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Compagnia di Gesù - cosa è (da Wikipedia, l'enciclopedia libera)

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    Lo stemma della Compagnia di Gesù

    La Compagnia di Gesù (in latino Societas Iesu), comunemente nota come i Gesuiti, è, presa singolarmente, il maggior istituto religioso della Chiesa cattolica; i cui appartenenti fanno di Gesù il centro e lo scopo della loro vita, determinati ad essere "compagni di Gesù", imitandolo in tutti gli aspetti della sua vita e morte, collaborando con lui nella vita apostolica e servendolo nella Chiesa Cattolica con la maggiore dedizione possibile, disposti ad ogni sacrificio, compreso quello della vita.
    Essa fu fondata nel 1534 da un gruppo di sei studenti dell'Università di Parigi guidati da Ignazio di Loyola. La compagnia, con sede a Roma, continua oggi a coinvolgere nelle sue variegate attività apostoliche persone credenti e non credenti in più di cento Paesi. L'attuale Superiore dei Gesuiti (il «Papa Nero», detto così per via del colore della tonaca, per la durata a vita dell'incarico e per il peso dell'ordine nel cattolicesimo) è padre Adolfo Nicolás, eletto il 19 gennaio 2008, ex-moderatore della Conferenza Gesuita dell'Asia Orientale e Oceania.

    Le origini

    Sant'Ignazio di Loyola, fondatore della Società di Gesù

    La fondazione non ufficiale dell'ordine può essere fatta risalire al 15 agosto 1534, quando Ignazio ed altri sei studenti, Francisco Xavier (meglio noto come san Francesco Saverio), Alfonso Salmeron, Diego Laínez e Nicola Bobadilla, spagnoli, Pierre Favre (meglio noto come Beato Pietro Fabro), francese, e Simon Rodrigues, portoghese, si incontrarono nella Chiesa di Saint Pierre de Montmartre, a Parigi, legandosi reciprocamente con un voto di povertà e castità, allo scopo di eseguire "un lavoro missionario e di ospitalità a Gerusalemme o, se questo non si fosse realizzato entro un anno, andare senza domande in qualsiasi luogo il papa avesse ordinato loro".

    Nel 1537 essi si recarono in Italia per chiedere l'approvazione papale della loro compagnia. Il papa Paolo III diede loro una lode e consentì loro di essere ordinati come preti. Essi vennero ordinati a Venezia dal vescovo di Arbe (ora Rab, in Croazia) il 24 giugno per praticare la preghiera e lavori di carità in Italia, in modo da assolvere queste funzioni mentre il papa era occupato nel nuovo conflitto che lo vedeva impegnato con l'imperatore Carlo V, Venezia e l'Impero Ottomano già in viaggio verso Gerusalemme.

    Ignazio si recò nuovamente a Roma nell'ottobre del 1538, insieme a Favre e Laynez, per far approvare al Papa la costituzione della nuova congregazione. Una commissione di cardinali si dimostrò favorevole al testo preparato da Ignazio, e Paolo III confermò la congregazione con la bolla papale Regimini militantis (27 settembre 1540), ma limitò il numero dei suoi membri a sessanta. Questa limitazione venne rimossa tramite una successiva bolla, la Iniunctum nobis, del 14 marzo 1543. Ignazio venne scelto come primo Superiore Generale della Compagnia, sebbene avesse chiesto ai suoi confratelli di non essere votato come tale. Egli inviò i suoi compagni come missionari a creare scuole, istituti, collegi e seminari in tutta l'Europa. Nel 1548 fondò il Ginnasium di Messina, l'Università di Messina.

    Ignazio scrisse le Costituzioni ignaziane, adottate nel 1554, le quali creavano un'organizzazione monarchica e spingevano per un'abnegazione ed un'obbedienza assoluta al papa ed ai superiori (perinde ac cadaver, "ben disciplinati come un cadavere", scrisse Ignazio).

     

    La storia - La soppressione e la ricostituzione

    Una copia della Ratio Studiorum del 1598

    I Gesuiti vennero fondati immediatamente prima della Controriforma, un movimento il cui scopo era di riformare dall'interno la Chiesa cattolica romana e di contrastare la Riforma protestante, le cui dottrine si stavano spargendo in tutta l'Europa cattolica. Come parte del loro servizio alla Chiesa cattolica, i gesuiti incoraggiavano le popolazioni a continuare la loro obbedienza alle Sacre Scritture ed alla dottrina della Chiesa romana. La regola fondamentale dei Gesuiti nei riguardi della Chiesa, valida per tutti i cattolici, era quella fissata da S. Ignazio nei suoi Esercizi spirituali (n. 365):

