

    Negli anni in cui i candidati nominati dai tre partiti principali non rientravano nelle file dei presidenti o vicepresidenti, la scelta è ricaduta su governatori o membri del Senato. L'ultimo candidato dei partiti a non avere ricoperto tale incarico fu il generale Dwight D. Eisenhower, che vinse la nomina per il partito repubblicano e divenne presidente nel 1952.

    Il successo elettorale degli anni più recenti ha favorito i governatori degli stati federali. Tra gli ultimi cinque presidenti (Carter, Reagan, George H.W. Bush, Bill Clinton, George W. Bush), soltanto Bush padre non era mai stato governatore. Geograficamente, tutti questi presidenti provenivano o da uno stato molto grande (California, Texas), o da uno stato a sud della linea Mason-Dixon[2] e a est del Texas. L'ultimo senatore in carica a essere eletto presidente degli Stati Uniti fu John F. Kennedy del Massachusetts, nel 1960. L'unico altro senatore in carica a essere eletto fu Warren G. Harding nel 1920, mentre i candidati del partito di maggioranza, senatori Andrew Jackson (1824), Lewis Cass (1848), Stephen A. Douglas (1860), Barry Goldwater (1964), George McGovern (1972), Walter Mondale (1984) e Bob Dole persero tutti quanti la competizione elettorale.

    Elezioni presidenziali degli Stati Uniti

    1789 1792 1796 1800 1804 1808 1812 1816 1820 1824 1828 1832 1836 1840 1844 1848 1852 1856 1860 1864 1868 1872 1876 1880 1884 1888 1892 1896 1900 1904 1908 1912 1916 1920 1924 1928 1932 1936 1940 1944 1948 1952 1956 1960 1964 1968 1972 1976 1980 1984 1988 1992 1996 2000 2004 2008

     

    Note

    1. ^ Si parla di candidato write-in, quando il suo nome non appare nella scheda elettorale, ma può essere ugualmente votato scrivendo il suo nominativo direttamente sulla scheda all'atto del voto. Alcuni Stati e giurisdizioni locali consentono agli elettori di incollare sulla scheda un adesivo con il nome del candidato invece di scriverlo a mano. I candidati write-in difficilmente vincono e spesso vengono inseriti nelle schede nomi fittizi o di persone non eleggibili. Numerose giurisdizioni richiedono ai candidati di farsi registrare come tali prima delle operazioni di voto per evitare casi di omonimia, frequenti nelle elezioni con un elevato numero di concorrenti. Cfr. (EN) Write-in
    2. ^ La Linea Mason-Dixon è una linea di demarcazione tra quattro stati degli Stati Uniti. Rappresenta parte dei confini di Pennsylvania, West Virginia, Delaware e Maryland, il cui rilevamento topografico risale a quando questi territori erano ancora colonie inglesi. Quando la Pennsylvania iniziò ad abolire la schiavitù all'interno del Commonwealth, nel 1781, il versante ovest di questa linea e il fiume Ohio divennero il confine quasi completo tra gli stati abolizionisti e quelli schiavisti (il Delaware, tuttavia, sebbene a est della linea Mason-Dixon, rimase schiavista). Nel linguaggio popolare, soprattutto a partire dal Compromesso del Missouri nel 1820, la Linea Mason-Dixon è venuta a rappresentare simbolicamente lo spartiacque culturale tra gli Stati Uniti del nord e quelli del sud. I topografi che tracciarono il confine si chiamavano Charles Mason e Jeremiah Dixon. Cfr. (EN) Linea Mason-Dixon

     

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