      « Per essere sicuri di non sbagliare dobbiamo sempre regolarci in questo modo: quello che io vedo bianco, creda che sia nero, se la Chiesa gerarchica così stabilisce; certi che tra Cristo nostro Signore, sposo, e la Chiesa, sua sposa, vi è lo stesso spirito che ci governa e regge per la salvezza delle nostre anime. Infatti dal medesimo Spirito e Signore nostro, che diede i dieci comandamenti, è retta e governata nostra santa madre Chiesa. »
       

    Tuttavia, Ignazio ed i primi gesuiti capivano che la gerarchia cattolica aveva stretta necessità di riforme e le loro più grandi lotte furono contro la corruzione e la venalità dentro la Chiesa romana. Di conseguenza, sebbene i Gesuiti fossero figli fedeli del Papa, Ignazio ed i suoi successori si scontrarono spesso con la Curia romana. Nel corso della loro storia i gesuiti hanno guadagnato la reputazione di essere le "truppe di élite" del Papa. L'ordine, ironia della sorte, fu soppresso da papa Clemente XIV con il breve Dominus ac Redemptor che fu promulgato il 16 agosto 1773. Dai dati storici a nostra disposizione sappiamo che Clemente XIV, prima di diventare papa e prima di essere creato cardinale, era un filo-gesuita e grazie ad essi avanzò nel servizio e vicinanza alla Santa Sede. Il Frate, poi eletto papa, era una persona ambiziosa e secondo alcune fonti storiche accettò di divenire papa a condizione, dettata da altri, di sopprimere i gesuiti. Secondo altre fonti storiche, il Papa soppresse i gesuiti a causa delle pressioni di molti potenti del tempo e non l'avrebbe fatto in un modo predeterminato, ma per motivi contingenti e per la pace della Chiesa. L'ordine fu ricostituita, dopo 41 anni, da Pio VII nel 1814; nella "Russia bianca" il breve non fu reso noto dal Monarca al popolo; così invalidandolo secondo il diritto dell'epoca. I Religiosi continuarono ininterrottamente, in quei diversi decenni, ad essere a servizio della Chiesa e della società del tempo continuando l'opera di precettori nei collegi e non solo.

     

    Idee di fondo

    Ignazio ed i gesuiti che lo seguirono credevano che la riforma della Chiesa dovesse cominciare nel cuore dei singoli. Uno degli strumenti principali che i gesuiti usarono per portare avanti tale conversione era il "ritiro ignaziano", detto esercizio spirituale. Durante un periodo di silenzio della durata di quattro settimane, gli individui si dedicavano ad una serie di meditazioni dirette sulla vita di Cristo. Durante questo periodo, essi si incontravano regolarmente con un direttore spirituale che li aiutava a capire qualunque chiamata o messaggio Cristo avesse offerto alle loro meditazioni.

    I gesuiti fondarono molte scuole (studiarono in scuole gesuite Cartesio, Fidel Castro e l'attuale imperatrice del Giappone), che attraevano i figli delle élite a causa dei loro metodi di insegnamento avanzati e dell'elevato tono morale. Essi furono tra i primi ad incorporare gli insegnamenti classici dell'Umanesimo rinascimentale nella struttura scolastica del pensiero cattolico. Oltre ad insegnare la fede, le scuole ignaziane si distinsero per il loro insegnamento di latino, greco, letteratura classica, poesia e filosofia.

    Inoltre, le scuole ignaziane incoraggiarono lo studio della letteratura vernacolare e della retorica, diventando, di conseguenza, importanti centri educativi per avvocati ed altri pubblici ufficiali. Le scuole gesuite giocarono, così, un importante ruolo nel recupero al cattolicesimo di un certo numero di paesi europei che per un certo tempo erano diventati prevalentemente protestanti, in particolare la Polonia. Le scuole ignaziane continuano ancora oggi a fornire educazione di qualità in oltre cento nazioni.

    I Gesuiti furono capaci di ottenere significativa influenza all'inizio dell'era moderna perché spesso i sacerdoti gesuiti erano i confessori dei re dell'epoca. Essi furono una forza importante durante la Controriforma e nelle missioni cattoliche, anche perché la loro struttura relativamente tollerante (senza il requisito di vivere in comunità, di rispettare la Liturgia delle ore e così via) consentì loro di essere flessibili verso le necessità delle popolazioni dell'epoca.

    Teoria casuistica: la gravità del peccato dipende dalla situazione. Per questo motivo molti sovrani preferivano confessarsi con i gesuiti, e questo portava ad essi molto potere.

    Per approfondire, vedi la voce Casistica (teologia).

     

    L'espansione

    Le prime missioni in Giappone ottennero ai Gesuiti il feudo di Nagasaki nel 1580. Tuttavia la concessione fu revocata nel 1587 poiché la loro crescente influenza generava paure.

    A partire dal Cinquecento iniziò, ad opera di alcuni missionari gesuiti, tra cui Matteo Ricci, l'evangelizzazione del popolo cinese nel cui ambito scoppiò la cosiddetta "Questione dei riti cinesi"

    Due missionari gesuiti, Gruber e D'Orville, raggiunsero Lhasa in Tibet nel 1661.

     

    I Gesuiti oggi

    La compagnia di Gesù è molto attiva nel lavoro missionario e nell'insegnamento, in molti paesi del mondo.

    Il loro motto non ufficiale è la frase in latino Ad Maiorem Dei Gloriam, spesso abbreviata come "AMDG", che significa "per una maggiore gloria di Dio". Questa frase vuole riflettere l'idea che ogni lavoro che non sia maligno può essere meritorio per il Paradiso, se viene effettuato con questa intenzione, anche un lavoro normalmente considerato neutro.

     

    Controversie

    I critici dei Gesuiti, sia cattolici che protestanti, li hanno spesso accusati di essere coinvolti in varie cospirazioni. Essi sono stati anche accusati di usare la casistica per giustificare ciò che è indimostrabile. In parecchie lingue "gesuita" o "gesuitico" acquisì di conseguenza un significato di aggiramento della verità obiettiva o di ipocrita.

    Nel particolare gergo utilizzato tra i membri numerari dell'Opus Dei i Gesuiti vengono chiamati con un certo disprezzo i "soliti" per via della loro ostilità sovente manifestata in relazione a certi aspetti dell'Opera.

     

    Statistiche

    Al 1° gennaio 2007 i gesuiti erano in totale 19.216, di cui 13.491 sacerdoti (- 244 rispetto al 2006), 3.049 scolastici (- 18), 1.810 fratelli (- 55) e 866 novizi (- 31). La diminuzione complessiva rispetto al 1° gennaio 2006, è di 364 membri. Nello scorso anno gli ingressi sono stati 486, i decessi 472 ed i membri che hanno lasciato la Compagnia 378. Al 1° gennaio 2007 l'età media dei Gesuiti si attestava sui 57,34 anni: 63,40 anni per i sacerdoti, 29,89 anni per gli scolastici e 65,54 anni per i fratelli.

    1965 ... 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
    36.038   21.354 20.711 20.408 20.170 19.850 19.564 19.216

     

    Gesuiti famosi

    Oltre al fondatore Ignazio di Loyola, tra i molti Gesuiti delle origini che si sono distinti spicca san Francesco Saverio, missionario in Asia che convertì al cattolicesimo più persone di chiunque altro prima di lui.

    Altri Gesuiti famosi sono:

     

    Bibliografia

    • Soggettario per i cataloghi delle biblioteche italiane, Firenze, Il cenacolo, 1956. Voce: Gesuiti, rinvio da: Compagnia di Gesù.
    • Franco Venturi, Settecento riformatore, Torino, Einaudi, 1969.
    • Gian Paolo Brizzi, La formazione della classe dirigente nel Sei-Settecento, Bologna, Il Mulino, 1976.
    • Stefano Zen, Bellarmino e Baronio, in Bellarmino e la Controriforma. Atti del Simposio Internazionale di Studi (Fonti e Studi baroniani, 3), Sora 15-18 ottobre 1986, a cura di R. De Maio, A. Borromeo, L. Gulia, G. Lutz, A. Mazzacane, Sora, Centro di Studi Sorani «V. Patriarca», 1990, pp. 277-321.
    • William V. Bangert, Storia della Compagnia di Gesù, Genova, Marietti, 1990. ISBN 8821168069.
    • Pierre-Antoine Fabre, Ignace de Loyola: le lieu de l’image, Paris, Vrin, 1992. ISBN 2711610950.
    • Joseph de Guibert, La spiritualità della Compagnia di Gesù, trad. it., Roma, Città Nuova, 1992. ISBN 8831192248.
    • Fabrizio Manuel Sirignano, L'itinerario pedagogico della Ratio Studiorum, Napoli, Luciano, 2001. ISBN 8888141200.
    • Stefano Zen, Monarchia della verità. Modelli culturali e pedagogia della Controriforma («La Ricerca Umanistica», 4), Napoli, Vivarium, 2002. ISBN 8885239633.
    • Fabrizio Manuel Sirignano, Gesuiti e giansenisti: modelli e metodi educativi a confronto, Napoli, Liguori, 2004. ISBN 8820736411.
    • Antonio Trampus, I gesuiti e l'illuminismo: politica e religione in Austria e nell'Europa centrale, 1773-1798, Firenze, Olschki, 2000. ISBN 8822248740.

     

    Voci correlate

     

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